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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 37435/2023 del 13/09/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti impugnavano la sentenza di appello che aveva in parte confermato le condanne pronunciate in primo grado per associazione per delinquere e reati contro il patrimonio. I principali motivi di gravame erano: carenza o vizio di motivazione circa la sussistenza dell'associazione a delinquere (si contestava che i fatti costituissero solo concorso di persone occasionale, che i legami familiari escludevano un sodalizio stabile e che mancasse il pactum sceleris, la ripartizione di ruoli e una struttura organizzativa); errori sulla competenza territoriale (mancanza di nesso teleologico tra associazione e reati fine); vizio nella valutazione del contributo individuale e nell'uso delle intercettazioni e delle prove indiziarie; illegittimo diniego delle circostanze attenuanti generiche e contestazioni sulla determinazione della pena; e, per alcuni, censure relative al concordato in appello ai sensi dell'art.599-bis c.p.p.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi. Ha ritenuto manifestamente infondati i motivi prospettati, confermando che la Corte territoriale aveva fornito motivazione adeguata e non viziata in ordine alla sussistenza dell'associazione per delinquere e ai contributi individuali degli imputati. La Cassazione ha condiviso che il vincolo familiare non esclude la configurabilità del sodalizio e che la prova indiziaria va valutata globalmente e non in modo parcellizzato. Ha inoltre richiamato i limiti impugnatori in relazione al concordato in appello, rilevando che alcune doglianze non sono deducibili in cassazione. In sintesi, il giudice di legittimità ha rigettato le censure e quindi ha sostanzialmente confermato l'esito favorevole alle risultanze di merito (conferma delle qualificazioni e delle pene come rideterminate ove previsto).

Norme richiamate

  • art. 416 cod. pen. (associazione per delinquere)

    art.416 commi primo e secondo cod. pen.

    La Corte territoriale e la Cassazione hanno ritenuto sussistente l'elemento associativo: stabilitá del vincolo, indeterminatezza del programma criminoso e contributi diversi ma funzionali alla vita dell'associazione; il vincolo di parentela non esclude l'associazione e può anzi rafforzarlo

  • artt. 624/624-bis e 625 cod. pen. (furto e furto aggravato)

    artt.110, 624 bis, 625 nn. 2 e 5 cod. pen.

    Norme riferite ai reati scopo contestati; la loro pluralità e modalità sono state ritenute indici utili, nel complesso, per ricavare l'esistenza dell'organizzazione criminale

  • art. 599-bis cod. proc. pen. (concordato in appello)

    art.599 bis cod. proc. pen.

    La Corte ha affrontato questioni relative agli accordi in appello: la rideterminazione della pena in conformità al concordato puo' essere impugnata in cassazione solo entro limiti specifici (es. vizi nella formazione della volontà delle parti, illegalità della pena), con esclusione di censure rinunciate dalle parti

  • art. 12 lett. c) e art. 16 cod. proc. pen. (competenza per connessione/territorio)

    art.12 comma primo lettera C) e art.16 cod. proc. pen.

    La Corte ha confermato che per modificare la competenza territoriale per connessione occorre provare il nesso teleologico tra reato associativo e reati fine; se l'associazione ha scopo indeterminato e i reati scopo sono decisi estemporaneamente, tale nesso non sussiste

  • art. 62 n.6 e art. 62-bis cod. pen. (circostanze attenuanti e attenuanti generiche)

    art. 62 n.6; art. 62-bis cod. pen.

    La Corte territoriale ha valutato negativamente la concessione delle attenuanti generiche quando non vi sono elementi concreti di resipiscenza; semplici lettere di scuse o comportamento processuale regolare non bastano

  • art. 133 cod. pen. (determinazione della pena)

    Il giudice deve valutare le condizioni di vita individuali, familiari e sociali per determinare la pena; la Cassazione ha ritenuto che la Corte d'appello abbia adeguatamente motivato la determinazione nella fattispecie

  • art. 610 comma 5-bis cod. proc. pen. (inammissibilità de plano nei casi di rinuncia al gravame)

    art.610, comma 5 bis, cod. proc. pen.

    Richiamata in tema di limiti delle impugnazioni in cassazione quando vi sia patteggiamento/concordato e rinuncia ai motivi: alcune doglianze non sono proponibili

Massime di principio

  • L'appartenenza familiare tra partecipanti non esclude automaticamente l'esistenza di un'associazione per delinquere; anzi, rapporti di parentela possono rafforzare il vincolo associativo se sussistono elementi di organizzazione, divisione di compiti o continuità
  • Per distinguere associazione per delinquere da concorso di persone occorre valutare la stabilità del vincolo, l'indeterminatezza del programma criminoso e la presenza di attività organizzative (mezzi, ruoli, cassa, rete di informatori), non bastano sporadici o occasionali contatti
  • La competenza territoriale per connessione richiede la prova del nesso teleologico tra il reato di associazione e i reati fine; se i singoli reati sono decisi in modo estemporaneo, il nesso teleologico può non sussistere
  • La prova indiziaria va valutata globalmente e non in modo parcellizzato: singoli indizi possono trovare valore probatorio solo nella loro coerenza complessiva e nella esclusione di spiegazioni alternative concrete
  • Le circostanze attenuanti generiche richiedono elementi concreti di resipiscenza; gesti formali o lettere di scuse prive di riscontri non sono necessariamente idonei a farle concedere
  • Avverso un concordato in appello (art.599-bis) il ricorso per cassazione è ammesso ma è circoscritto: sono deducibili vizi sulla formazione della volontà delle parti, sull'illegalità della pena o su difformità della pronuncia; non sono invece ammissibili le doglianze rinunciate in sede di concordato

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