Cassazione Penale, Sentenza n. 18894/2023 del 05/05/2023
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
Il ricorrente impugna la conferma della condanna per lesioni (artt. 582-583 c.p.) aggravate dallo sfregio permanente, deducendo violazione di legge e vizio di motivazione. Il motivo principale è che la corte di appello ha ritenuto integrata l'aggravante dello sfregio permanente pur quando il perito, nominato in appello su sollecitazione del Procuratore Generale, aveva accertato alterazioni dei tratti del viso visibili ma non tali da modificare significativamente l'armonia del viso o da suscitare sensazione sgradevole o di ripugnanza; il P.G. aveva perciò chiesto l'esclusione dell'aggravante e la declaratoria di prescrizione del reato nella forma non aggravata.
La decisione
La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato. Ha annullato la sentenza impugnata e rinviato per nuovo giudizio alla Corte di Appello di Cagliari, perché la corte territoriale ha ignorato e non confrontato adeguatamente la relazione peritale che escludeva lo sfregio permanente, ha inserito nell'elencazione delle conseguenze elementi (disturbi della masticazione, respirazione, anosmia) non adeguatamente collegati all'alterazione estetica, e si è limitata a richiamare una massima giurisprudenziale senza una valutazione puntuale delle emergenze processuali. In sede di nuovo giudizio la corte dovrà valutare compiutamente la perizia, le fotografie e tutti gli elementi probatori, motivando come le alterazioni visive si traducano in "apprezzabile alterazione" dei lineamenti con effetto sgradevole o di ilarità per l'osservatore medio.
Norme richiamate
Norme che disciplinano le lesioni personali e le fattispecie aggravate; la questione centrale è l'applicazione dell'aggravante relativa allo sfregio permanente prevista dall'art. 583.
art. 583-quinquies cod. pen. (precedentemente comma 2, n. 4 dell'art. 583)
Disposizione che integra la fattispecie aggravata per lo sfregio permanente. La Corte precisa che l'aggravante richiede un turbamento irreversibile dell'armonia delle linee del viso con effetto sgradevole o di ilarità per l'osservatore medio.
art. 173, comma 1, disp. att. cod. proc. pen.
Richiamato in tema di limiti del ricorso per cassazione (ambito e limiti dei motivi deducibili).
art. 23, comma 8, d.l. n. 137/2020 convertito in legge 176/2020
Norma procedurale richiamata per la trattazione del ricorso senza intervento delle parti e con conclusioni per iscritto.
Massime di principio
- La qualificazione dello sfregio permanente è valutazione di merito ancorata al punto di vista dell'osservatore comune di gusto normale e media sensibilità, ma quando esiste una perizia tecnica sulle lesioni il giudice di merito deve confrontarsi esplicitamente con le conclusioni tecniche e motivare il motivo dell'eventuale discostamento.
- Non è sufficiente il richiamo generico a massime di orientamento giurisprudenziale: il giudice deve esaminare le specifiche conseguenze estetiche e funzionali riscontrate nel caso concreto e spiegare come queste producano un'"apprezzabile alterazione" dei lineamenti con effetto sgradevole o di ilarità.
- Se la perizia conclude per l'insussistenza dello sfregio permanente, il mancato esame di tale atto tecnico può determinare l'annullamento della decisione per vizio di motivazione.
- Nel valutare lo sfregio permanente va distinto l'effetto estetico (alterazione dei lineamenti, effetto sgradevole/ilarità) dall'incidenza funzionale (masticazione, respirazione, anosmia): questi ultimi possono avere rilievo penale solo se adeguatamente collegati alla alterazione fisionomica in motivazione.
- In casi dubbi la decisione sulla sussistenza dell'aggravante può influire sui termini di prescrizione; pertanto la corretta qualificazione giuridica è rilevante anche ai fini della estinzione del reato per prescrizione.
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