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Cassazione Penale, Ordinanza n. 35089/2025 del 28/10/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (parte civile)

La controversia

Due imputati hanno proposto ricorso per cassazione avverso la sentenza della Corte d'appello che, in parziale riforma della decisione di primo grado, aveva dichiarato estinti per prescrizione i delitti di truffa consumati in due date e, per un ulteriore episodio, aveva riqualificato il fatto come tentativo di truffa, rideterminando la pena e riducendo la provvisionale in favore delle parti civili. Con il primo motivo i ricorrenti hanno contestato la qualificazione dei fatti come più episodi di truffa consumata e tentata ai danni di un Comune, sostenendo che si sarebbe trattato di un'unica condotta decettiva, consumata in una data anteriore e ormai prescritta. Con il secondo motivo hanno dedotto violazione di legge e vizio di motivazione sulla riqualificazione dell'episodio del 10 febbraio 2018 come tentativo, sostenendo che la bozza di fideiussione falsa e il suo invio al Comune sarebbero stati atti solo ideativi e non esecutivi.

La decisione

La Corte di cassazione ha ritenuto entrambi i motivi manifestamente infondati. Ha osservato che la presentazione di nuove fideiussioni false in prossimità della scadenza della precedente integra una autonoma attività decettiva, distinta dalle precedenti, e quindi consente di configurare una pluralità di episodi di truffa, ciascuno dotato di propria individualità strutturale. Quanto al fatto del 10 febbraio 2018, ha ritenuto che la predisposizione della bozza di fideiussione falsa apparentemente proveniente da una compagnia assicurativa e il successivo invio al Comune costituissero un univoco atto esecutivo, non una mera fase ideativa, rendendo corretta la qualificazione come tentativo. I ricorsi sono stati quindi dichiarati inammissibili, con condanna di ciascun ricorrente al pagamento delle spese processuali e di euro 3.000 alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 640 c.p.

    La falsificazione e lימושo di fideiussioni per indurre l'ente pubblico a procrastinare il pagamento degli oneri concessori integra la truffa; la pluralità di condotte autonome in tempi diversi può dar luogo a più reati distinti.

  • art. 56 c.p.

    La predisposizione della bozza di fideiussione falsa e il suo invio al destinatario sono stati ritenuti atti esecutivi idonei e univoci, sufficienti a integrare il tentativo e non una mera ideazione.

  • art. 616 c.p.p.

    In caso di declaratoria di inammissibilità del ricorso, il ricorrente è condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della Cassa delle ammende.

Massime di principio

  • In tema di truffa, la presentazione di nuovi documenti falsi in momenti diversi, specie alla scadenza di precedenti garanzie, può integrare una autonoma condotta decettiva e non un mero postfactum della precedente.
  • La pluralità dei reati va riconosciuta quando le singole condotte presentano autonomia temporale e strutturale e sono ciascuna caratterizzate da elementi costitutivi completi dell'illecito.
  • Ai fini del tentativo, non occorre che la condotta abbia già prodotto l'evento: è sufficiente un atto univoco e idoneo che si collochi nella fase esecutiva del reato.
  • La predisposizione e l'inoltro di un documento falso al destinatario possono superare la soglia degli atti preparatori e assumere natura esecutiva, se inseriti in un meccanismo fraudolento già diretto a conseguire l'indebito risultato.
  • Quando il ricorso per cassazione non supera il vaglio di ammissibilità perché manifestamente infondato, la Suprema Corte dichiara l'inammissibilità e applica le conseguenze economiche previste dalla legge.

Come è indicizzato

MaterieTruffaImpugnazioni
RamiDelitti contro il patrimonioProcesso penale
IstitutiTentativo

Testo integrale

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