Cassazione Penale, Sentenza n. 44639/2022 del 23/11/2022
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
Ricorso per cassazione avverso la sentenza della Corte di Appello di Campobasso (18/05/2021) che aveva dichiarato l'estinzione per prescrizione di alcuni reati e confermato condanna di primo grado per altri capi; censurate molteplici violazioni di legge e vizî di motivazione tra cui: competenza territoriale per connessione; travisamento e valutazione erronea delle prove (in particolare sul rientro in Italia dell'autovettura); mancata/erronea valutazione di memorie e prove documentali; invalidità della querela e della procura speciale presentata da ALLIANZ S.p.A.; e violazioni procedurali relative alla costituzione di parte civile e alla liquidazione spese.
La decisione
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso in parte. Ha ritenuto fondato il motivo secondo cui la condotta descritta alla lettera B) del capo di imputazione non integra l'art. 642 c.p. (delitto assicurativo) perché il veicolo era di proprietà di Mercedes Financial Service S.p.A. e in leasing a Falcone: il reato va riclassificato come art. 640 c.p. (truffa). Poiché la Mercedes Financial Service non aveva presentato querela, le ipotesi delittuose riqualificate (lettere B e C del capo di imputazione, quest'ultima relativa all'art. 646 c.p.) sono state annullate senza rinvio per carenza della condizione di procedibilità; ne è conseguita la revoca delle statuizioni civili. Altre censure (competenza per connessione, travisamento delle prove, omissioni istruttorie, ecc.) sono state in massima parte rigettate o dichiarate reiterative/inammissibili perché non specifiche o prive di decisività. Motivi relativi a formalità della procura speciale e liquidazione spese sono stati assorbiti dall'annullamento delle statuizioni civili.
Norme richiamate
Il delitto assicurativo (art. 642) richiede che la cosa sia di proprietà dell'agente; non si applica quando il bene è solo in possesso dell'agente in virtù di contratto di leasing (proprietà di terzi).
La condotta finalizzata ad ottenere indebitamente l'acquisizione del bene, specie quando il bene è di proprietà di terzi (leasing), può essere ricondotta al reato di truffa (art. 640).
Alcuni reati (come l'art. 646) richiedono la querela della persona offesa quale condizione di procedibilità; se la querela non è proposta dalla reale persona offesa (proprietario del bene) manca la procedibilità.
Il reato relativo alla falsa denuncia è valutato con riferimento al fatto che la denuncia era falsa perché il veicolo non era rientrato in Italia; la Corte ha ritenuto provata la falsa denuncia in base alla valutazione complessiva delle prove.
art. 16, comma 1, cod. proc. pen.
La competenza territoriale per connessione si applica anche quando sono coinvolti reati commessi all'estero e reati commessi in Italia; determinazione della competenza in relazione al luogo di commissione del reato più grave.
Il principio di correlazione tra imputazione e sentenza non è violato se la sentenza non introduce un fatto eterogeneo o sorprendente e l'imputato ha potuto difendersi adeguatamente; una mera precisazione temporale non è di per sé violativa.
Richiama l'obbligo di motivazione; la Corte ha valutato che la motivazione di merito era congrua e non contraddittoria rispetto alle ricostruzioni factuali.
Sull'onere della prova: è alla pubblica accusa che spetta dimostrare la condotta delittuosa (esportazione e occultamento); la Corte ha ritenuto che tale onere sia stato assolto con le risultanze valutate dal giudice di merito.
art. 122, comma 1, cod. proc. pen.
Regole sulla procura speciale e sulla rappresentanza processuale; la questione è stata comunque assorbita dall'annullamento delle statuizioni civili dovute alla mancanza della querela del reale proprietario.
Elenca i motivi di ricorso per cassazione; la Corte ha rigettato come inammissibili o reiterativi molti motivi che non rispettavano i requisiti di specificità e decisività.
art. 568, comma 4, cod. proc. pen.
Riguarda l'interesse all'impugnazione; la Corte ha dichiarato inammissibili alcune doglianze per mancanza di interesse concreto e attuale all'accoglimento.
Decreto del Ministro della Giustizia n. 55/2014, art. 4 comma 5
Prevede la liquidazione del compenso dei difensori per fasi; censura sulla liquidazione in favore della parte civile è stata ritenuta assorbita dall'annullamento delle statuizioni civili.
Massime di principio
- Il reato previsto dall'art. 642 c.p. richiede che la cosa sia di proprietà dell'autore: se il bene è in leasing (proprietà di terzi) la condotta non si inquadra in art. 642 ma può configurare il reato di truffa (art. 640 c.p.).
- Per i reati procedibili a querela la valida querela deve essere proposta dalla reale persona offesa; l'assenza della querela della persona offesa comporta la carenza di procedibilità e può determinare l'annullamento senza rinvio delle relative imputazioni e delle statuizioni civili.
- La Corte di Cassazione non sostituisce il giudizio di merito nella valutazione delle prove: il riesame in sede di legittimità è limitato a vizi di diritto e a specifici travisamenti della prova debitamente dedotti e motivati.
- La correlazione tra imputazione e sentenza non è violata da mere precisazioni temporali o descrittive quando il fatto rimane sostanzialmente lo stesso e l'imputato ha avuto la possibilità di difendersi.
- I motivi di cassazione devono essere specifici e dimostrare la decisività delle doglianze rispetto alla motivazione impugnata; la riproduzione generica di censure già svolte in appello è spesso inammissibile o destinata al rigetto.
- La riqualificazione giuridica del fatto operata dal giudice è possibile se gli elementi fattuali descritti corrispondono a una diversa fattispecie; le conseguenze processuali (es. procedibilità, parte offesa) seguono la nuova qualificazione.
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