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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 05040/2026 del 09/02/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

I ricorrenti impugnavano la sentenza del G.u.p. che aveva applicato pene concordate per il reato di cui all'art. 73, comma 1 e art. 80, comma 2, d.P.R. n. 309/1990 (detenzione di 11,400 kg di cocaina, pari a 52.918 dosi) e reati in continuazione. Lamonaca deduceva violazione di norme processuali e vizio di motivazione per omessa motivazione sulla corretta qualificazione dei reati e contestava la confisca del denaro, sostenendo che fosse ingiustificata rispetto alla mera detenzione. Maggio proponeva motivi sovrapponibili relativi alla confisca del denaro.

La decisione

La Corte ha accolto i ricorsi limitatamente alla confisca del denaro: ha annullato la sentenza impugnata solo nella parte relativa alla confisca, rilevando la totale assenza di motivazione circa le ragioni e il titolo della confisca (che peraltro non risultava contemplata nel patto). Ha precisato che, nella fattispecie della detenzione, la confisca è ammissibile solo se si tratta del prezzo o del profitto del reato (es. corrispettivo per la custodia della sostanza) o quando ricorrano le condizioni previste dall'art. 240-bis c.p., come richiamato dall'art. 85-bis d.P.R. 309/1990, e che il giudice deve rendere esplicito il proprio ragionamento per rendere controllabile la misura. Ha invece dichiarato inammissibile il motivo relativo all'omessa qualificazione dei fatti proposto da Lamonaca, ritenendo che il G.u.p. avesse fornito adeguata indicazione e che la censura fosse generica. La sentenza è annullata con rinvio per nuovo giudizio al Tribunale di Trani in diversa persona fisica quanto alla confisca.

Norme richiamate

  • d.P.R. n. 309 del 1990, art. 73, comma 1 e art. 80, comma 2

    Norme che disciplinano il delitto di detenzione illecita di sostanze stupefacenti e le circostanze aggravanti; qui usate per qualificare il fatto (detenzione di ingente quantità di cocaina).

  • d.P.R. n. 309 del 1990, art. 85-bis

    Richiama le condizioni per la confisca anche in relazione a fattispecie di detenzione, rinviando all'art. 240-bis c.p.; la Corte richiede che il giudice specifichi la fattispecie applicata (prezzo/profitto o art. 240-bis) e motivi il collegamento.

  • art. 240-bis cod. pen.

    Prevede condizioni per la confisca estesa (ad es. profitto o cena di attività criminale) che, se ricorrono, legittimano la confisca anche in detenzione; la Corte sottolinea che l'applicazione richiede motivazione esplicita.

  • Giurisprudenza: Sez. 4, n. 20130 del 19/04/2022 (Donato)

    Precedente richiamato a supporto dell'interpretazione secondo cui la confisca in caso di detenzione può essere disposta se configurabile come prezzo/profitto o se ricorrono le condizioni dell'art. 240-bis; utile per chiarire i limiti della misura.

Massime di principio

  • La confisca collegata a reati di detenzione di stupefacenti è ammissibile solo se il bene è il prezzo o il profitto del reato oppure se ricorrono le condizioni previste dall'art. 240-bis c.p.; il giudice deve indicare chiaramente quale di tali basi applica.
  • Se la confisca non è prevista nel patto (nei riti concordati) o non è adeguatamente motivata, la misura è annullabile in cassazione limitatamente a tale profilo.
  • La motivazione deve rendere controllabile il ragionamento del giudice: indicare la fattispecie normativa applicata e i fatti concreti che giustificano la confisca.
  • Le censure generiche sulla qualificazione del fatto sono inammissibili: il ricorrente deve indicare dubbi concreti e specifici sulla corretta ascrizione normativa.
  • In caso di annullamento limitato (es. solo sulla confisca), il giudice di rinvio deve valutare la questione rispettando i vincoli di motivazione indicati dalla Cassazione e, se necessario, procedere con diversa composizione ("in diversa persona fisica").

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