Cassazione Penale, Sentenza n. 29939/2023 del 10/07/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale del riesame che aveva rigettato il riesame del decreto di perquisizione domiciliare e contestuale sequestro probatorio (13/01/2023) con copia forense eseguita sui dispositivi di Biava e successiva restituzione. L'indagato deduceva: (i) legittimo interesse a proporre riesame nonostante la restituzione dei dispositivi; (ii) carenza dei requisiti motivazionali del decreto di sequestro probatorio, in particolare assenza di indicazione del fumus commissi delicti e degli elementi fattuali; (iii) vizio per mancanza di una valida notitia criminis e per il carattere esplorativo della copia forense operata su fonte confidenziale.
La decisione
La Corte ha ritenuto il ricorso fondato. Ha riconosciuto l'interesse dell'indagato a proporre riesame anche dopo la restituzione della copia forense. Ha censurato la totale carenza motivazionale del decreto di perquisizione/sequestro (limitato alla indicazione della sola norma e a formule generiche circa la presenza di elementi utili), e ha ritenuto illegittima l'operazione del Tribunale del riesame che aveva integrato di propria iniziativa la motivazione esaminando atti d'indagine non noti all'indagato, violando la prerogativa del PM. Per tali ragioni ha annullato senza rinvio sia l'ordinanza impugnata sia il decreto di perquisizione e sequestro del 13/01/2023 e ha disposto la restituzione della copia forense a Biava; ha inoltre incaricato la cancelleria di comunicare la decisione al Procuratore della Repubblica di Varese.
Norme richiamate
Norma penale contestata quale quadro normativo del fatto asseritamente commesso; il decreto di sequestro si limitava a richiamare tale articolo senza descrivere gli elementi fattuali costituenti il fumus.
Norma processuale richiamata in relazione ai requisiti del sequestro probatorio e alle modalità di adozione del provvedimento.
Norma relativa alla convalida e ai controlli sul sequestro probatorio, richiamata rispetto ai requisiti motivazionali richiesti.
art. 13 Cost.
Principio di inviolabilità del domicilio e necessità di provvedimento motivato per le perquisizioni domiciliari; il riferimento costituzionale rafforza l'obbligo di motivazione specifica.
art. 14 Cost.
Richiamo ai presupposti dell'art.13 Cost. in relazione alla perquisizione domiciliare; la sentenza sottolinea l'obbligo di un provvedimento motivato dell'autorità giudiziaria.
Norma che disciplina il ricorso per cassazione avverso ordinanze di riesame; la Corte ricorda che tale rimedio è possibile per violazione di legge, inclusi vizi motivazionali radicali.
Giurisprudenza: Sez.6, n. 17878 del 03/02/2022 (Losurdo)
in caso di sequestro probatorio di un telefono cellulare contenente dati informatici e pur già restituito all'avente diritto previa estrazione di copia forense, sussiste di per sé l'interesse di questi a proporre riesame
Principio che riconosce lo standing dell'avente diritto anche quando il dispositivo è stato restituito dopo copia forense, per la tutela della riservatezza dei dati personali.
Giurisprudenza: Sez. U, n. 36072 del 19/04/2018 (Botticelli)
Principio secondo cui il decreto di sequestro probatorio deve contenere una motivazione, seppur concisa, che specifichi la finalità perseguita per l'accertamento dei fatti; manca ciò, il provvedimento è viziato.
Giurisprudenza: Sez. 2, n. 49536 del 22/11/2019 (Vallese) e Sez.3, n. 12263 del 08/03/2022 (Xhu)
Orientamenti richiamati per affermare che non è sufficiente l'indicazione della sola norma violata; serve descrizione della condotta ipotizzata, relazione tra beni sequestrati e ipotesi criminosa e finalità del sequestro.
Massime di principio
- L'interessato mantiene legittimo interesse a proporre riesame contro un provvedimento di sequestro probatorio anche se i dispositivi sono stati restituiti dopo l'estrazione di una copia forense.
- Il decreto di perquisizione e sequestro probatorio deve contenere, a pena di nullità, una motivazione minima ma specifica: descrizione della condotta ipotizzata (fumus), la riconduzione a una fattispecie incriminatrice, la natura dei beni da vincolare e la loro relazione con l'ipotesi di reato, nonché la finalità probatoria perseguita.
- Non è ammesso che il giudice del riesame 'integri' la motivazione mancante del decreto di sequestro consultando gli atti d'indagine e individuando di propria iniziativa gli estremi del fatto: ciò lede la prerogativa del PM di condurre le indagini e le determinazioni sull'azione penale.
- La motivazione meramente assertiva o generica (es. richiamo alla sola norma violata o a formule tipo "possono trovarsi elementi utili") integra un vizio radicale che può determinate l'annullamento senza rinvio del provvedimento impugnato.
- Se il sequestro probatorio si fonda su notizie da fonte confidenziale, occorre che il decreto contenga elementi minimi che giustifichino la notitia criminis e la necessità dell'intervento probatorio; altrimenti la misura può essere annullata.
- La restituzione dei beni non esclude automaticamente la tutela giurisdizionale: la copia forense può essere oggetto di restituzione se il provvedimento autorizzativo è viziato, e il rimedio giurisdizionale è efficace per la tutela della riservatezza dei dati.
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