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Sentenza

Sentenza n. 3193/2026 - Napoli, Sezione 5

per l'annullamento dell’ordinanza n. 321 del 19.08.2025, adottata dal Sindaco del Comune di Pompei ai sensi degli artt. 192, 255 e 256 d.lgs. n. 152/2006, nonché dell’art. 50, comma 5, d.lgs. n. 267/2000, con la quale si è ordinato al ricorrente di provvedere — entro 60 giorni dalla notificazione — alle attività ivi puntualmente indicate (punti da 1 a 5), oltre alla sospensione immediata di qualsivoglia attività sul fondo agricolo censito al foglio -OMISSIS-del Comune di Pompei;

Giustizia amministrativa202506174

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Napoli, Sez. VSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: ordinanza sindacale di rimozione e smaltimento di rifiuti abbandonati, con sospensione delle attività sul fondo agricolo

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (destinatario dell'ordinanza)

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente ha impugnato l'ordinanza con cui il Sindaco di Pompei, richiamando gli artt. 192, 255 e 256 d.lgs. n. 152/2006 e l'art. 50, comma 5, d.lgs. n. 267/2000, gli aveva ordinato, quale responsabile in solido con i proprietari, di rimuovere balle di scarti tessili e materiale combusto presenti in un fondo agricolo, a seguito dell'incendio del 6 agosto 2025. Ha dedotto violazione di legge ed eccesso di potere, lamentando in particolare il difetto di istruttoria e l'assenza di accertamenti idonei a dimostrare il proprio coinvolgimento nel trasporto, deposito o abbandono dei rifiuti nel territorio di Pompei. Il Comune aveva desunto la sua responsabilità dalla trasmissione, da parte della Guardia di finanza, di un provvedimento di confisca emesso nell'ambito di un procedimento penale. Dalla documentazione prodotta, tuttavia, risultava che i fatti contestati al ricorrente riguardavano il trasporto non autorizzato di prodotti tessili in un capannone sito a Napoli, in una diversa località, e non lo stoccaggio dei materiali nel fondo di Pompei.

La decisione

Il TAR ha accolto il ricorso per la fondatezza e l'assorbenza della censura di difetto di istruttoria, annullando l'ordinanza. L'amministrazione non aveva accertato, neppure in contraddittorio con l'interessato, l'imputabilità soggettiva al ricorrente della condotta di abbandono o deposito incontrollato dei rifiuti nel fondo di Pompei. Il mero coinvolgimento in un procedimento penale relativo a fatti verificatisi in un diverso sito non era sufficiente a dimostrare la responsabilità per i rifiuti oggetto dell'ordinanza. Il giudice ha precisato che la medesima carenza avrebbe inficiato l'atto anche se il Comune avesse inteso esercitare il potere contingibile e urgente ex art. 50, comma 5, d.lgs. n. 267/2000. Ha inoltre rilevato che l'art. 192 d.lgs. n. 152/2006 disciplina specificamente il potere ordinario di rimozione dei rifiuti abbandonati e, proprio per tale ragione, esclude il ricorso al potere extra ordinem contingibile e urgente per il medesimo fine. Le spese sono state compensate per la particolarità della controversia.

Norme richiamate

  • art. 192 d.lgs. n. 152/2006

    abbandono e …deposito incontrollato di rifiuti sul suolo e nel suolo

    L'ordine di rimozione deve essere rivolto al soggetto cui sia imputabile la violazione del divieto di abbandono o deposito incontrollato, sulla base di specifici accertamenti, da effettuare in contraddittorio con gli interessati. La disposizione costituisce la disciplina ordinaria e specifica per la rimozione dei rifiuti abbandonati.

  • art. 50, comma 5, d.lgs. n. 267/2000

    Anche nell'esercizio del potere contingibile e urgente il Comune deve dimostrare l'imputabilità soggettiva della condotta al destinatario. Il potere extra ordinem è residuale e non può essere utilizzato quando una specifica norma di settore, come l'art. 192 d.lgs. n. 152/2006, disciplina il potere tipico necessario.

  • artt. 255 e 256 d.lgs. n. 152/2006

    Sono richiamati nell'ordinanza quale quadro normativo in materia di abbandono, gestione e responsabilità per i rifiuti, senza che la sentenza attribuisca loro un'ulteriore interpretazione specifica.

Massime di principio

  • L'ordine amministrativo di rimozione dei rifiuti abbandonati ai sensi dell'art. 192 d.lgs. n. 152/2006 richiede un accertamento concreto dell'imputabilità soggettiva della condotta di abbandono o deposito incontrollato al destinatario dell'ordine; il mero coinvolgimento in un procedimento penale relativo a rifiuti o fatti verificatisi in un diverso sito non è sufficiente.
  • Gli accertamenti sulla responsabilità del soggetto destinatario di un ordine di rimozione dei rifiuti devono essere effettuati in contraddittorio con gli interessati; l'omissione di tale attività istruttoria determina un difetto di istruttoria invalidante.
  • L'art. 192 d.lgs. n. 152/2006, quale disciplina ordinaria e specifica per la rimozione dei rifiuti abbandonati, esclude il ricorso al potere contingibile e urgente di cui all'art. 50, comma 5, d.lgs. n. 267/2000 per conseguire il medesimo risultato, salvo il carattere residuale del potere extra ordinem in assenza di una specifica disciplina di settore.
  • Anche quando l'amministrazione invochi il potere contingibile e urgente, l'ordinanza deve dimostrare l'imputabilità soggettiva della condotta al destinatario; l'urgenza non supplisce all'assenza di prova o di istruttoria sulla responsabilità.

Come è indicizzato

MaterieRifiutiOrdinanze contingibili e urgentiPartecipazione al procedimento
RamiAmbienteEnti locali e organizzazione amministrativaProcedimento amministrativo
IstitutiDifetto di istruttoriaPartecipazione procedimentalePrincipio di legalità e tipicitàProporzionalità e ragionevolezza

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