Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 28093/2024 del 12/07/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione della conferma della condanna per il delitto di furto in abitazione commesso il 28/08/2017. La ricorrente ha articolato tre motivi principali: 1) vizio di motivazione e errata valutazione delle prove (artt. 192 e 533 c.p.p.), con particolare censura dell'individuazione fotografica effettuata da due persone anziane e della mancata considerazione del rischio di "falsi positivi"; 2) vizio di motivazione e errata applicazione di norme sulle pene sostitutive (art. 545-bis c.p.p. e art. 20-bis c.p.), contestando il rigetto della sostituzione della pena per mancato rispetto della finalità rieducativa; 3) vizio di motivazione relativo alla contestata aggravante della particolare vulnerabilità delle vittime (art. 61, n. 5 c.p.), sostenendo che la Corte territoriale abbia motivato in modo generico e non abbia dimostrato l'assenza di capacità critiche/reattività delle vittime.

La decisione

Il ricorso per cassazione è stato rigettato integralmente. Sulla prima doglianza la Corte di legittimità ha ritenuto infondato il tentativo di rimettere in discussione la valutazione delle prove operata in sede di merito: l'individuazione fotografica è stata valutata correttamente e risultava corroborata da immagini di videosorveglianza acquisite dalla polizia giudiziaria. Sul secondo motivo la Corte ha confermato la legittimità dell'esercizio del potere discrezionale del giudice di merito nel negare la pena sostitutiva, ritenendo adeguata la motivazione che evidenziava la propensione della condannata a delinquere e l'uso sistematico di reati contro il patrimonio come principale mezzo di sostentamento. Sul terzo motivo la Corte ha ritenuto adeguatamente provata e motivata la sussistenza dell'aggravante di cui all'art. 61, n. 5 c.p., perché l'imputata aveva previamente verificato e sfruttato la particolare vulnerabilità delle vittime anziane. Conseguentemente il rigetto del ricorso ha comportato la condanna della ricorrente al pagamento delle spese processuali ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 61, n. 5 c.p.

    L'aggravante per avere approfittato della particolare vulnerabilità delle vittime è stata ritenuta sussistente perché la Corte di merito ha dimostrato che l'imputata aveva verificato in precedenza l'assenza di reattività e capacità critica delle persone offese e ha consapevolmente sfruttato tale condizione.

  • art. 20-bis c.p.

    La norma attribuisce al giudice un potere discrezionale nell'applicazione delle pene sostitutive; la Corte di cassazione ha confermato che il giudice deve motivare l'esistenza di fondati motivi ostativi (es. rischio di recidiva) e che il controllo di legittimità si limita a verificare la congruità della motivazione.

  • art. 545-bis c.p.p.

    Rientra nel quadro delle norme sulle misure sostitutive; la sentenza ha ritenuto legittimo il rigetto fondato su motivazioni attinenti alla prognosi di rieducazione e al rischio di inadempimento delle prescrizioni.

  • art. 192 c.p.p.

    Richiamata in relazione alla valutazione delle prove testimoniali/identificative; la Corte ha ritenuto che non vi sia stata violazione nella valutazione dell'individuazione fotografica, soprattutto se corroborata da altri elementi (videosorveglianza).

  • art. 533 c.p.p.

    La regola dell'accertamento oltre ogni ragionevole dubbio è applicabile in sede di merito; in cassazione non può essere usata per chiedere una rivalutazione autonoma delle prove se non quando emergano vizi di manifesta illogicità della motivazione.

  • art. 606 c.p.p.

    Limita i motivi di censura in cassazione; la Corte ha ritenuto che le censure della ricorrente non configurassero violazioni di legge o travisamenti di prova rilevanti ai sensi di tale articolo, ma fossero tentativi di rinnovata valutazione probatoria non consentita.

  • art. 616 c.p.p.

    Prevede la condanna alle spese processuali in caso di rigetto del ricorso; applicata dalla Corte al termine del procedimento.

Massime di principio

  • La Corte di cassazione non riesamina i fatti o le prove in modo autonomo: può annullare una decisione di merito solo se emerge una violazione di legge, un travisamento probatorio rilevante o una manifesta illogicità nella motivazione.
  • Le individuazioni fotografiche possono essere ritenute valide se adeguatamente valutate e, soprattutto, se corroborate da elementi indipendenti (es. immagini di videosorveglianza); l'età delle vittime non esclude automaticamente l'affidabilità dell'identificazione, ma aumenta l'onere motivazionale del giudice di merito.
  • Il diniego delle pene sostitutive è rimesso alla discrezionalità del giudice di merito: per impugnarlo con successo è necessario dimostrare l'assenza di motivazione congrua circa il rischio di recidiva o l'inesistenza di fondati motivi ostativi alla prognosi di rieducazione.
  • Per contestare la sussistenza di un'aggravante basata sulla vulnerabilità delle vittime è necessario far emergere la genericità della motivazione o l'assenza di elementi che provino la consapevolezza dell'autore di sfruttare tale vulnerabilità; altrimenti la valutazione di merito sarà difficile da scalfire in cassazione.
  • In casi simili, chi impugna dovrebbe cercare di introdurre nei motivi di cassazione questioni di diritto chiare (violazioni normative o vizi formali) o dimostrare travisamenti di prova specifici e non mera insoddisfazione per la valutazione probatoria.

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.