Cassazione Penale, Sentenza n. 29382/2024 del 19/07/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione del sequestro preventivo disposto dal G.I.P. di Gela (15/03/2024) e confermato dal Tribunale di Caltanissetta (21/03/2024) riguardante la somma di 91.110 euro e monili in oro. La ricorrente, indagata per concorso in ricettazione insieme al figlio, ha contestato la sussistenza del fumus commissi delicti e del periculum in mora, deducendo che il denaro è giustificato da pensioni e reddito di cittadinanza (con estratti conto e consulenza prodotti in giudizio) e che non sussistono collegamenti spazio-temporali o investigativi che colleghino la somma a delitti presupposti. Per i gioielli la difesa ha dedotto un legittimo possesso, deduzioni che il Tribunale avrebbe ignorato.
La decisione
La Corte di Cassazione ha ritenuto i ricorsi fondati solo con riferimento alla mancanza di motivazione sul sequestro dei gioielli: ha annullato l'ordinanza impugnata limitatamente ai monili e ha rinviato al Tribunale di Caltanissetta per nuovo giudizio su quel punto. Le restanti doglianze sono state giudicate infondate: la Corte ha condiviso la valutazione del Tribunale circa il fumus per il denaro rinvenuto (ingente somma occultata in intercapedine, incompatibilità con i redditi dichiarati, precedenti specifici della ricorrente, modalità di occultamento) e la conseguente sussistenza del periculum in mora giustificante il sequestro preventivo impeditivo.
Norme richiamate
art. 321, comma 1, cod. proc. pen.
art. 321, comma 1, cod. proc. pen.
Norma che autorizza il G.I.P. ad adottare misure reali preventive; qui il sequestro è stato ordinato ai sensi di tale disposizione come misura impeditiva laddove sussista fumus e periculum.
art. 325, comma 1, cod. proc. pen.
art. 325, comma 1, cod. proc. pen.
Limita il sindacato della Corte di Cassazione sulle ordinanze del riesame alle sole violazioni di legge; la Corte ha esercitato questo controllo per verificare la completezza e la logicità della motivazione.
Elemento delittuoso centrale: la Corte ricorda che per la ricettazione non è sempre necessario ricostruire integralmente il delitto presupposto né individuare i responsabili, potendo il giudice fondarsi su prove logiche e sulle modalità di possesso/occultamento della cosa.
Normativa sui limiti all'uso del contante
Richiamata in via argomentativa: il superamento dei limiti normativi alle operazioni in contanti è considerato elemento indiziario che, insieme alle modalità di occultamento e alla mancanza di plausibile giustificazione, può rafforzare il fumus di illiceità.
Massime di principio
- Il possesso di una rilevante somma di denaro occultata, specie se in modo tipico (intercapedine, mazzette, ecc.) e incompatibile con i redditi dichiarati, può costituire elemento indiziario forte del fumus per il reato di ricettazione anche senza la completa ricostruzione del reato presupposto.
- Per giustificare un sequestro preventivo impeditivo è necessario che il giudice del riesame dia una motivazione puntuale e confronti le deduzioni difensive; tuttavia la Corte non sindaca nel merito ma verifica la presenza di motivazione non meramente apparente.
- La sussistenza del periculum in mora può essere ravvisata nel concreto rischio di dispersione del denaro quando la somma è ingente e occultata; il solo valore elevato, se collegato a modalità di occultamento e assenza di spiegazioni plausibili, giustifica misure cautelari.
- Se la difesa presenta elementi specifici che giustificano il possesso di beni (es. documentazione contabile, estratti conto, dichiarazioni), il giudice deve esaminarli e motivare eventuale disconoscimento; la carenza di motivazione su singoli beni (qui i gioielli) determina annullamento limitato e rinvio.
- Il sindacato della Cassazione su provvedimenti reali è limitato alla verifica di violazioni di legge e alla presenza/assenza di motivazione adeguata; non è consentito riesame del merito se la motivazione è adeguata.
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