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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 46800/2024 del 19/12/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza che aveva applicato il vincolo della continuazione tra sentenze divenute irrevocabili. Il ricorrente deduceva che il Giudice dell'esecuzione non aveva individuato la fattispecie di reato più grave su cui calcolare la pena base (limitatosi a una sommatoria delle pene) e non aveva quantificato e motivato i singoli aumenti di pena applicati a titolo di continuazione, rendendo così impossibile ricostruire il percorso dosimetrico.

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto entrambi i motivi di ricorso. Ha ritenuto che l'ordinanza impugnata violasse i principi consolidati di legittimità (richiamando i precedenti Ahlal, Bruzzaniti e Gargiulo): mancava l'enucleazione preliminare del reato più grave e la motivazione analitica sull'entità dei singoli aumenti per i reati satellite. Perciò ha annullato l'ordinanza e disposto il rinvio alla Corte di appello di Bari per un nuovo giudizio coerente con i principi di dosimetria e motivazione richiesti.

Norme richiamate

  • art. 81, secondo comma, cod. pen.

    Disciplina il reato continuato: il giudice deve individuare la violazione più grave e poi aumentare la pena base per la continuazione; in sede esecutiva tale principio va rispettato nella determinazione della pena.

  • art. 671 cod. proc. pen.

    Norma che consente l'intervento del giudice dell'esecuzione in ordine alle modifiche del trattamento sanzionatorio; in questo caso invocata per l'applicazione in sede esecutiva del vincolo di continuazione.

  • Sez. 3, n. 225 del 28/06/2017 (Ahlal)

    "Ai fini della determinazione della pena relativa a più fatti unificati sotto il vincolo della continuazione, è necessario innanzitutto individuare la violazione più grave, desumibile dalla pena da irrogare per i singoli reati, tenendo conto della eventuale applicazione di circostanze aggravanti o attenuanti, dell'eventuale giudizio di comparazione tra circostanze di segno opposto, e di ogni altro elemento di valutazione; una volta determinata la pena per il reato base, la stessa deve essere poi aumentata per la continuazione"

    Principio secondo cui la determinazione della pena per reato continuato richiede preliminarmente l'individuazione della fattispecie di maggiore gravità e la formazione di una pena-base su cui calcolare gli aumenti.

  • Sez. 1, n. 800 del 07/10/2020 (Bruzzaniti)

    "in tema di quantificazione della pena a seguito di applicazione della disciplina del reato continuato in sede esecutiva, il giudice - in quanto titolare di un potere discrezionale esercitabile secondo i parametri fissati dagli artt. 132 e 133 cod. pen. - è tenuto a motivare, non solo in ordine all'individuazione della pena-base, ma anche in ordine all'entità dei singoli aumenti per i reati-satellite ex art. 81, comma secondo, cod. pen., in modo da rendere possibile un controllo effettivo del percorso logico e giuridico seguito nella determinazione della pena, non essendo all'uopo sufficiente il semplice rispetto del limite legale del triplo della pena-base"

    Imposizione di una motivazione analitica sia sulla pena-base sia sull'entità dei singoli aumenti per consentire il controllo del percorso logico-giuridico; non è sufficiente il mero rispetto di limiti numerici.

  • Sez. U, n. 28659 del 18/05/2017 (Gargiulo)

    "Il riconoscimento della continuazione, necessita, anche in sede di esecuzione, non diversamente che nel processo di cognizione, di una approfondita verifica della sussistenza di concreti indicatori, quali l'omogeneità delle violazioni e dei bene protetto, la contiguità spazio-temporale, le singole causali, le modalità della condotta, la sistematicità e le abitudini programmate di vita, e del fatto che, al momento della commissione del primo reato, i successivi fossero stati programmati almeno nelle loro linee essenziali, non essendo sufficiente, a tal fine, valorizzare la presenza di taluno degli indici suindicati se i successivi reati risultino comunque frutto di determinazione estemporanea"

    Elenca gli indicatori che il giudice deve verificare per riconoscere la continuazione: omogeneità dei reati, contiguità spazio-temporale, modalità, sistematicità, programmazione, ecc.; richiede una valutazione approfondita anche in sede esecutiva.

  • art. 132 e art. 133 cod. pen.

    Richiamati come parametri entro cui il giudice esercita il potere discrezionale di determinazione della pena; impongono che la scelta sia motivata e commisurata nelle sue componenti, anche quando si quantificano gli aumenti per continuazione.

Massime di principio

  • In sede esecutiva, per applicare il vincolo della continuazione il giudice deve preliminarmente individuare la fattispecie di reato più grave e determinare la pena-base su quella fattispecie
  • Il giudice deve motivare analiticamente non solo la pena-base ma anche l'entità dei singoli aumenti per i reati satellite, in modo da rendere possibile il controllo del percorso logico e giuridico
  • Non è sufficiente una sommatoria meccanica delle frazioni di pena risultanti dalle sentenze presupposte: occorre una valutazione dosimetrica esplicita e motivata
  • Per riconoscere la continuazione vanno verificati indicatori concreti (omogeneità dei beni protetti, contiguità spazio-temporale, modalità della condotta, sistematicità, pianificazione), anche in sede esecutiva
  • Se mancano l'enucleazione del reato più grave o la motivazione sugli aumenti, la decisione è annullabile e il giudice viene rinviato per nuovo giudizio
  • La discrezionalità del giudice nella determinazione della pena deve sempre rispettare i parametri di proporzionalità e motivazione previsti dagli artt. 132 e 133 cod. pen.

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