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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 5731/2023 del 10/02/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione avverso la sentenza del Tribunale di Perugia del 20/06/2022 per la condanna relativamente al reato di cui agli artt. 56 e 515 c.p.; unico motivo dedotto ai sensi dell'art. 606, comma 1, lett. b) e e) c.p.p.: carenza di motivazione (mancata rappresentazione del percorso logico-giuridico) e censura della doglianza circa l'integrazione del reato per omessa informazione ai consumatori sul trattamento/conservazione dei prodotti. Il ricorrente sostiene che la maggior parte dei prodotti fosse artigianale (con autocertificazione HACCP della società fornitrice), che le indicazioni sulla natura surgelata/congelata fossero presenti in etichette e cartelli e che, in ogni caso, la mera esposizione di prodotti con indicazioni mendaci non configurerebbe il tentativo di frode in commercio senza una contrattazione destinata alla consegna di merce diversa.

La decisione

La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che la detenzione/esposizione di alimenti congelati/surgelati senza indicazione nella lista delle vivande integri il reato di tentativo di frode in commercio e che non sia necessario l'inizio di una contrattazione concreta con il singolo avventore. Ha altresì ritenuto adeguata e congrua la motivazione del Tribunale di Perugia, basata sugli accertamenti dei NAS e sulle dichiarazioni di un teste, che hanno evidenziato elementi fattuali (cartoni dei prodotti, carattere congelato) incompatibili con la qualità artigianale genericamente dichiarata. Le ricostruzioni alternative proposte dalla difesa sono state valutate come mera diversa lettura dei fatti non idonea a invalidare la decisione. Il ricorrente è stato condannato alle spese del procedimento e al versamento, in via equitativa, di euro 3.000,00 alla Cassa delle Ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • Codice Penale, art. 515 (Frode nell'esercizio del commercio)

    art. 515 c.p.; art. 56 c.p. (tentativo)

    La condotta consistente nella detenzione/esposizione di prodotti congelati/surgelati senza opportuna indicazione può integrare il tentativo di frode in commercio (art. 56), poiché rivela la volontà di consegnare cosa diversa da quella pattuita.

  • Codice di Procedura Penale, art. 606, comma 1, lett. b) ed e)

    art. 606, comma 1, lett. b) ed e) c.p.p.

    Motivi di ricorso per cassazione relativi a insufficiente o contraddittoria motivazione (lett. b) e vizi di diritto legati all'istruzione o valutazione della prova (lett. e) sono stati valutati; la Corte ha ritenuto manifestamente infondata la doglianza in diritto e di fatto.

  • Codice di Procedura Penale, art. 616

    Dispositivo che impone al ricorrente in caso di dichiarazione di inammissibilità l'obbligo di sostenere le spese del procedimento; la Corte ha applicato tale norma condannando il ricorrente alle spese.

  • Sentenza Corte Costituzionale n. 186/2000

    Corte cost., sent. n. 186 del 13/06/2000

    Richiamata in relazione alla determinazione della somma da versare alla Cassa delle Ammende; la Corte ha valutato che il ricorso non fosse presentato con colpa nella determinazione della causa di inammissibilità e ha comunque disposto un versamento equitativo di euro 3.000,00.

  • Giurisprudenza della Cassazione (principio richiamato)

    Sez. 3, n. 23099/2007; Sez. 3, n. 39082/2017; Sez. 3, n. 899/2015, ecc.

    Consolidato principio secondo cui non è necessario l'inizio di una contrattazione con il singolo acquirente: la mera detenzione/esposizione di prodotti congelati/surgelati senza corretta indicazione è indice della volontà di frodare il consumatore e configura il tentativo di frode in commercio.

Massime di principio

  • L'esposizione o la detenzione, ai fini della vendita, di alimenti congelati/surgelati senza adeguata indicazione può integrare il tentativo di frode in commercio anche in assenza di una contrattazione specifica con il singolo cliente.
  • La valutazione della sussistenza del reato si fonda su elementi oggettivi e accertamenti (es. confezioni, cartoni, esiti dei NAS) e non viene facilmente scalfita da ricostruzioni alternative della difesa che non forniscano nuovi elementi probatori.
  • Autocertificazioni o sistemi aziendali (come l'HACCP) non escludono automaticamente la valutazione oggettiva dello stato e della natura dei prodotti; la loro presenza non sostituisce l'indicazione specifica al consumatore quando richiesta.
  • Le censure per insufficienza o brevità della motivazione devono dimostrare un'effettiva mancanza del percorso logico-giuridico o errori di diritto: la semplice proposta di una diversa interpretazione dei fatti è insufficiente per ottenere l'annullamento.
  • In caso di ricorso dichiarato inammissibile, è probabile la condanna alle spese e, salvo responsabilità colposa nell'aver determinato l'inammissibilità, il possibile versamento di una somma alla Cassa delle Ammende in misura equitativa.

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