Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 3394/2025 del 28/01/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso avverso l'ordinanza del Tribunale di Reggio Calabria del 28/08/2024 che aveva rigettato l'appello ex art. 310 c.p.p., proposto per ottenere la revoca o la sostituzione della custodia cautelare in carcere imposta dal GIP (ordinanza 25/07/2024). L'imputato è indagato per reati in materia di stupefacenti (artt. 73 e 74 DPR n. 309/1990). Il ricorrente ha articolato due motivi: (1) violazione di legge e vizio di motivazione rispetto alla sussistenza dei gravi indizi di colpevolezza, lamentando che il Tribunale ha richiamato per relationem la motivazione del GIP senza valutare le indagini difensive (escussione di testi) che costituivano elementi sopravvenuti tali da scalfire il quadro indiziario e dimostrare il ruolo marginale o l'estraneità del Pititto; (2) violazione degli artt. 292 lett. c) e 274 c.p.p. e vizio di motivazione, con la censura che il Tribunale avrebbe travisato le emergenze indiziarie e valutato parzialmente le deduzioni difensive.

La decisione

La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile e ha respinto le censure. Ha ritenuto manifestamente infondati entrambi i motivi: il primo perché, nel controllo sull'appello ex art. 310 c.p.p., il Tribunale è vincolato a verificare solo se l'ordinanza impugnata sia giuridicamente corretta e adeguatamente motivata rispetto a fatti nuovi idonei a modificare apprezzabilmente il quadro probatorio; nel caso di specie il Tribunale ha valutato che le dichiarazioni raccolte in sede difensiva erano parziali e non scalfivano il compendio probatorio fornito dalle intercettazioni, dalle quali emergeva piena sinergia del Pititto con il sodalizio. Il secondo motivo è stato rigettato perché il Tribunale ha adeguatamente motivato la persistenza delle esigenze cautelari (protrazione delle condotte per circa due anni, numero di episodi, quantità di sostanza, rete di contatti nazionale e internazionale, modalità delle condotte e personalità), valutando correttamente anche l'attualità del pericolo di reiterazione e l'insussistenza delle condizioni per la sostituzione della custodia in carcere con i domiciliari (art. 275, comma 3, presunzione relativa). Conseguentemente, dichiarata l'inammissibilità del ricorso, la Corte ha condannato il ricorrente alle spese processuali e al pagamento di una somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle Ammende, ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 310 cod. proc. pen.

    Regola l'appello contro l'ordinanza che decide su istanze di revoca o sostituzione di misure cautelari: il sindacato è limitato all'esame della correttezza giuridica e della motivazione in relazione a fatti nuovi idonei a modificare il quadro probatorio

  • artt. 73 e 74 d.P.R. n. 309/1990

    artt. 73 e 74 d.P.R. n. 309/1990

    Norme sostanziali in materia di stupefacenti che costituiscono il fondamento delle imputazioni contestate all'indagato

  • art. 292 lett. c) cod. proc. pen.

    art. 292 lett. c) cod. proc. pen.

    Disciplina il contenuto dell'atto di appello e la necessità di una critica argomentata rispetto al provvedimento impugnato; la Corte ha ritenuto le censure difensive meramente contestative e prive di confronto critico

  • art. 274 cod. proc. pen.

    Individua le esigenze cautelari (tra cui il pericolo di reiterazione): la Corte ha considerato corretta la valutazione del Tribunale sulla persistente e attuale probabilità di commissione di delitti analoghi

  • art. 275, comma 3, cod. proc. pen.

    art. 275, comma 3, cod. proc. pen.

    Previsione di una presunzione relativa in relazione alle misure per i reati associativi, utilizzata dalla Corte per motivare la non idoneità di misure meno gravose rispetto alla custodia in carcere

  • art. 275-bis, comma 1, cod. proc. pen.

    art. 275-bis, comma 1, cod. proc. pen.

    Regola le procedure di controllo per misure alternative (es. arresti domiciliari con strumenti di controllo): la Corte ha valutato che tali misure non fossero idonee a impedire i contatti con il sodalizio nel caso concreto

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Prevede l'onere delle spese e la sanzione pecuniaria in caso di inammissibilità del ricorso; la Corte ha condannato il ricorrente al pagamento indicato

Massime di principio

  • In appello contro il rigetto di una richiesta di revoca/sostituzione della misura cautelare (art. 310 c.p.p.) il sindacato è limitato: il giudice d'appello verifica soprattutto se l'ordinanza impugnata sia giuridicamente corretta e adeguatamente motivata rispetto a fatti nuovi idonei a modificare il quadro probatorio
  • Per scalfire una misura cautelare basata su un compendio probatorio complessivo (es. intercettazioni) occorre produrre elementi nuovi e concreti che incidano in modo apprezzabile sulle risultanze originarie; dichiarazioni parziali o aneddotiche difficilmente sono sufficienti
  • Le intercettazioni e il quadro probatorio complessivo possono dimostrare l'inserimento stabile in un sodalizio e la sinergia con altri soggetti, giustificando la permanenza della misura cautelare
  • Il pericolo di reiterazione (art. 274 c.p.p., lett. c) deve essere concreto e attuale: la valutazione è prognostica e si fonda su elementi quali durata delle condotte, numerosità degli episodi, quantità di stupefacente, rete di contatti e modalità operative
  • In ipotesi di reato associativo la presunzione relativa di cui all'art. 275, comma 3, può rendere più difficile la sostituzione della custodia in carcere con misure meno afflittive, soprattutto se le alternative non impediscono i contatti con i sodali
  • Perché un ricorso sia ammissibile e non sia qualificato come mera censura, è necessario un confronto critico e argomentato con le motivazioni del provvedimento impugnato; l'assenza di tale confronto può comportare l'inammissibilità e sanzioni pecuniarie

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.