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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 42238/2022 del 08/11/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti impugnavano l'ordinanza del Tribunale di Napoli che aveva rigettato il riesame avverso l'ordinanza del GIP del 9/3/2022 di applicazione della custodia cautelare in carcere per partecipazione ad associazione a delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti (art. 74 d.P.R. 309/1990). Si censurava la gravità indiziaria ritenuta dal Tribunale, sostenendo che essa si fondava su dichiarazioni di pochi collaboratori di giustizia (per Elia: Fortunato Piezzo e Tommaso Schisa; per Vigilia: anche Giuseppe Grillo) generiche e prive di riscontri specifici e individualizzanti. Con secondo motivo si contestava la valutazione delle esigenze cautelari, lamentando argomentazioni generiche e il mancato esame dell'intervallo di tempo trascorso rispetto ai fatti.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato i ricorsi inammissibili per manifesta infondatezza e perché proposti con motivi non consentiti in questo giudizio di legittimità (in sostanza una rivisitazione fattuale già effettuata in sede di riesame). La Corte ha ritenuto congrua la motivazione del Tribunale che ha valutato la gravità indiziaria alla luce del contributo convergente delle dichiarazioni dei collaboratori, della loro riconoscenza fotografica degli indagati, della continuità e reiterazione delle condotte volte a favorire l'introduzione e la cessione di stupefacenti nella sezione penitenziaria, e del ruolo operativo dei ricorrenti all'interno di un sottogruppo di spaccio. Analoga valutazione è stata ritenuta corretta sulla prognosi di recidiva e sulla inidoneità di misure meno afflittive, considerati anche i gravi precedenti. Conseguentemente i ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese processuali e al versamento di euro 3.000,00 ciascuno alla Cassa delle ammende; la Cancelleria è stata incaricata degli adempimenti di legge.

Norme richiamate

  • d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309, art. 74

    La norma è stata richiamata quale fattispecie contestata (partecipazione ad associazione a delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti). La Corte ha ritenuto che la gravità indiziaria relativa a tale fattispecie fosse adeguatamente supportata dalle dichiarazioni convergenti dei collaboratori, dal riconoscimento fotografico e dalla descrizione di un'attività continuativa e organizzata all'interno del carcere.

  • Disp. att. cod. proc. pen., art. 94, comma 1-ter

    Norma richiamata per gli adempimenti della Cancelleria relativi alle sanzioni pecuniarie inflitte (versamento alla Cassa delle ammende) a seguito della dichiarazione di inammissibilità.

Massime di principio

  • La Corte di Cassazione non è sede per una nuova rivalutazione completa dei fatti: i ricorsi che ripropongono in forma assertiva le stesse doglianze già valutate in sede di riesame sono spesso inammissibili.
  • Le dichiarazioni di collaboratori di giustizia possono costituire base indiziaria sufficiente se sono convergenti, offrono particolari identificativi (es. riconoscimento fotografico) e si inseriscono in un quadro di riscontri logici e fattuali.
  • La reiterazione e la continuità di condotte criminali, specialmente se poste in essere in un ambiente come il carcere dove è atteso il recupero sociale, rafforzano la gravità indiziaria e la fondatezza della misura cautelare.
  • Precedenti penali gravi e la protrazione della condotta durante la detenzione possono giustificare la prognosi di recidiva e l'inidoneità di misure meno afflittive.
  • Per impugnare con successo in Cassazione una decisione cautelare occorre individuare vizi giuridici o logico-argomentativi specifici nella motivazione; non è sufficiente proporre una lettura alternativa dei fatti.
  • La mera argomentazione generica sul tempo trascorso dai fatti non è di per sé idonea a escludere esigenze cautelari se sussistono elementi che documentano la persistenza del rischio.
  • Quando si contesta la rilevanza probatoria delle dichiarazioni di collaboratori, è utile indicare in modo puntuale elementi di riscontro contrari o errori specifici nella valutazione probatoria operata dal giudice.

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