Cassazione Penale, Sentenza n. 4410/2025 del 04/02/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Il Procuratore generale ha impugnato la sentenza del Tribunale di Brescia che aveva dichiarato non doversi procedere per mancanza della querela. Il ricorso sosteneva che la condotta di Rossetti (impossessamento, da persona priva di licenza di caccia, di esemplari di specie particolarmente protette) integra il reato di furto aggravato ai danni della fauna appartenente al patrimonio indisponibile dello Stato e che, per tale ragione, la fattispecie dovrebbe rientrare nelle ipotesi procedibili d'ufficio previste dall'art. 625, n. 7, cod. pen., anche alla luce dell'assetto introdotto dal d.lgs. 10 ottobre 2022, n. 150. In sostanza il ricorrente chiedeva che non fosse applicata la procedibilità a querela per l'aggravante "esposizione alla pubblica fede" e che si ritenesse procedibile d'ufficio il reato per l'appartenenza dello stock faunistico al patrimonio indisponibile dello Stato.
La decisione
La Corte ha rigettato il ricorso come infondato, confermando la decisione del Tribunale. La Corte ha ritenuto che la condotta integrasse il reato di furto aggravato di fauna ai danni del patrimonio indisponibile, ma ha escluso che le ipotesi di procedibilità d'ufficio richiamate dall'art. 625, n. 7, cod. pen. comprendano una deroga fondata sull'appartenenza del bene al patrimonio indisponibile dello Stato. Inoltre la Corte ha richiamato che la riforma introdotta dal d.lgs. 10 ottobre 2022, n. 150 ha posto in regime di procedibilità a querela l'aggravante derivante dall'esposizione alla pubblica fede; non sussiste un'automatica conversione in procedibilità d'ufficio per il fatto che il bene sia dello Stato. Di conseguenza il ricorso del Procuratore generale è stato respinto.
Norme richiamate
art. 624 cod. pen.
Riferimento al reato di furto; la Corte conferma che la condotta contestata rientra nel furto (anche in forma aggravata) quando l'autore non è munito di licenza di caccia
art. 625, n. 7, cod. pen.
Contempla le ipotesi di aggravazione che possono incidere sulla procedibilità; la Corte rileva che le ulteriori ipotesi procedibili d'ufficio indicate dal n. 7 non fanno riferimento all'appartenenza del bene al patrimonio indisponibile dello Stato
d.lgs. 10 ottobre 2022, n. 150
Ha riformato il regime di procedibilità introducendo per l'aggravante consistente nell'"esposizione alla pubblica fede" il requisito della querela; la Corte prende atto del nuovo regime e ne valuta l'incidenza rispetto alla fattispecie
L. 11 febbraio 1992, n. 157 (art. 30 e art. 31)
Disciplina l'attività venatoria e prevede talune esclusioni del reato di furto per il cacciatore munito di licenza; la Corte sottolinea che tali esclusioni operano solo nei casi espressamente previsti dalla legge e non si applicano all'autore privo di licenza
Massime di principio
- Se l'autore è privo di licenza di caccia, l'impossessamento di esemplari di fauna protetta si qualifica normalmente come furto (art. 624) e non come il reato speciale della uccellagione previsto dall'art. 30 L. 157/1992, le cui esclusioni operano per il cacciatore munito di licenza.
- La procedibilità (d'ufficio o a querela) va valutata in base alla normativa applicabile e alla specifica aggravante: la riforma del d.lgs. 150/2022 ha posto l'aggravante consistente nell'"esposizione alla pubblica fede" in regime di procedibilità a querela.
- L'appartenenza del bene al patrimonio indisponibile dello Stato non costituisce, di per sé, una delle ipotesi richiamate dall'art. 625, n. 7, cod. pen. che rendono il reato procedibile d'ufficio; non si può quindi automaticamente ricavare una procedibilità d'ufficio da tale sola circostanza.
- In ogni caso va verificata la data di commissione del reato e la normativa vigente a quel momento: modifiche legislative che incidono sulla procedibilità possono avere rilievo temporale e devono essere considerate nella loro applicazione.
- Per casi analoghi, l'analisi deve distinguere la qualificazione sostanziale del fatto (furto vs. reato venatorio speciale), l'esistenza di aggravanti rilevanti e il regime di procedibilità applicabile; non è sufficiente la sola appartenenza del bene allo Stato per qualificare la procedibilità d'ufficio.
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