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Ordinanza

Ordinanza n. 2572/2026 - Roma, Sezione 5Q

per l'annullamento previa sospensione dell'efficacia, del provvedimento (prot. n. 63404/2025) di rigetto della richiesta di visto per motivi di lavoro subordinato emesso dal Consolato generale d’Italia a Casablanca il 19 giugno 2025 e notificato il 24 giugno 2025

Giustizia amministrativa202600812

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. V quaterOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego di visto per motivi di lavoro subordinato emesso dal Consolato generale d’Italia a Casablanca

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (cittadino straniero)

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente ha impugnato, chiedendone la sospensione cautelare, il provvedimento consolare di rigetto della richiesta di visto per lavoro subordinato. Il giudice ha ritenuto sussistenti i presupposti per disporre il riesame, in ragione del carattere generico della motivazione del diniego. È stata inoltre esaminata l’istanza di ammissione al patrocinio a spese dello Stato, respinta per la mancata presenza dell’istante sul territorio italiano, richiesta dall’art. 119 del d.P.R. 115/2002 secondo quanto affermato nell’ordinanza.

La decisione

Il TAR ha accolto l’istanza cautelare non disponendo direttamente il rilascio del visto, ma ordinando all’Amministrazione di riesaminare il diniego entro quaranta giorni dalla comunicazione dell’ordinanza. Il giudice ha precisato che l’attuale sospensione del nulla osta non impedisce il riesame e che l’Amministrazione deve gestire i relativi adempimenti anche nei rapporti con le altre amministrazioni coinvolte. È stata respinta l’istanza di ammissione al patrocinio a spese dello Stato per l’assenza del richiedente dal territorio italiano. La prosecuzione della trattazione è stata fissata alla camera di consiglio del 21 luglio 2026; spese al definitivo.

Norme richiamate

  • art. 55 c.p.a.

    Disciplina la tutela cautelare richiesta incidentalmente; nel caso concreto ha fondato l’accoglimento dell’istanza ai fini del riesame del diniego.

  • art. 119 d.P.R. 115/2002

    Secondo l’ordinanza, impone la presenza dell’istante sul territorio italiano quale presupposto per l’ammissione al patrocinio a spese dello Stato; tale requisito è risultato insussistente.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Richiamato quale fondamento dell’oscuramento delle generalità della parte interessata.

  • artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamati, insieme alla disciplina nazionale sulla protezione dei dati personali, a tutela dei diritti o della dignità della parte interessata.

Massime di principio

  • In sede cautelare, la motivazione generica di un diniego di visto può giustificare l’accoglimento della domanda cautelare ai soli fini del riesame, senza imporre direttamente all’Amministrazione il rilascio del visto.
  • Il riesame di un diniego amministrativo deve essere disposto entro un termine assegnato dal giudice quando l’atto impugnato presenta una motivazione generica e inidonea a rendere comprensibili le ragioni della decisione.
  • La sospensione o l’alterazione dello stato del nulla osta non impedisce il riesame del diniego di visto; l’Amministrazione deve coordinare gli adempimenti procedimentali con le altre amministrazioni coinvolte.
  • Ai fini dell’ammissione al patrocinio a spese dello Stato, il requisito della presenza dell’istante sul territorio italiano opera secondo quanto previsto dall’art. 119 del d.P.R. 115/2002, con conseguente rigetto dell’istanza in caso di mancata presenza.

Come è indicizzato

MaterieEmersione, decreto flussi e nulla ostaTutela cautelare
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiTutela cautelareDifetto di motivazione

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