Cassazione Penale, Sentenza n. 43648/2024 del 28/11/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Ricorso per annullamento della sentenza di conferma della condanna per associazione per delinquere (art. 416 c.p. e art. 4 L. 146/2006) e per due episodi di riciclaggio (artt. 110 e 648-bis c.p.). Il ricorrente deduce manifesta illogicita' e mera ripetizione della sentenza di primo grado da parte della Corte d'appello, censura l'attribuzione della qualita' di partecipe all'associazione sulla base di frequentazioni del Bazar Sahara e di poche operazioni di acquisto di auto (due/tre transazioni), contesta che il Bazar fosse un covo di spacciatori (sostenendo fosse un supermercato), contesta la valenza delle annotazioni contabili e la correttezza delle ricostruzioni telefoniche (in particolare la lettura del soprannome e la valutazione delle conversazioni), e sostiene l'insufficienza di prove circa la consapevolezza dell'illecita provenienza dei fondi impiegati nelle operazioni di acquisto e l'eventuale natura fittizia delle intestazioni.
La decisione
La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato e ha annullato la sentenza impugnata con rinvio a diversa sezione della Corte territoriale per nuovo giudizio. Motivazione: la motivazione delle sentenze di merito (primo grado e appello) presenta lacune e contraddizioni, non ha adeguatamente confrontato e confutato le censure difensive, manca una prova convergente e specifica della consapevolezza del ricorrente circa la partecipazione all'associazione e circa l'illecita origine delle somme (riciclaggio). Si dispone il rinvio affinche' vengano colmate le carenze motivazionali e sia effettuata nuova valutazione degli elementi probatori.
Norme richiamate
La Corte richiama che per la fattispecie dell'associazione per delinquere e' necessaria la prova della partecipazione consapevole e di ruolo nel sodalizio; nel caso concreto non sono emersi elementi convergenti per attribuire tale consapevolezza al ricorrente
Norma richiamata in relazione alla qualificazione dell'organizzazione criminale; la Cassazione segnala che l'eventuale richiamo a sentenze irrevocabili concernenti altri soggetti non puo' sostituire la prova specifica della partecipazione del ricorrente
art. 110 e art. 648-bis cod. pen.
Per il reato di riciclaggio e per il concorso e' necessaria la prova della consapevolezza dell'origine illecita dei proventi; la Corte evidenzia che annotazioni contabili e frequentazione di un luogo non sono di per se' idonee a provare tale consapevolezza senza specifiche convergenze probatorie
Massime di principio
- La semplice frequentazione di un luogo (es. esercizio commerciale) e la comparsa del nome in registri/annotazioni non sono automaticamente prova di appartenenza consapevole a un'associazione criminale; occorre prova convergente e specifica del ruolo e della consapevolezza
- Per il reato di riciclaggio e' essenziale dimostrare la consapevolezza dell'illecita provenienza delle somme: elementi indiziari generici (contatti, operazioni isolate, annotazioni) richiedono puntuale collegamento probatorio
- Le conversazioni intercettate e i soprannomi vanno valutati nel loro contesto; una sola telefonata che suggerisca subordinazione puo' essere smentita da altre conversazioni che mostrano rapporti non gerarchici
- La Corte d'appello e il giudice di merito devono confrontarsi esplicitamente con le censure difensive e motivare specificamente l'apprezzamento degli elementi probatori; l'omessa o generica replica alle questioni sollevate puo' determinare annullamento
- In presenza di lacune e contraddizioni nella motivazione la Cassazione annulla e rinvia per un nuovo esame, con indicazione che siano colmate le carenze probatorie e motivazionali
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