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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 4543/2025 del 04/02/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Visconti impugnava la sentenza di appello che lo aveva condannato per bancarotta fraudolenta patrimoniale per avere, quale legale rappresentante della Sanagens s.r.l. in liquidazione, rilasciato il 27/07/2011 una fideiussione a favore della collegata Valleverde s.r.l. per euro 15.000.000 senza corrispettivo, cagionando un danno patrimoniale alla fallita. In cassazione deduceva, tra l'altro: omissione di rinnovo della notifica dell'avviso ex art. 415-bis c.p.p. a seguito della riformulazione dell'imputazione; carenza degli elementi oggettivi e soggettivi del reato (la fideiussione sarebbe rientrata in una logica di gruppo e finalizzata al rilancio dell'attività, non distrattiva); la condotta andava derubricata in ipotesi di operazione di manifesta imprudenza o aggravamento del dissesto ex art. 217 legge fall.; contestazione dell'aggravante per danno patrimoniale rilevante e della congruità della pena.

La decisione

La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto inammissibile il primo motivo perché la scelta del rito abbreviato da parte dell'imputato sana la nullità derivante dalla mancata notifica dell'avviso di conclusione indagini; inoltre non sussisteva un "quid novi" rispetto alla precedente fase. Quanto al merito, la Cassazione ha confermato che il rilascio di una fideiussione senza corrispettivo da parte di una società già in grave crisi e non deputata a svolgere funzione finanziaria può integrare il reato di bancarotta fraudolenta per distrazione (giurisprudenza consolidata). Non sono emersi vantaggi compensativi per la società fideiubente tali da escludere la natura distrattiva dell'atto. La qualificazione come operazione di manifesta imprudenza (art. 217) è stata ritenuta inadeguata alla luce dell'assenza di vantaggi e dell'immediato esito dannoso; l'aggravante del danno patrimoniale rilevante è stata ritenuta fondata in relazione all'entità dell'escussione della garanzia (decreto ingiuntivo per circa 6.843.137,60) rispetto alle condizioni della fallita. Infine la misura della pena è stata considerata congrua e rimessa alla discrezionalità del giudice di merito.

Norme richiamate

Massime di principio

  • La scelta del rito abbreviato da parte dell'imputato può sanare nullità procedurali intermedie, inclusa la mancata rinnovazione dell'avviso ex art. 415-bis, salvo che non sia intervenuto un "quid novi" che modifichi sostanzialmente la posizione difensiva
  • Il rilascio di una fideiussione da parte di una società in grave crisi e senza corrispettivo può costituire distrazione patrimoniale integrativa del reato di bancarotta fraudolenta, anche se l'operazione è stata compiuta nell'ambito di una logica di gruppo
  • Per escludere la natura distrattiva di un'operazione compiuta nel contesto di un gruppo societario, è necessario provare specificamente vantaggi compensativi concreti e prevedibili per la società apparentemente danneggiata
  • La derubricazione a reati di minore gravità (es. operazione di manifesta imprudenza ai sensi dell'art. 217) richiede l'assenza del dolo di depauperamento e la dimostrazione che l'operazione fosse una scelta imprudente ma comunque nell'interesse dell'impresa, con concrete probabilità di successo
  • L'accertamento dell'aggravante per danno patrimoniale rilevante si basa sulla confrontabilità dell'importo del danno (o dell'escussione) con le condizioni patrimoniali della società fallita; importi elevati e prevedibilmente insostenibili rafforzano la qualificazione aggravata
  • La quantificazione della pena resta materia di discrezionalità del giudice di merito e non è sindacabile in cassazione salvo vizi logici, illogicità o assoluta arbitrarietà nella motivazione

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