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Sentenza

Sentenza n. 7502/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 4

per la riforma della sentenza breve del Tribunale amministrativo regionale per la Puglia - sede di Bari (sezione terza) n. 701/2024

Giustizia amministrativa202407381

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
Consiglio di Stato, Sez. IVSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: Provvedimento comunale di acquisizione gratuita al patrimonio del Comune delle opere abusive, dell’area di sedime e dell’intera particella catastale, per inottemperanza all’ingiunzione di demolizione del 2009

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

L’appello è proposto contro la sentenza del TAR Puglia, sede di Bari, Sez. III, n. 701/2024, che aveva respinto il ricorso contro il provvedimento comunale del 15 febbraio 2024, n. 130. L’atto aveva dichiarato, ai sensi dell’art. 31, commi 3 e 4, d.P.R. 380/2001, l’acquisizione gratuita al patrimonio comunale di opere realizzate senza titolo e della relativa area, a seguito dell’inottemperanza all’ordine di demolizione dell’8 gennaio 2009. L’appellante deduce: (1) che l’accertamento dell’inottemperanza non avrebbe potuto essere compiuto dalla polizia municipale mediante verbale, ma avrebbe richiesto un atto dirigenziale, con conseguente violazione della competenza e della scansione procedimentale; (2) che l’atto di acquisizione non descriverebbe con sufficiente precisione le porzioni abusive rispetto a quelle libere, non disporrebbe il frazionamento e individuerebbe l’area acquisita nell’intera particella 324, anziché nei subalterni 2 e 3, così estendendo l’acquisizione all’intera proprietà senza motivazione puntuale e in violazione della proporzionalità.

La decisione

Il Consiglio di Stato respinge l’appello e conferma la sentenza del TAR. Quanto alla competenza, l’accertamento dell’inottemperanza costituisce un atto istruttorio e la legge non impone che sia compiuto da un dirigente; la competenza dirigenziale nella vigilanza edilizia è stata esercitata con il successivo provvedimento di acquisizione, mentre l’accertamento è riconducibile anche alle funzioni di polizia giudiziaria della polizia municipale. Quanto alla determinatezza e motivazione, l’atto identifica i beni mediante il richiamo ai verbali di accertamento e alle planimetrie, allegati come parte integrante, e indica le opere, l’area di sedime e l’intera particella catastale; tale modalità è sufficiente, anche in base all’art. 3, comma 3, l. 241/1990, poiché gli atti richiamati sono allegati. La contestazione sull’acquisizione dell’intera particella non dimostra il superamento del limite legale di estensione dell’acquisizione fino al decuplo e deduce genericamente la sproporzione, senza precisare il rapporto tra sedime e restante corte pertinenziale; è quindi priva degli elementi minimi per l’esame nel merito. L’appellante è condannato alle spese, liquidate in € 4.000,00 oltre accessori di legge.

Norme richiamate

  • art. 27 d.P.R. 380/2001

    La competenza dirigenziale nell’attività di vigilanza sull’attività urbanistico-edilizia, ai sensi dell’art. 27 del testo unico di cui al DPR 6 giugno 2001, n. 380, è stata nel caso di specie legittimamente esercitata attraverso il provvedimento di acquisizione ex art. 31 del medesimo testo unico impugnato nel presente giudizio.

    La competenza dirigenziale in materia di vigilanza urbanistico-edilizia è soddisfatta dall’adozione del provvedimento conclusivo di acquisizione; il precedente accertamento dell’inottemperanza ha natura istruttoria e non deve necessariamente essere adottato da un dirigente.

  • art. 31, commi 3 e 4, d.P.R. 380/2001

    Rispetto ad esso, il presupposto accertamento dell’inottemperanza all’ingiunzione a demolire si sostanzia in un atto di carattere istruttorio che nessuna disposizione di legge impone sia parimenti compiuto da una figura di rango dirigenziale all’interno della competente autorità comunale.

    L’acquisizione gratuita consegue all’inottemperanza all’ordine di demolizione; il relativo accertamento è presupposto istruttorio e può essere svolto dalla polizia municipale, senza che sia necessaria l’adozione di un autonomo atto dirigenziale.

  • art. 5 l. 65/1989

    Al contrario, ai sensi del comma 4 del citato art. 27 del testo unico esso è riconducibile alle funzioni di polizia giudiziaria attribuite al corpo della polizia municipale dalla legge ordinamentale, 7 marzo 1989, n. 65 (art. 5).

    L’accertamento dell’inottemperanza all’ingiunzione a demolire può essere svolto dalla polizia municipale nell’esercizio delle funzioni di polizia giudiziaria.

  • art. 3, comma 3, l. 241/1990

    Infatti, secondo quanto dispone l’art. 3, comma 3, della legge generale sul procedimento amministrativo, 7 agosto 1990, n. 241, se le ragioni del provvedimento «risultano da altro atto dell’amministrazione» da esso richiamato, insieme alla relativa comunicazione di questo «deve essere indicato e reso disponibile, a norma della presente legge, anche l’atto cui essa si richiama».

    La motivazione per relationem è sufficiente quando l’atto richiamato è indicato e reso disponibile; nel caso concreto, il richiamo ai verbali e alle planimetrie allegati come parte integrante ha reso determinati i beni acquisiti.

Massime di principio

  • Nella procedura di acquisizione conseguente all’inottemperanza all’ordine di demolizione, l’accertamento dell’inottemperanza ha natura istruttoria e non deve essere necessariamente adottato da un dirigente: la competenza dirigenziale nell’attività di vigilanza edilizia può essere esercitata mediante il successivo provvedimento di acquisizione.
  • La motivazione e la determinazione dell’oggetto di un provvedimento di acquisizione edilizia possono risultare dal richiamo a verbali e planimetrie allegati come parte integrante, purché gli atti richiamati consentano di identificare le opere e l’area interessate e siano indicati e resi disponibili secondo l’art. 3, comma 3, l. 241/1990.
  • La contestazione dell’estensione dell’acquisizione oltre l’area di sedime deve indicare in modo specifico gli elementi utili a verificare il rapporto tra sedime e area pertinenziale e a dimostrare il superamento dei limiti di legge; la generica deduzione di sproporzione, priva di tale specificazione, non consente l’esame nel merito.

Come è indicizzato

MaterieAbusi edilizi e sanzioniMotivazione del provvedimento
RamiEdiliziaProcedimento amministrativo
SottomaterieAcquisizione gratuita al patrimonio comunale
IstitutiDifetto di motivazioneProporzionalità e ragionevolezzaOnere della prova e principio dispositivo

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