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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 16841/2024 del 22/04/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Campanaro impugnava l'ordinanza del Tribunale di Foggia che aveva respinto il suo incidente di esecuzione volto a rideterminare il trattamento sanzionatorio derivante dal provvedimento di cumulo emesso dalla Procura Generale presso la Corte d'Appello di Bari l'8/08/2022. Deduceva: (1) violazione di legge e vizio di motivazione perché i titoli esecutivi andavano valutati non unitariamente ma mediante la formazione di più cumuli parziali e l'applicazione del criterio moderatore di cui all'art. 78 c.p. a ciascuno di essi; (2) violazione dell'art. 674 c.p.p. per adozione inaudita altera parte del provvedimento di cumulo, lesiva del contraddittorio.

La decisione

La Corte ha accolto il primo motivo ritenendo la motivazione del Tribunale apparente: il Tribunale non aveva effettuato l'analitica valutazione delle singole frazioni detentive e della formazione dei cumuli parziali necessaria ai fini dell'applicazione dell'art. 78 c.p., come impone la giurisprudenza che richiede una operazione trifasica (determinazione dei periodi di detenzione, individuazione delle date di commissione dei reati per ciascuna sentenza definitiva, raggruppamento in cumuli parziali). Ha invece respinto il secondo motivo, ritenendo infondata la doglianza: il provvedimento di cumulo ha natura amministrativa (ai sensi della giurisprudenza richiamata) e può essere adottato e successivamente revocato anche senza contraddittorio. Conseguentemente la Corte ha annullato l'ordinanza impugnata e rinviato il procedimento al Tribunale di Foggia per nuovo esame conforme ai principi enunciati.

Norme richiamate

  • art. 78 cod. pen.

    Funge da criterio moderatore nella somma tra il residuo della pena da espiare all'atto della commissione di un nuovo reato e la pena per quest'ultimo; richiede valutazione analitica e non deve trasformarsi in causa di impunità. Deve essere applicato considerando i cumuli parziali relativi ai diversi periodi di detenzione.

  • art. 674 cod. proc. pen.

    Il vizio dedotto (adozione inaudita altera parte del provvedimento di cumulo) è stato ritenuto non rilevante perché il tema attiene alla natura del provvedimento di cumulo più che a un'obbligazione processuale presidiata dall'art. 674; la Corte ha richiamato la giurisprudenza che nega carattere giurisdizionale al provvedimento di cumulo.

  • art. 663 cod. proc. pen.

    Richiamato indirettamente: il provvedimento di cumulo, emesso ai sensi dell'art. 663, ha natura amministrativa e non giurisdizionale; può essere revocato o modificato dall'ufficio requirente e non diventa definitivo salvo intervento del giudice dell'esecuzione.

Massime di principio

  • Quando è contestato il cumulo di pene, l'autorità che forma il cumulo (pubblico ministero) deve compiere una valutazione trifasica: identificare i periodi di detenzione, collegare le date di commissione dei reati alle singole sentenze irrevocabili e formare cumuli parziali corrispondenti ai diversi periodi di detenzione.
  • Il criterio moderatore di cui all'art. 78 c.p. va applicato con riferimento a ciascun cumulo parziale e richiede motivazione analitica: decisioni sintetiche o apodittiche possono essere annullate per motivazione apparente.
  • Il provvedimento di cumulo ha natura amministrativa e può essere adottato inaudita altera parte; tuttavia resta soggetto al controllo del giudice dell'esecuzione e può essere revocato o modificato, pertanto l'adozione senza contraddittorio non rende automaticamente illegittimo il provvedimento.
  • In caso di motivazione carente del giudice dell'esecuzione su questioni di dosimetria del cumulo, il rimedio è l'annullamento con rinvio per un nuovo esame conforme ai principi esposti dalla Corte di Cassazione.

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