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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 16558/2022 del 28/04/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione del decreto che aveva confermato l'applicazione della misura di prevenzione della sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno per un anno. Il ricorrente deduceva violazione di legge (art. 5, commi 1 e 4, d.lgs. n. 159/2011) per incompetenza territoriale: sosteneva che la competenza dovesse radicarsi nella "dimora" del proposto (Asti/Provincia di Novara, competenza del Tribunale di Torino) e non nel luogo in cui sarebbero state tenute le condotte sintomatiche; inoltre contestava la ricostruzione dei luoghi fatta dai giudici di merito, definendola illogica.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per manifesta infondatezza. Ha ritenuto corretta l'interpretazione dei giudici di merito che, in coerenza con la giurisprudenza consolidata e con le Sezioni Unite, radicano la competenza territoriale nel luogo in cui, al momento della decisione, la pericolosità si manifesta (criterio di attualità) e, se le manifestazioni sono plurime, nel luogo delle condotte di maggiore spessore e rilevanza (valutate anche in senso dinamico e considerando la più recente gravità). Perciò la competenza del distretto di Milano è stata ritenuta correttamente individuata. Condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e, ai sensi dell'art. 616 cod. proc. pen., al versamento di euro 3.000 in favore della cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159, art. 1, comma 1, lett. a) e b)

    Norma che individua le categorie di soggetti considerati pericolosi e quindi assoggettabili a misure di prevenzione; la Corte l'ha richiamata per giustificare l'applicazione della sorveglianza speciale al ricorrente.

  • decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159, art. 5, commi 1 e 4

    Riguarda la competenza per territorio nel procedimento di prevenzione. La Corte ha chiarito che la nozione di "dimora" va interpretata in funzione dell'obiettivo di contenere la pericolosità: la competenza si radica nel luogo in cui la pericolosità si manifesta attualmente, e, se le manifestazioni sono plurime, occorre fare riferimento alle condotte di maggiore spessore e rilevanza (criterio dinamico e di attualità).

  • codice di procedura penale, art. 606, comma 1, lett. e)

    La Corte ha osservato che, in sede di legittimità, non è sindacabile sotto il profilo del vizio formato dall'"illogicità manifesta" della motivazione (art. 606, comma 1, lett. e)) ogni ragionamento critico: è invece possibile impugnare la motivazione inesistente o meramente apparente; dunque la censura del ricorrente sulla presunta illogicità non poteva valere a fondare l'annullamento.

  • codice di procedura penale, art. 616

    Prevede la condanna alle spese e la possibilità di sanzioni pecuniarie per impugnazioni infondate o inammissibili; la Corte ha applicato tale norma condannando il ricorrente al pagamento delle spese e a una ammenda di euro 3.000.

Massime di principio

  • Nel procedimento di prevenzione la competenza territoriale non va intesa rigidamente come nozione civilistica di "dimora": conta il luogo dove la pericolosità si manifesta al momento della decisione (criterio dell'attualità).
  • Se le manifestazioni di pericolosità si sono verificate in luoghi diversi, va scelta il Tribunale relativo alle condotte di maggiore spessore e rilevanza, considerando anche la loro recenza (approccio dinamico).
  • La mera critica alla logica della motivazione dei giudici di merito (presunta "illogicità manifesta") difficilmente regge in Cassazione; sono più efficaci i rami di doglianza che invocano motivazione mancante o meramente apparente.
  • Chi propone ricorso deve valutare la concretezza delle argomentazioni: ricorsi manifestamente infondati possono essere dichiarati inammissibili e comportare condanne alle spese e sanzioni (art. 616 c.p.p.).
  • In casi similari, conviene documentare con precisione dove e quando si sono manifestate le condotte ritenute sintomatiche di pericolosità e dimostrare, se possibile, la maggiore gravità o recenza di tali condotte nel luogo di residenza per evitare che la competenza venga radicata altrove.

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