Cassazione Penale, Sentenza n. 19836/2022 del 19/05/2022
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
I ricorrenti erano stati condannati in appello per il reato di cui all'art. 372 c.p. (falsa testimonianza) perché avrebbero dichiarato falsamente che, alla fine del 2007, Cesare Raso aveva lavorato per conto della Edilsud s.r.l. nel cantiere di Pont Saint Martin. Il fatto rilevante di contesto era un procedimento tributario relativo a fatture ritenute oggettivamente inesistenti (D.Lgs. n. 74/2000, artt. 8-9 per Raso e art. 2 per Giuseppe Tropiano). In cassazione i difensori hanno denunciato: carenza o apparente mancanza di motivazione e contraddittorietà perché la sentenza impugnata non ha valutato adeguatamente la sentenza irrevocabile di assoluzione di Giuseppe Tropiano che, secondo la Corte di appello che lo aveva assolto, evidenziava elementi di riscontro della reale esecuzione delle opere; omissione di risposta a censure specifiche rivolte ai testimoni (De Bernardi, Portè, Mirabello, Ferraro) e mancata considerazione di elementi documentali prodotti dalla difesa; nonché vizio di valutazione circa la consapevolezza dei ricorrenti sulla falsità delle dichiarazioni rese, alla luce delle loro competenze e della dimensione del cantiere.
La decisione
La Corte di Cassazione ha accolto il primo motivo ritenendolo fondato: ha ravvisato che la Corte di appello non ha fornito adeguata motivazione sulla rilevanza e sul contenuto motivazionale della sentenza irrevocabile di assoluzione del Tropiano su identico compendio probatorio, né ha risposto ai rilievi specifici della difesa relativi ai testimoni e agli elementi documentali. La Cassazione ha richiamato il principio secondo cui, pur non essendo vincolante il giudice che riceve una sentenza ai sensi dell'art. 238-bis c.p.p., quando due procedimenti si fondano sul medesimo compendio probatorio il giudice che perviene a conclusioni diverse deve fornire motivazione esaustiva. Per tali ragioni la sentenza impugnata è stata annullata con rinvio per nuovo giudizio ad altra Sezione della Corte di appello di Torino. Il secondo motivo è stato ritenuto assorbito.
Norme richiamate
Norma che sanziona la falsa testimonianza; la Corte richiama la necessità che la valutazione della falsità sia effettuata con motivazioni chiare e riferite all'intero compendio probatorio, secondo il principio della prova oltre ogni ragionevole dubbio.
Disciplina l'acquisizione in altri procedimenti di sentenze irrevocabili: la Corte sottolinea che l'acquisizione non crea automatismi vincolanti, ma impone al giudice che perviene a conclusioni difformi di motivare adeguatamente le ragioni della diversa valutazione, soprattutto se i procedimenti si basano sul medesimo compendio probatorio.
D.Lgs. n. 74/2000, artt. 2, 8, 9
Norme sui reati tributari rilevanti nel procedimento di riferimento: artt. 8-9 (emissione di fatture per operazioni inesistenti) e art. 2 (utilizzo di fatture fittizie per evadere imposte). Nel caso di specie le questioni su cui verteva la falsa testimonianza erano connesse all'esistenza o meno delle prestazioni giustificative delle fatture contestate.
Massime di principio
- Quando esiste una sentenza irrevocabile su fatti sostanzialmente identici, il giudice di un diverso procedimento non è vincolato ma deve motivare espressamente e adeguatamente qualsiasi valutazione che diverga da quel giudicato, soprattutto se il materiale probatorio è lo stesso.
- L'acquisizione di una sentenza ai sensi dell'art. 238-bis c.p.p. impone di considerare il suo contenuto argomentativo: la semplice menzione del deposito non sostituisce il dovere di confrontarsi puntualmente con le conclusioni altrui.
- Per dichiarare la falsità di una testimonianza (art. 372 c.p.) è necessario un convincimento formato oltre ogni ragionevole dubbio; la motivazione deve rispondere alle obiezioni difensive e valutare compiutamente coerenza, riscontri e possibili interessi dei testi.
- L'omessa risposta a censure specifiche sollevate in appello (es. ruolo e competenze dei testimoni, riscontri documentali) costituisce vizio di motivazione idoneo a determinare l'annullamento della decisione.
- Se il medesimo compendio probatorio è stato valutato in modo favorevole ai ricorrenti in un giudizio precedente (assoluzione), il giudice che ritiene diversamente deve indicare i nuovi elementi o le ragioni logiche che giustificano la diversa valutazione; in assenza di ciò la decisione è vulnerabile.
- In casi analoghi la strategia difensiva efficace include la richiesta esplicita che il giudice si pronunci sulle sentenze precedenti, la produzione e l'enfasi sui riscontri documentali e l'indicazione puntuale delle contraddizioni nelle deposizioni a carico.
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