Cassazione Penale, Sentenza n. 36302/2022 del 26/09/2022
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza che aveva parzialmente confermato il sequestro preventivo di somme e beni disposti dal GIP in relazione a plurimi reati (tra cui associazione a delinquere, reati tributari e false comunicazioni sociali). Il ricorrente censura: 1) omessa e meramente apparente motivazione del Tribunale del riesame in ordine al fumus delicti e alla mancata valutazione puntuale delle specifiche censure difensive circa l'assenza di un contributo partecipativo concreto del professionista; 2) errata determinazione del "profitto del reato" nell'ambito dell'art. 11 d.lgs. n. 74/2000, avendo il Tribunale equiparato il profitto all'intero debito societario anziché al valore dei beni effettivamente sottratti alla garanzia; 3) erronea configurazione della condotta di sottrazione fraudolenta connessa alla sola cancellazione dal registro delle imprese, senza indicazione di atti dispositivi concreti; 4) inclusione ingiustificata nell'ammontare confiscabile della somma di €25.000,00 riferita al reato di cui all'art. 2621 c.c.
La decisione
La Corte di Cassazione ha ritenuto fondato il primo motivo: l'ordinanza del Tribunale del riesame presenta motivazione del tutto apparente in punto di fumus delicti, essendosi limitata a richiamare genericamente categorie di fonti probatorie senza indicare, neppure sinteticamente, gli elementi individualizzanti che colleghino l'indagato ai reati contestati (in particolare rispetto al ruolo a lui attribuito). Per tale ragione l'ordinanza impugnata è stata annullata con rinvio al Tribunale di Modena per nuovo giudizio. I restanti motivi, essendo dipendenti da quello assorbente, sono stati dichiarati assorbiti.
Norme richiamate
Fattispecie associativa richiamata nella rubrica; la Corte rileva che, anche in presenza di contestazione associativa, il giudice del riesame deve indicare in modo anche succinto gli elementi che connotano il coinvolgimento individuale dell'indagato.
Concorso di persone nel reato: la motivazione del sequestro deve specificare gli indici di partecipazione riferibili all'imputato.
Norma richiamata tra le contestazioni; la Corte richiede valutazione puntuale degli elementi indiziari anche rispetto a ipotesi plurali e complesse.
Richiamata nella rubrica; non muta il principio che per misure reali occorre motivazione adeguata e individualizzata.
Ricorrenza di reato fallimentare/appropriazione indebita collegata a distacchi patrimoniali: la Corte sottolinea che non sono sufficienti affermazioni generiche, occorre collegare concretamente gli atti ai beni sottratti.
Falsa comunicazione sociale contestata per una somma di €25.000,00; la Corte non decide nel merito ma sottolinea che l'inclusione nell'ammontare sequestrabile richiede adeguata motivazione.
Riferimento normativo tra le contestazioni in materia di reati tributari; l'accertamento del profitto ai fini del sequestro deve essere basato su elementi concreti e motivati.
Richiamata nelle imputazioni; il controllo del Tribunale del riesame deve valutare anche le confutazioni difensive specificamente dedotte.
Riguarda la sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte: nell'ordinanza il Tribunale era stato censurato per aver equiparato il profitto del reato al complessivo debito societario piuttosto che al valore dei beni sottratti alla garanzia; la Corte indica che tale questione rileva sul piano sostanziale ma qui il vizio principale è di motivazione insufficiente.
Principio di diritto della Corte di Cassazione (Sez. U., n. 18954 del 31/03/2016, Capasso e altri richiami)
Sez. U., n. 18954 del 31/03/2016, Capasso; Sez. 6, n. 6589 del 10/01/2013; Sez. 3, n. 58008 dell'11/10/2018
Il sequestro preventivo richiede un percorso motivazionale più stringente rispetto a quello delle misure personali: il giudice del riesame deve valutare e motivare le risultanze probatorie e le confutazioni difensive, poiché la mancata o meramente apparente motivazione comporta l'annullamento.
Massime di principio
- Per disporre o confermare un sequestro preventivo il giudice deve motivare in modo concreto e, seppur succinto, gli elementi che colleghino l'indagato ai reati contestati; riferimenti generici a categorie probatorie non sono sufficienti.
- In presenza di contestazioni complesse (associazioni, concorso, reati tributari) il giudice del riesame ha l'onere di esaminare e valutare anche le specifiche argomentazioni difensive che possono incidere sul fumus delicti.
- Il "profitto del reato" ai fini del sequestro per equivalente va determinato con riferimento agli elementi effettivi di vantaggio patrimoniale riconducibili al reato (es. valore dei beni sottratti alla garanzia) e non meramente all'ammontare del debito tributario, salvo che non sussista coincidenza dimostrata tra le due misure.
- La mera cancellazione dal registro delle imprese non è di per sé un atto dispositvo idoneo a rendere inefficace la procedura di riscossione: occorre provare atti dispositivi materiali o giuridici che abbiano concretamente sottratto beni alla garanzia.
- Per la responsabilità di un professionista (es. commercialista) non bastano le ordinarie incombenze o inadempienze: deve emergere un contributo causale, fattivo e consapevole volto all'alterazione dichiarativa o alla certificazione di crediti tributari.
- Quando la motivazione del provvedimento cautelare è insufficiente il rimedio è l'annullamento con rinvio per nuovo giudizio, mentre i profili sostanziali possono essere nuovamente esaminati dal giudice di merito con adeguata argomentazione.
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