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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 29369/2025 del 08/08/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugnava la condanna per estorsione (art. 629 c.p.) articolando tre motivi principali: 1) violazione dell'art. 521 c.p.p. per presunta difformità tra il capo d'imputazione (descritto in termini di minaccia) e la sentenza (che ha qualificato il fatto come estorsione), lamentando che l'addebito non indicava il concreto "ingiusto profitto" e quindi aveva impedito una piena difesa; 2) omessa e travisata valutazione di prove decisive (in particolare la testimonianza di Silvia Coppola) e delle conversazioni registrate e delle deposizioni di testimoni, che secondo la difesa dimostrerebbero che la condotta era solo un invito ad allontanarsi o al più minaccia semplice/violenza privata; 3) mancato riconoscimento dell'attenuante della lieve entità introdotta dalla sentenza della Corte Costituzionale n.120/2023.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso nella sua totalità. In particolare: 1) ha ritenuto infondato il vizio di correlazione (art. 521 c.p.p.), ritenendo che il capo di imputazione conteneva elementi idonei a ricondurre la condotta allo schema dell'estorsione (minaccia costrittiva, riferimento esplicito all'ingiusto profitto e al danno patrimoniale consistente nella rinuncia all'attività di promozione turistica) e che l'imputato era stato consapevole delle prove a suo carico; 2) ha giudicato non decisiva la deposizione di Silvia Coppola (la cui allegazione al ricorso era anche incompleta) e ha ritenuto corretta la valutazione delle conversazioni registrate e delle altre testimonianze, escludendo il travisamento probatorio dedotto; le fattispecie alternative prospettate per la prima volta in Cassazione (violenza privata, esercizio arbitrario delle proprie ragioni) sono inammissibili perché non dedotte in appello; 3) ha dichiarato inammissibile il motivo sulla lieve entità per difetto di tempestiva deduzione in sede di appello (il nuovo criterio giurisprudenziale/legislativo non era stato richiesto in appello), richiamando principi di devoluzione e ufficiosità dell'appello. Conseguentemente la condanna di merito è stata confermata e il ricorso rigettato.

Norme richiamate

  • art. 521 cod. proc. pen.

    La Corte ha interpretato la norma nel senso che la valutazione della corrispondenza tra accusa e sentenza deve tener conto non solo del testo dell'imputazione ma anche delle risultanze probatorie rese note all'imputato; non sussiste mutamento del fatto se la diversa qualificazione giuridica era prevedibile e basata sugli elementi descritti nell'imputazione

  • art. 629 cod. pen. (estorsione)

    Il reato è stato ritenuto integrato perché nella descrizione contestuale sono stati ravvisati gli elementi dell'ingiusto profitto e della minaccia costrittiva che hanno indotto la vittima a desistere dalla sua attività

  • art. 612 cod. pen. (minaccia)

    Richiamata in contrapposizione dalla difesa come qualificazione alternativa; la Corte ha ritenuto che la configurazione giuridica processuale abbia consentito l'applicazione dell'art. 629 piuttosto che dell'art. 612, sulla base degli elementi probatori

  • art. 606 cod. proc. pen. (motivi di cassazione)

    Applicata per valutare i limiti dell'impugnazione in Cassazione: in particolare i criteri di decisività della prova omessa (comma 1, lett. d) e l'inammissibilità di motivi nuovi non dedotti in appello (comma 3)

  • art. 597, comma 5 cod. proc. pen.

    Richiamato in tema di possibilità per il giudice di appello di concedere d'ufficio circostanze attenuanti; la Corte ha osservato che la mancata concessione d'ufficio non è in genere denunciabile in Cassazione se la parte non ha sollecitato il riconoscimento in appello

  • Sentenza Corte Costituzionale n. 120 del 15/06/2023

    La pronuncia ha introdotto/riconosciuto la diminuente della lieve entità per il reato di estorsione; tuttavia la sua applicazione deve essere tempestivamente dedotta in appello per poter essere valutata, altrimenti è inammissibile in Cassazione

  • Sezioni Unite n. 22533 del 25/10/2018 (Salerno)

    Richiamata per il principio che il potere del giudice di appello di concedere benefici d'ufficio è eccezionale e il mancato esercizio non configura automaticamente un vizio denunciabile in Cassazione; rafforza l'obbligo di dedurre in appello le circostanze rilevanti

  • art. 111 Cost. e art. 6 CEDU

    Richiamati come limiti alla rinnovata qualificazione del fatto: la diversa qualificazione deve essere prevedibile e rispettare il diritto di difesa

Massime di principio

  • La verifica della correlazione tra accusa e sentenza (art. 521 c.p.p.) non si limita alla lettura formale del capo d'imputazione: il giudizio tiene conto anche delle risultanze probatorie rese note all'imputato e delle possibili qualificazioni giuridiche prevedibili; perciò una diversa qualificazione in sentenza è lecita se era un esito prevedibile in base agli elementi dell'imputazione
  • Per ottenere l'annullamento in Cassazione per omessa o travisata valutazione di prove è necessario dimostrare che la prova omessa o valutata erroneamente sarebbe stata decisiva (avrebbe certamente determinato una diversa pronuncia); allegazioni incomplete della prova resa in dibattimento sono generalmente insufficienti
  • Le nuove qualificazioni giuridiche o richieste di attenuanti introdotte per la prima volta in Cassazione sono inammissibili se non erano state dedotte in appello (art. 606, comma 3 c.p.p.); le questioni rilevanti di fatto e di diritto devono essere tempestivamente sollevate nell'iter di impugnazione in modo da consentire il loro esame di merito
  • La previsione per il giudice di appello di concedere circostanze attenuanti d'ufficio è eccezionale: il difensore dovrebbe comunque chiedere espressamente l'applicazione di nuove norme o attenuanti nelle sedi di merito per non perdere la possibilità di ottenere il beneficio
  • Quando si contestano valutazioni di attendibilità dei testimoni e l'interpretazione di conversazioni registrate, è utile per la difesa produrre l'intero contesto probatorio (tutti i verbali, registrazioni complete e sommarie informazioni) e spiegare con precisione in che modo l'omissione o il travisamento avrebbero inciso in modo determinante sull'esito del giudizio

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