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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 46497/2022 del 07/12/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

De Simine ha impugnato la sentenza della Corte d'appello che lo aveva ritenuto colpevole del reato di tentato omicidio ai danni di Aurelio Maggi e del reato strumentale di porto ingiustificato di un bastone, deducendo: (1) nullità della sentenza e violazione del diritto di difesa per lo smarrimento del fascicolo e per la surrogazione/ricostituzione degli atti (artt. 112 e 113 c.p.p.), in particolare dell'atto di appello e del verbale di interrogatorio di garanzia; (2) violazione del principio del giusto processo per aver definito il giudizio in appello senza disporre la rinnovazione dell'interrogatorio e senza valutare autonomamente le dichiarazioni integrali dell'imputato; (3) vizio di motivazione e travisamento della prova, sostenendo che la prova non era idonea a dimostrare l'animus necandi e che la fattispecie sarebbe da riqualificare in lesioni personali aggravate; (4) illegittima applicazione dell'aggravante della recidiva (art. 99, comma 4 c.p.), senza una valutazione della concreta significatività del precedente recente e del tempo intercorso.

La decisione

La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso in tutte le sue censure. Ha ritenuto legittime la surrogazione e la ricostituzione degli atti smarriti ai sensi degli artt. 112 e 113 c.p.p., avendo la Corte territoriale dato adeguata motivazione circa le modalità adottate (acquisizione di copie, produzione della minuta dell'avvocato autore dell'atto di appello, ricostituzione del verbale di interrogatorio sulla base della sentenza appellata e della rinuncia alla rinnovazione da parte della difesa). Ha invece confermato la correttezza della qualificazione del fatto come tentato omicidio, fondandola su elementi fattuali rilevanti (arma idonea e lunga, reiterazione e direzione dei colpi, gravità delle lesioni) nonostante la mancanza di pericolo di vita immediato. Infine ha ritenuto infondato il motivo sulla recidiva; nulla di concreto è stato opposto alla valutazione della Corte territoriale circa la maggiore pericolosità dell'imputato. Conseguentemente il ricorso è stato rigettato e la sentenza impugnata confermata; la reiezione comporta l'applicazione delle conseguenze di legge (spese e altro) secondo l'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 112 cod. proc. pen.

    Consente la surrogazione degli atti processuali smarriti mediante copie che assumono valore di originale; la Corte ha ritenuto legittima la surrogazione per gli atti disponibili in copia.

  • art. 113 cod. proc. pen.

    Consente la ricostituzione del contenuto degli atti non più esistenti; la Corte ha applicato questa norma per ricostruire l'atto di appello e il verbale d'interrogatorio, avendo la difesa rinunciato alla rinnovazione ove prevista.

  • art. 111 Cost.

    Richiamato in relazione al principio del giusto processo e al diritto di difesa; la Corte ha ritenuto che tali principi non siano stati violati dalla procedura di surrogazione/ricostituzione debitamente motivata.

  • art. 597 cod. proc. pen.

    Richiamato dal ricorrente con riferimento ai poteri della Corte di appello nel giudizio di impugnazione; la Corte di Cassazione ha ritenuto che la Corte territoriale abbia esercitato correttamente i poteri disponibili, non ledendo il diritto di difesa.

  • art. 585, comma 4 cod. proc. pen.

    Prevede la facoltà di presentare motivi nuovi a seguito di conoscenza di atti o circostanze; la Corte ha osservato che il ricorrente, reso edotto del contenuto ricostituito, non ha presentato motivi nuovi e si è riportato al contenuto dell'atto ricostituito.

  • artt. 56 e 575 cod. pen.

    Art.56 (tentativo) e art.575 (omicidio) sono stati richiamati nella valutazione della sussistenza dell'animus necandi e nella configurazione del tentato omicidio sulla base degli indicatori fattuali (mezzo, intensità, reiterazione).

  • art. 99, quarto comma, cod. pen.

    Norma sulla recidiva; la Corte ha ritenuto corretta la valutazione della maggiore pericolosità sociale del reo sulla base dei precedenti e degli elementi del singolo caso.

  • art. 133 cod. pen.

    Richiamata come parametro per la valutazione della significatività dei precedenti e dell'aggravamento; la Corte ha ritenuto che la valutazione della Corte territoriale rientrasse nei parametri previsti.

  • art. 616, comma 1 cod. proc. pen.

    Prevede le conseguenze della reiezione del ricorso in Cassazione; la sentenza indica che la reiezione comporta l'applicazione delle relative conseguenze di legge (es. condanna alle spese).

Massime di principio

  • La surrogazione (art.112 c.p.p.) e la ricostituzione (art.113 c.p.p.) degli atti smarriti sono strumenti legittimi e discrezionali del giudice volti ad evitare la dispersione del compendio probatorio; non provocano automaticamente nullità se la procedura è motivata e le parti sono state messe nelle condizioni di collaborare.
  • La ricostituzione basata sulla minuta redatta dall'autore dell'atto o su altre fonti attendibili può essere ritenuta conforme all'originale se adeguatamente giustificata e se l'imputato non propone elementi concreti per dimostrarne la discordanza.
  • La rinuncia della difesa alla rinnovazione degli atti (ex art.113, comma 3 c.p.p.) legittima la ricostituzione e limita la possibilità di contestare in seguito l'utilizzabilità degli atti ricostituiti.
  • In sede di legittimità (Corte di Cassazione) non è consentito svolgere un sindacato libero e sostitutivo sulla valutazione delle prove compiuta dal giudice di merito; la rivalutazione della qualificazione giuridica del fatto è possibile solo se la motivazione è manifestamente illogica o contraddittoria.
  • Per la configurazione del tentato omicidio sono rilevanti indicatori oggettivi (tipo di arma, reiterazione e direzione dei colpi, parti del corpo colpite, gravità delle lesioni); l'assenza di immediato pericolo di vita non esclude necessariamente l'animus necandi.
  • L'applicazione dell'aggravante della recidiva richiede la valutazione della significatività del precedente rispetto alla natura e al tempo dei reati precedenti e ai parametri dell'art.133 c.p.; comunque la contestazione deve contenere elementi concreti per essere fondata.
  • Se la difesa ritiene leso il diritto di difesa per atti mancanti, deve tempestivamente chiedere la rinnovazione delle prove non ricostituibili o proporre motivi nuovi in relazione all'atto ricostituito; altrimenti la mancata contestazione può essere valutata come rinuncia di fatto.

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