Cassazione Penale, Sentenza n. 16824/2023 del 20/04/2023
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
Alfano ha impugnato l'ordinanza che aveva rigettato la sua istanza di affidamento in prova, motivando il rigetto con la mancanza di attività lavorativa, la presenza di un procedimento pendente per truffa del settembre 2019 e una misura cautelare eseguita nel 2017 in un procedimento per associazione per delinquere. In ricorso per cassazione si è dedotta violazione degli artt. 125 cod. proc. pen. e 47-ter ord. pen. e vizio di motivazione in quanto il Tribunale avrebbe omesso di pronunciare sulla richiesta subordinata di detenzione domiciliare formulata in udienza il 29/03/2022, richiesta sulla quale il Pubblico Ministero aveva espresso parere favorevole.
La decisione
La Corte ha accolto il ricorso, ritenendo ammissibile la richiesta subordinata di detenzione domiciliare e richiamando la giurisprudenza secondo cui la richiesta tardiva in subordine non è per ciò sola inammissibile, dato che il presupposto prognostico è comune. Ha rilevato che il Tribunale di sorveglianza, pur avendo motivato il rifiuto dell'affidamento in prova, ha omesso di spiegare perché la detenzione domiciliare non fosse idonea a contenere la pericolosità e promuovere la rieducazione del condannato; la motivazione residua era troppo stringata e non consentiva desumere una risposta implicita. Perciò la Corte ha annullato l'ordinanza impugnata e ha rinviato al Tribunale di sorveglianza di Napoli per nuovo giudizio, con l'indicazione di esaminare e motivare specificamente la richiesta di detenzione domiciliare.
Norme richiamate
Lamentata violazione per omissione di decisione su istanza formulata in udienza; la Corte richiede che il giudice si pronunci anche sulle richieste subordinate proposte in udienza.
Norma richiamata in relazione ai presupposti per le misure alternative; la Corte evidenzia che il requisito prognostico richiesto è comune alle misure alternative e autorizza l'esame anche di richieste subordinate di detenzione domiciliare.
Giurisprudenza Cass. Sez. 1, n. 16442 del 10/02/2010 (Pennacchio)
Principio secondo cui la richiesta tardiva di detenzione domiciliare in subordine all'affidamento in prova non è automaticamente inammissibile, poiché il giudizio prognostico è comune.
Giurisprudenza Cass. Sez. 1, n. 21274 del 09/04/2002 (Delogu)
Conferma del principio di ammissibilità della richiesta subordinata di misura alternativa quando ricorrano i presupposti comuni di legge.
Massime di principio
- La richiesta di detenzione domiciliare presentata in udienza in subordine a una istanza principale (es. affidamento in prova) non è di per sé inammissibile per tardività: il giudice deve valutare la richiesta se ricorrono i presupposti di legge.
- Anche se il giudice rigetta la misura principale, è obbligato a esaminare e motivare espressamente l'eventuale misura alternativa proposta, spiegando perché essa sarebbe o non sarebbe idonea a conseguire gli scopi di rieducazione e di contenimento della pericolosità.
- La presenza di motivazioni stringate o l'omissione di un esplicito giudizio sulla misura subordinata integra un vizio tale da determinare l'annullamento e il rinvio per nuovo esame.
- Il requisito prognostico (valutazione positiva della possibilità di rieducazione) è un presupposto comune alle misure alternative considerate e consente al giudice di esaminare misure subordinate senza richiedere un autonomo accertamento.
- In fase di udienza camerale la difesa può formulare opzioni alternative: il Tribunale deve prenderle in considerazione e fornire motivazione specifica per l'accoglimento o il rigetto di ciascuna.
- Il ricorso per cassazione per omissione di pronuncia o vizio di motivazione è uno strumento efficace se il provvedimento impugnato non illustra adeguatamente le ragioni del mancato accoglimento di misure alternative.
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