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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 16358/2023 del 18/04/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile e ha condannato la ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di Euro tremila in favore della Cassa delle Ammende. La motivazione è stata ritenuta adeguata e decisivo è risultato il mancato esercizio dei rimedi impugnatori avverso la sentenza che aveva confermato la confisca.

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

La ricorrente ha proposto ricorso per ottenere la revoca della confisca di una somma di denaro ordinata in primo grado nel procedimento per il reato ex art. 73, comma 5, d.P.R. n. 309/1990. In primo grado il Tribunale di Napoli aveva disposto la confisca (sentenza 06/11/2012); la Corte d'Appello, con sentenza del 24/02/2022, ha dichiarato non doversi procedere per estinzione del reato per prescrizione ma ha confermato la restante parte della sentenza, compresa la confisca. La DE STEFANO ha quindi chiesto al giudice dell'esecuzione (Corte d'Appello con ordinanza del 03/11/2022) la revoca della confisca. Il giudice dell'esecuzione ha rigettato l'istanza ritenendo la motivazione sufficiente, rilevando l'assenza di elementi di novità e rimarcando che la ricorrente avrebbe dovuto impugnare la sentenza di merito quando ancora reclamabile; la mancata impugnazione preclude il rimedio tramite incidente di esecuzione. In Cassazione il Pubblico Ministero ha chiesto l'inammissibilità del ricorso.

Norme richiamate

  • d.P.R. n. 309/1990, art. 73, comma 5

    norma che disciplina il reato in materia di stupefacenti e le relative misure accessorie; la confisca disposta in primo grado è stata poi confermata dalla Corte d'Appello e ritenuta irrevocabile nei confronti della parte che non ha impugnato la decisione

  • codice penale, art. 578-bis

    richiamato dalla difesa ma ritenuto inconferente dal giudice dell'esecuzione, poiché la statuizione sulla confisca era ormai divenuta irrevocabile rispetto alla parte processuale

  • Giurisprudenza della Cassazione: Sez. 1, n. 4096 del 24/10/2018 (Lacatus, Rv. 276163-01)

    principio consolidato secondo cui la statuizione di confisca contenuta in una sentenza irrevocabile fa stato nei confronti delle parti che hanno partecipato al giudizio di cognizione; solo i terzi non parti possono chiedere la revoca della confisca in sede esecutiva

Massime di principio

  • Se la confisca è stata pronunciata in una sentenza divenuta irrevocabile, le parti del relativo processo non possono ottenerne la revoca tramite incidente di esecuzione: dovevano impugnare la sentenza nel termine previsto.
  • L'incidente di esecuzione non è un mezzo per rimettere in discussione statuizioni di merito già divenute definitive: è idoneo per questioni attinenti all'esecuzione, salvo che non emergano fatti tali da qualificare un soggetto come terzo legittimato.
  • Solo i terzi che non hanno partecipato al processo di cognizione possono richiedere la revoca della confisca in sede esecutiva contro una sentenza irrevocabile.
  • La declaratoria di estinzione del reato per prescrizione non elimina automaticamente effetti accessori divenuti già irrevocabili; occorre verificare se ed entro quando la statuizione sulla confisca è stata impugnata.
  • Se si ritiene che vi siano vizi di motivazione o elementi nuovi rilevanti per la confisca, occorre utilizzare tempestivamente i rimedi ordinari (impugnazione) o dimostrare lo status di terzo per agire in sede esecutiva.

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