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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 22090/2025 del 12/06/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il GUP di Roma ha rimesso alla Corte di cassazione la questione pregiudiziale relativa alla competenza territoriale, sollevata tempestivamente dal PM e da alcune difese, in un procedimento per plurimi reati (tra cui violazioni dell'art. 21 legge 646/1982, art. 356 c.p., art. 640 c.p. e illecito amministrativo ex d.lgs. 231/2001). La controversia verteva sul criterio da adottare per individuare il giudice competente: luogo di conclusione dell'accordo di subappalto (sede consorzio a Roma), luogo di esecuzione delle lavorazioni (Prato) o altro luogo rilevante (pagamento a Ladispoli/Civitavecchia). Il GUP ha ritenuto la questione complessa e caratterizzata da contrasto giurisprudenziale sugli artt. 8, 9 e 10 cod. proc. pen. e ha chiesto alla Corte di cassazione indicazioni sulla competenza territoriale.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile la rimessione ex art. 24-bis perché già esisteva una pronuncia della stessa Corte (Sez. 6, n. 12078 del 30/11/2023) che aveva avuto effetto vincolante ai sensi dell'art. 25 cod. proc. pen., attribuendo la competenza al Tribunale di Roma. La Corte ha ribadito il principio secondo cui la decisione della Cassazione sulla competenza è vincolante per le successive fasi dello stesso procedimento, salvo sopravvenienza di fatti nuovi che giustifichino un riesame. Non essendo stati addotti fatti nuovi, la rimessione è stata dichiarata inammissibile e la competenza territoriale resta quella già fissata dalla precedente pronuncia (Tribunale di Roma).

Norme richiamate

  • art. 24-bis cod. proc. pen.

    norma prevista per la rimessione pregiudiziale alla Corte di cassazione di questioni di competenza sollevate dal giudice; la Corte rileva l'inammissibilità della rimessione quando la stessa questione è già stata definitivamente decisa dalla Cassazione nel medesimo procedimento, salvo fatti nuovi

  • art. 25 cod. proc. pen.

    la decisione della Corte di cassazione sulla competenza è vincolante nel corso del processo, salvo sopravvenienza di 'fatti nuovi' che modifichino la situazione giuridica; la Corte ha applicato questo principio per dichiarare vincolante la precedente pronuncia e dunque inammissibile la nuova rimessione

  • art. 8 cod. proc. pen.

    criterio ordinario per la determinazione della competenza per territorio (luogo di consumazione del reato); nella fattispecie è stato oggetto di discussione in relazione al reato di subappalto illecito (se consumato dove si stipula il contratto o dove si eseguono i lavori)

  • art. 9 cod. proc. pen.

    norme suppletive per la determinazione della competenza in caso di più reati o di impossibilità di determinare il luogo di consumazione; il dibattito giurisprudenziale richiamato concerne l'applicabilità del comma 1 o del comma 3 in caso di reati connessi e di incertezza del luogo di consumazione

  • art. 10, comma 3 cod. proc. pen.

    regola invocata quando parte della condotta si è svolta all'estero; la Corte aveva in precedenza ritenuto applicabile questa norma nella pronuncia che ha assegnato la competenza a Roma, stante l'incertezza sull'inizio della condotta e la presenza di fasi svoltesi all'estero

  • art. 21 legge n. 646/1982

    reato contestato (divieto di subappalto illecito): il punto controverso era se si tratti di reato di pericolo istantaneo consumato al momento della stipula dell'accordo (favorendo la sede della società aggiudicatrice) o consumato all'esecuzione delle lavorazioni (favorendo il luogo delle lavorazioni)

  • art. 356 cod. pen.

    reato (omessa comunicazione/documenti? nel testo è indicato come contestato al capo 2) e valutato nella graduazione della gravità dei reati connessi ai fini della competenza

  • art. 640 cod. pen., comma 2, n. 1

    truffa aggravata contestata in relazione alla fornitura di materiale difforme; rilevante nella connessione e nella individuazione del reato 'più grave' ai fini della competenza

  • art. 24 d.lgs. n. 231/2001

    illiceità amministrativa contestata al consorzio in relazione ai reati penalmente contestati; inciderebbe sulla posizione societaria e quindi sul centro decisionale ritenuto rilevante ai fini della competenza

Massime di principio

  • La decisione della Corte di cassazione sulla competenza, anche se resa in sede cautelare o incidentale nelle indagini preliminari, è vincolante per le successive fasi dello stesso procedimento ai sensi dell'art. 25 cod. proc. pen., salvo sopravvenienza di fatti nuovi che giustifichino un riesame.
  • Quando è incerta la determinazione del luogo di consumazione di un reato (es. reato di subappalto illecito), occorre valutare se la fattispecie sia reato di pericolo istantaneo (consumazione al momento della stipula/accordo) o reato legato all'esecuzione (consumazione ove si svolgono le lavorazioni); la scelta influisce direttamente sulla competenza territoriale (sede dell'aggiudicatario vs luogo di lavorazione).
  • In caso di reati connessi, se non è possibile individuare il luogo di consumazione del reato più grave, la giurisprudenza è divisa: applicare le regole suppletive dell'art. 9 (radicando la competenza nel luogo dell'ultima azione dell'altro reato più grave) oppure considerare la successiva gravità dei reati residui; è opportuno formulare chiaramente nel ricorso quali criteri fattuali si ritengono determinanti e portare eventuali 'fatti nuovi' se si chiede di discostarsi da una precedente pronuncia.
  • La sede del centro decisionale (es. sede sociale dell'aggiudicatario) può assumere rilievo decisivo quando la condotta illecita consista in atti decisionali o ordini impartiti da tale centro, specie per reati di pericolo istantaneo; viceversa, per reati fondati sull'esecuzione materiale, il luogo delle lavorazioni può essere rilevante.
  • Se esiste già una pronuncia della Cassazione sullo stesso procedimento, chi intenda contestare la competenza deve produrre fatti nuovi che ne giustifichino il riesame; l'insistenza su argomentazioni giuridiche già decise non è sufficiente.
  • Problemi pratici: documentare con precisione le fasi (stipula, esecuzione, pagamento, consegna) e la loro collocazione territoriale, valutare connessioni tra capi di imputazione e preparare memorie che evidenzino l'emergere di nuovi fatti per superare la vincolatività dell'art. 25.

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