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Ordinanza

Ordinanza n. 2347/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 2

per la riforma della sentenza del Tribunale amministrativo regionale per le Marche, Sezione Prima, n. -OMISSIS- resa tra le parti;

Giustizia amministrativa202604346

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
Consiglio di Stato, Sez. IIOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: sentenza del TAR Marche che aveva respinto il ricorso di primo grado, nonché provvedimento impugnato con motivi aggiunti relativo alla domanda di trasferimento ex art. 33, comma 5, della legge n. 104/1992

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (ministero)

Prevale l’amministrazione

La controversia

L’appellante ha impugnato la sentenza di reiezione del TAR Marche e ha chiesto, in via incidentale, la sospensione della relativa efficacia ai sensi dell’art. 98 c.p.a. La controversia riguarda un provvedimento concernente una domanda di trasferimento presentata ai sensi dell’art. 33, comma 5, della legge n. 104/1992, nella quale erano indicate le sedi desiderate, tra cui Bari in via subordinata. Il Consiglio di Stato ha rilevato, in sede cautelare e con cognizione sommaria, che il provvedimento impugnato con motivi aggiunti appare rispondente alla domanda originariamente proposta.

La decisione

Il Consiglio di Stato ha respinto l’istanza cautelare per carenza del fumus boni iuris. In particolare, ha ritenuto che il provvedimento impugnato con motivi aggiunti apparisse conforme alla domanda originaria di trasferimento, poiché quest’ultima indicava Bari tra le sedi desiderate, sebbene in via subordinata. Non è stata quindi ravvisata, nella sommaria cognizione propria della fase cautelare, una ragione sufficiente per sospendere l’efficacia della sentenza del TAR. Le spese della fase cautelare sono state compensate in considerazione della peculiarità della controversia.

Norme richiamate

  • art. 98 c.p.a.

    domanda di sospensione dell’efficacia della sentenza

    La domanda cautelare proposta in appello è stata valutata alla luce del fumus boni iuris e respinta per la sua carenza.

  • art. 33, comma 5, l. 104/1992

    domanda di trasferimento ex art. 33, comma 5, della legge n. 104/1992

    Il provvedimento impugnato è stato ritenuto, in via sommaria, rispondente alla domanda di trasferimento originariamente presentata, che indicava Bari tra le sedi desiderate anche se in via subordinata.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    oscuramento delle generalità nonché di qualsiasi dato idoneo a rivelare lo stato di salute

    È stata disposta la tutela dei dati personali e sanitari mediante oscuramento in caso di diffusione del provvedimento.

  • art. 9, paragrafi 1 e 4, Regolamento (UE) 2016/679

    qualsiasi dato idoneo a rivelare lo stato di salute

    La disposizione è richiamata quale presupposto per l’oscuramento dei dati relativi alla salute.

  • art. 2-septies d.lgs. 196/2003

    oscuramento delle generalità nonché di qualsiasi dato idoneo a rivelare lo stato di salute

    La disposizione è richiamata, insieme alla normativa europea e nazionale sulla protezione dei dati, per giustificare l’oscuramento.

Massime di principio

  • In sede cautelare d’appello, la sospensione della sentenza di primo grado deve essere negata quando, a un sommario esame, l’atto contestato con motivi aggiunti risulti conforme alla domanda originaria dell’interessato e non emerga il fumus boni iuris.
  • Ai fini della valutazione cautelare di una domanda di trasferimento, l’indicazione di una determinata sede tra quelle desiderate, anche in via subordinata, può rilevare per verificare la corrispondenza tra il provvedimento adottato dall’amministrazione e la domanda originariamente presentata.

Come è indicizzato

MaterieTrasferimenti e impiegoTutela cautelare
RamiForze armate e forze di poliziaProcesso amministrativo
IstitutiTutela cautelareDiscrezionalità amministrativa e tecnica

Testo integrale

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