Cassazione Penale, Sentenza n. 42376/2023 del 17/10/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Impugnazione limitata agli interessi civili: 1) dedotta nullità relativa per non avere consentito all'imputato di prendere la parola per ultimo nel dibattimento (art. 523 c.p.p.), eccepita tardivamente; 2) censura della statuizione civile per la ritenuta diffamazione contenuta nel libro "(In)giustizia e minchiate" (frase chiave: "proprio quegli appalti per cui Arnone denuncerà Sodano e i suoi uomini ottenendo anche fior di condanne..."), sostenendo che la formulazione rientrasse nel diritto di critica politica e non fosse penalmente rilevante.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato il primo motivo (nullità relativa ritenuta tardiva) e ha invece accolto il secondo motivo: ha annullato senza rinvio la sentenza della Corte d'appello negli effetti civili, ritenendo che la frase contestata rientri nel diritto di critica politica. Il Collegio ha ritenuto che le affermazioni si fondassero su accertamenti giudiziari e su fatti veri o credibili al momento della pubblicazione (compresa la pronuncia di condanna di primo grado poi riformata in appello), e che non sussistesse responsabilità civile per diffamazione; dunque viene meno la condanna al risarcimento quantificata in euro 5.000 nella sentenza di appello.
Norme richiamate
edditto accusatorio: "reato p.e p. dagli art 81 cpv 595, co 1,2 e 3 cod.pen."
Norma sostanziale che disciplina il reato di diffamazione; il giudice ha valutato se le espressioni rientrassero nel diritto di critica politica esimente dalla responsabilità civile/penale
art. 523, comma 5, cod. proc. pen. (richiamato nel ricorso)
Regola sul diritto di replica/ultima parola; la Cassazione ricorda che la violazione costituisce nullità relativa che deve essere eccepita immediatamente, e qui l'eccezione è stata ritenuta tardiva
Sezioni Unite 25/5/2023: applicabilità dell'art. 573, comma 1-bis cod. proc. pen. in base alla data di costituzione di parte civile dopo il 30/12/2022
Norma sulle competenze in materia di impugnazioni per soli interessi civili; nel caso la disposizione non si applica ratione temporis e pertanto la decisione spettava al collegio che ha esaminato il ricorso
d.lgs. 10 ottobre 2022, n. 150, art. 33 e art. 99-bis
art. 33 d.lgs. 150/2022 e art. 99-bis come richiamati nella giurisprudenza
Riferimento normativo collegato all'introduzione dell'art. 573, comma 1-bis c.p.p.; citato per motivare l'inapplicabilità temporale della nuova disciplina
art. 10 CEDU
richiamo alla giurisprudenza della Corte EDU (Patricio Monteiro Telo de Abreu c. Portogallo, 10.10.2022)
Principio secondo cui la libertà di espressione ha massima tutela nel dibattito politico e su questioni di interesse generale; i politici devono tollerare maggior critica, e le restrizioni alla libertà di espressione richiedono interpretazione restrittiva
Sezioni Unite, sentenza n. 38481 del 25/05/2023
Sez. Un. n. 38481/2023 (Dell'Aguzzo)
Giurisprudenza di legittimità citata per definire l'ambito di applicazione temporale dell'art. 573 c.p.p. e per stabilire quale organo dovesse decidere il ricorso
Giurisprudenza di legittimità sulla verità del fatto nella critica politica
richiami: Sez. 5, n. 4938 del 28/10/2010 (Simeone); Sez. 5, n. 11662 del 06/02/2007
La Corte ribadisce che il diritto di critica politica può essere esercitato con maggiore ampiezza ma richiede ancoramento a fatti oggettivi: deve escludersi se i fatti sono radicalmente falsi o del tutto indimostrati
Massime di principio
- Il diritto di critica politica gode di un'ampia tutela, specie nei confronti di figure pubbliche: le affermazioni critiche sono più tollerate rispetto a quelle dirette a privati
- Per invocare l'esimente della critica non è richiesta una prova rigorosa della verità storica; è pero' necessario che la critica sia ancorata a fatti obiettivamente verificabili e non a notizie radicalmente false o del tutto indimostrate
- La riproduzione o il riferimento ad atti giudiziari o a imputazioni formalizzate dalla Procura può legittimare la diffusione dell'affermazione critica, se tali atti esistevano e risultavano conoscibili al momento della pubblicazione
- La mancata indicazione della pendency di un appello o della non definitività di una sentenza non comporta automaticamente violazione del principio di presunzione di innocenza quando le affermazioni sono inserite in un contesto di scontro politico e si riferiscono ad atti/processi noti
- La nullità derivante dalla violazione del diritto di replica/ultima parola è una nullità relativa: deve essere eccepita immediatamente, altrimenti è considerata tardiva
- Nelle controversie su espressioni pubbliche e politiche è opportuno, per chi pubblica, chiarire lo stato processuale delle vicende citate (es. pendency di appelli) quando la precisione dei fatti è rilevante per la valutazione della responsabilità
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