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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 05191/2026 del 09/02/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione avverso la conferma in appello delle condanne per: (a) molteplici truffe contestate in relazione alla raccolta e al conseguente appropriamento di risparmi di clienti indotti in errore in qualità di consulente Fideuram; (b) raccolta abusiva del risparmio ex art. 166, comma 1, lett. a) d.lgs. n. 58/1998 (TUF); (c) autoriciclaggio ex art. 648-ter.1 cod. pen. I motivi di cassazione dedotti dal difensore riguardavano principalmente: 1) errata qualificazione della consumazione delle truffe (sosteneva che si trattava di "truffa contrattuale" ad consumazione istantanea e non di truffa a consumazione prolungata, con conseguente prescrizione di molteplici capi); 2) contestazione della sussistenza del reato di raccolta abusiva poiché il ricorrente aveva abilitazione come consulente fuori sede e non sarebbe quindi mancata l'abilitazione alla raccolta del risparmio; 3) insussistenza dell'autoriciclaggio per carenza dell'elemento oggettivo (trasferimenti su conti intestati allo stesso e utilizzo di servizi come Skrill non idonei a dissimulare la provenienza delittuosa e mancata individuazione di un "profitto" ulteriore); 4) errata qualificazione giuridica dell'autoriciclaggio con conseguente mancato riconoscimento della fattispecie attenuata e conseguente prescrizione; 5) mancata concessione delle circostanze attenuanti generiche; 6) rilievi sulle statuizioni civili (effetti della prescrizione, mancata deduzione degli interessi corrisposti, transazioni precedenti, legittimazione della banca Fideuram).

La decisione

La Corte di Cassazione ha respinto la maggior parte del ricorso come manifestamente infondato, confermando irrevocabilmente la responsabilità per i capi a) (truffe) e b) (raccolta abusiva del risparmio). Ha invece accolto il motivo relativo alla qualificazione e all'abbattimento della pena dell'autoriciclaggio, riconoscendo l'attenuante di cui all'art. 648-ter.1 (fattispecie di lieve entità) e, conseguentemente, ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata in relazione al capo c) perché estinto per prescrizione. Per i capi a) e b) ha dichiarato il ricorso inammissibile nel resto e ha rinviato ad altra sezione della Corte d'appello di Catanzaro ai soli fini della rideterminazione del trattamento sanzionatorio. Ha condannato Torchia al pagamento delle spese di rappresentanza e difesa delle parti civili nelle somme indicate e ha rigettato la richiesta di liquidazione presentata fuori udienza per altro difensore. In sintesi: condanne per truffe e raccolta abusiva confermate; autoriciclaggio annullato per prescrizione dopo il riconoscimento dell'attenuante; rinvio per ricalcolo della pena sui capi residui.

Norme richiamate

  • art. 640 cod. pen.

    La truffa di regola è reato istantaneo consumato con la deminutio patrimonii; tuttavia, quando la perdita patrimoniale è frazionata e l'attività decettiva si protrae per ostacolare lo svelamento e indurre ulteriori versamenti, la fattispecie può essere qualificata come "a consumazione prolungata" e il dies a quo della prescrizione è la cessazione dell'attività decettiva (es. cessazione della corresponsione degli interessi fittizi).

  • art. 166, comma 1, lett. a) d.lgs. n. 58/1998 (TUF)

    Sanziona l'attività svolta senza titolo nella raccolta del risparmio: la fattispecie di pericolo è integrata dalla semplice collazione di risparmi da parte di soggetto non abilitato, anche in assenza di un effettivo investimento delle somme.

  • art. 648-ter.1 cod. pen. (autoriciclaggio)

    L'autoriciclaggio è integrato quando l'autore del reato presupposto impiega o reimmette il provento in attività idonee a ostacolare l'identificazione della provenienza illecita; non è necessario che il "profitto" sia un guadagno ulteriore rispetto al provento originario: il valore delle somme oggetto di operazioni dissimulatorie può costituire il profitto stesso. Trasferimenti su conti esteri e successivi investimenti su piattaforme online possono integrare la dissimulazione richiesta.

  • art. 61 n. 5 cod. pen.

    L'eliminazione dell'aggravante incide sulla determinazione della pena ed è rilevante per l'applicazione della diminuzione speciale prevista dall'allora comma 2 dell'art. 648-ter.1; corretta qualificazione giuridica incide su prescrizione e calcolo della pena.

  • art. 62-bis cod. pen.

    Norma sulle circostanze attenuanti generiche: la sua mancata applicazione può essere motivo di ritenuto errore, ma nel caso la Corte ha ritenuto fondate alcune doglianze relative alla penalità e all'attenuante per l'autoriciclaggio, con conseguente impatto sulla prescrizione.

  • art. 539 cod. proc. pen.

    Disciplina le statuizioni civili; la Corte ricorda che la quantificazione del danno può essere rimessa al giudice civile e che elementi come transazioni parziali vanno valutati nella sede civile.

  • art. 581 cod. proc. pen.

    Prevede i requisiti dell'atto di impugnazione in Cassazione; la manifesta infondatezza di taluni motivi preclude la formazione di valido rapporto di impugnazione e la possibilità di far valere cause di non punibilità sopravvenute relative ai capi per i quali il ricorso è inammissibile.

  • art. 129 cod. proc. pen.

    Riguarda le cause di estinzione della punibilità; richiamata in relazione al principio che l'inammissibilità del ricorso non consente di rilevare cause di non punibilità intervenute successivamente per i capi per i quali il giudicato è formato.

  • art. 648-quater cod. pen.

    Richiamata nella giurisprudenza collegata alle confische e alla qualificazione del "prodotto" o "profitto" del reato; la giurisprudenza più recente tende a considerare come profitto anche il valore delle somme oggetto delle condotte dissimulatorie.

Massime di principio

  • Quando un'attività fraudolenta si articola in fasi successive (contrattazione, versamenti scaglionati, corresponsione fittizia di interessi) è possibile qualificare la truffa come "a consumazione prolungata"; il dies a quo della prescrizione è la cessazione dell'attività decettiva (es. fine dei pagamenti fittizi).
  • La qualificazione temporale del reato (istantaneo vs prolungato) ha effetti decisivi sulla prescrizione: la corretta individuazione del momento di consumo è essenziale per determinare se il reato è estinto o meno per prescrizione.
  • L'art. 166 TUF tutela un pericolo per il mercato finanziario: la raccolta di risparmio da parte di soggetti non abilitati può integrare il reato anche se non vi è stato un investimento effettivo delle somme raccolte.
  • Per l'autoriciclaggio non è sempre necessario dimostrare un "profitto" ulteriore derivante dall'investimento; è sufficiente che i proventi del reato presupposto siano stati impiegati in operazioni idonee a ostacolare la ricostruzione della loro provenienza (es. trasferimenti su piattaforme di investimento estere).
  • La corretta qualificazione giuridica di una condotta (compresa l'individuazione di eventuali attenuanti specifiche) può incidere sul trattamento sanzionatorio e sulla prescrizione; errori di qualificazione possono determinare annullamenti e rinvii per ricalcolo della pena.
  • In sede di impugnazione per cassazione, motivi manifestamente infondati o carenti dei requisiti procedurali precludono la possibilità di far valere questioni sopravvenute (es. prescrizione maturata dopo l'appello) per i capi rispetto ai quali è formato il giudicato.
  • Le statuizioni civili possono essere lasciate alla quantificazione del giudice civile; transazioni o rimborsi parziali vanno considerati nella sede civile e non sempre escludono la legittimazione o la condanna penale accessoria.

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