Cassazione Penale, Sentenza n. 30130/2025 del 02/09/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorrente impugna il decreto di sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno per tre anni, sostenendo che il giudizio di pericolosità sociale è basato solo su conversazioni intercettate interpretate dalla pubblica accusa. La difesa aveva proposto una diversa chiave di lettura: il ricorrente avrebbe avuto rapporti soltanto con il cugino Pesce Antonino senza fornire apporto al sodalizio mafioso; in ordine al reato di estorsione non sarebbe stato concorrente (si richiama l'esito negativo della perquisizione dopo l'incontro con la persona offesa). Contestata anche la mancanza del requisito dell'attualità della pericolosità, dato che il fatto estorsivo risale ad agosto 2018, circa quattro anni prima del decreto.
La decisione
La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che il ricorso non abbia dedotto una violazione di legge configurabile ai sensi del rito di prevenzione; ha richiamato il principio secondo cui, nei ricorsi ammessi soltanto per violazione di legge, non è sindacabile l'illogicità manifesta della motivazione salvo la sua totale assenza o apparenza. La Corte d'appello aveva adeguatamente motivato, valorizzando gli esiti investigativi e la conferma del quadro indiziario da parte della Corte di cassazione nel procedimento cautelare: il ricorrente è stato ritenuto portatore di vicinanza operativa al sodalizio e con ruolo concreto nell'estorsione. Anche la doglianza sull'attualità è stata rigettata, considerata l'apertura della contestazione associativa e l'assenza di elementi che dimostrino la cessazione del vincolo, nonché la distanza temporale ritenuta non considerevole rispetto al provvedimento cautelare del 2021. Condanna alle spese processuali e al versamento di euro 3.000 alla Cassa delle Ammende.
Norme richiamate
Norma sulla associazione di tipo mafioso: la Corte ha richiamato questa disposizione come quadro normativo della contestazione associativa e ha ritenuto che gli elementi indiziari raccolti giustificassero la qualificazione di vicinanza operativa al sodalizio
Norma sul reato di estorsione: la Corte ha ritenuto che il ricorrente abbia avuto un ruolo concreto e specifico nel grave fatto estorsivo, valorizzando le risultanze investigative
Richiamata come riferimento alle aggravanti/forme legate all'associazione mafiosa; la decisione valuta la pericolosità qualificata anche alla luce di questa norma
art. 606, comma 1, lett. e) c.p.p.
Norma sulla competenza della Corte di cassazione a sindacare motivazioni: richiamata per delimitare il controllo della Cassazione nei ricorsi per violazione di legge, escludendo il sindacato sull'adeguatezza logica delle linee argomentative salvo mancanza o apparente motivazione
Massime di principio
- Nei ricorsi in materia di misure di prevenzione la Cassazione, quando il ricorso è ammesso solo per violazione di legge, non riesamina il merito probatorio o l'adeguatezza logica della motivazione salvo che questa sia del tutto assente o meramente apparente: per essere ammissibile il ricorso deve segnalare un concreto vizio di legge o la mancanza di motivazione su punto decisivo
- La valutazione della 'attualità' della pericolosità tiene conto non solo della distanza temporale dai fatti ma anche della persistenza di legami o comportamenti che rendono attuale il rischio; non è sufficiente indicare l'anteriorità del fatto senza fornire elementi che dimostrino la cessazione del vincolo o della pericolosità
- Le conversazioni intercettate e le risultanze di un procedimento cautelare confermato dalla Corte di cassazione costituiscono base probatoria rilevante per l'applicazione di misure di prevenzione: contestazioni generiche sul contenuto delle intercettazioni o ripetizione di argomentazioni già valutate in sede di merito sono inadeguate a invertire l'esito in Cassazione
- Per avere chance di successo occorre, in ricorso di legittimità contro misure di prevenzione, indicare specificamente quale elemento non sia stato considerato e perché, dimostrare la nullità o illegittimità del procedimento o produrre fatti nuovi idonei a incidere sulla sussistenza di un requisito essenziale (es. cessazione del vincolo associativo, prova di estraneità concreta al fatto estorsivo)
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