Cassazione Penale, Sentenza n. 29368/2025 del 08/08/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Ricorso per cassazione articolato in tre motivi: 1) vizio nella prova testimoniale per domande suggestive (art. 499 e art. 191 c.p.p.), con dedotta inaffidabilità delle deposizioni di due persone offese; 2) pluralità di censure sulla valutazione e motivazione dei fatti (erronea valutazione delle prove, contraddittorietà della sentenza d'appello, assenza del dolo e del danno, rilevanza della firma delle buste paga e richiamo alla legge n.205/2017 comma 912), con contestazione che la condotta non costituisse estorsione perché frutto di pattuizioni iniziali o consuetudine; 3) vizio nel calcolo della pena pecuniaria (art. 62‑bis e 81 c.p.).
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Sul primo motivo ha ritenuto infondato il profilo relativo alle domande suggestive: tali domande non comportano automaticamente inutilizzabilità della deposizione e, per affermare l'inaffidabilità occorre valutare l'interezza della testimonianza, valutazione che la Corte d'appello aveva compiuto. Sul secondo motivo ha confermato la correttezza della motivazione di merito: la sentenza d'appello ha adeguatamente valutato le dichiarazioni ritenute credibili delle due persone offese, riconoscendo le minacce di mancata retribuzione/licenziamento e la situazione di mercato del lavoro favorevole al datore; ha inoltre chiarito che la firma delle buste paga può rilevare e che l'elemento psicologico e il danno erano integrati nella fattispecie. Sul terzo motivo ha ritenuto corretta la rettifica operata dalla Corte d'appello sul calcolo della pena pecuniaria (errore materiale nel primo grado) e pertanto ha respinto anche tale censura. Conseguentemente, il rigetto del ricorso comporta la conferma, nei termini ritenuti legittimi dalla Corte d'appello, della condanna per estorsione continuata nei confronti di Mulas per i fatti relativi a due dipendenti.
Norme richiamate
art. 499 cod. proc. pen.
Il divieto di porre domande suggestive non comporta automaticamente l'inutilizzabilità o la nullità della deposizione; la suggestione influisce solo sulla valutazione di genuinità complessiva della testimonianza se l'intero contenuto risulta compromesso
art. 191 cod. proc. pen.
Rilevanza della dedotta non genuinità delle prove testimoniali: la Corte richiede che si dimostri l'incidenza sull'intero complesso probatorio per dichiarare la prova inidonea
art. 606 cod. proc. pen.
Questa norma disciplina i motivi di cassazione (lett. b, c, e richiamate nel ricorso) e la Corte ha valutato i motivi secondo i corrispondenti parametri di legittimità
art. 629 cod. pen. (estorsione)
La Corte ribadisce che integri estorsione la condotta del datore di lavoro che, approfittando della situazione di mercato favorevole, costringa con minaccia larvata a sottoscrivere buste paga attestanti pagamenti non corrisposti
art. 62‑bis e art. 81 cod. pen.
Sono norme rilevanti per la determinazione della pena (attenuanti generiche, calcolo della pena pecuniaria e continuazione); la Corte ha confermato la correzione operata in appello alla determinazione della pena pecuniaria ritenendo l'errore materiale del primo grado
art. 1, comma 912, legge n. 205/2017
Norma successiva ai fatti: la Sezione lavoro ha ritenuto che la firma della busta paga con 'per ricevuta-quietanza' graverebbe sul lavoratore dell'onere della prova della non corrispondenza; la Corte penale ha comunque considerato rilevanti le minacce indipendentemente dalla posizione normativa successiva
art. 533 cod. proc. pen.
Richiamato in relazione al principio del 'dubitio' e alla necessità che la condanna sia fondata oltre ogni ragionevole dubbio; la Corte ha ritenuto che la valutazione delle prove in appello sia stata adeguata
art. 178 cod. proc. pen.
La Corte osserva che non si può desumere da questa norma una sanzione automatica per domande suggestive; l'irrilevanza sanzionatoria spiega la valutazione di merito richiesta
Massime di principio
- Domande suggestive non annullano automaticamente una deposizione: per impugnare con successo occorre dimostrare che la suggestione ha contaminato l'intera testimonianza rendendola globalmente inaffidabile
- Il giudice può porre domande al testimone; il divieto assoluto delle domande suggestive non opera nei confronti del giudice nella stessa misura in cui vale per altre parti, salvo che la domanda incida sulla sincerità totale della risposta
- La condotta del datore che, approfittando di un mercato del lavoro debole, minaccia mancata retribuzione o licenziamento per ottenere la sottoscrizione di buste paga discordanti può integrare il reato di estorsione: rilevano minacce, profitto ingiusto e danno per il lavoratore
- La firma della busta paga può avere rilievo probatorio e, successivamente all'intervento normativo del 2017, può gravare sul lavoratore l'onere di provare la non corrispondenza; tuttavia, la presenza di minacce o coercizione prevale sulla sola valutazione formale della firma
- Per impugnare adeguatamente decisioni di merito è necessario formulare censure specifiche e circostanziate: obiezioni generiche sulla 'erronea valutazione delle prove' sono meno efficaci in cassazione
- Errori materiali nel calcolo della pena pecuniaria possono essere corretti in grado d'appello; in caso di contestazione è utile indicare con precisione il percorso logico-matematico alternativo per la determinazione della pena
- Per preservare la possibilità di far valere la nullità o irregolarità dell'esame testimoniale è preferibile sollevare tempestivamente l'eccezione al giudice che presiede l'esame, non per la prima volta in sede di impugnazione
Testo integrale
Continua a leggere gratis
Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.
7 giorni di prova · Nessuna carta di credito
Hai già un account? Accedi
La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
Altri documenti di Giurisprudenza penale
- Sentenza penale · 8 ago 2025Cassazione Penale, Sentenza n. 29363/2025 del 08/08/2025
- Sentenza penale · 8 ago 2025Cassazione Penale, Sentenza n. 29364/2025 del 08/08/2025
- Sentenza penale · 8 ago 2025Cassazione Penale, Sentenza n. 29365/2025 del 08/08/2025
- Sentenza penale · 8 ago 2025Cassazione Penale, Sentenza n. 29366/2025 del 08/08/2025
- Sentenza penale · 8 ago 2025Cassazione Penale, Sentenza n. 29369/2025 del 08/08/2025
- Sentenza penale · 8 ago 2025Cassazione Penale, Sentenza n. 29370/2025 del 08/08/2025
Cerchi altro? Cerca gratis in Giurisprudenza penale →