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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 22394/2022 del 08/06/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato: ha accertato che l'assoluzione irrevocabile pronunziata dal Tribunale di Trapani per il medesimo fatto integra il divieto di secondo giudizio nella dimensione storico-naturalistica del fatto. Richiamando consolidata giurisprudenza, la Corte ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata per violazione dell'art. 649 c.p.p. (divieto di secondo giudizio). Sentenza emessa il 04/05/2022.

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorrente impugnava la conferma della condanna per falsa testimonianza (art. 372 c.p.) emessa dal Tribunale di Trapani il 10/07/2018 e ribadita dalla Corte d'appello di Palermo il 13/05/2021. I motivi dedotti in Cassazione erano: (1) vizio di motivazione e violazioni del principio accusatorio e delle norme sul giudizio (artt. 372, 376 c.p. e art. 530, comma 2, c.p.p.), in particolare per non aver adeguatamente valutato l'età del testimone, la lontananza temporale dei fatti e la rilevanza delle dichiarazioni contestate; (2) violazione del divieto di doppio giudizio (art. 649 c.p.p.), atteso che, in un altro procedimento, il Tribunale di Trapani successivamente (10/09/2021) aveva assolto il ricorrente per il medesimo fatto con formula piena, pronuncia divenuta irrevocabile il 05/12/2021. In Cassazione il difensore ha prodotto la sentenza di assoluzione irrevocabile per sostenere il vizio di "bis in idem".

Norme richiamate

  • art. 372 c.p.

    Norma che disciplina il reato contestato originariamente al ricorrente; nella vicenda è il titolo di accusa la cui applicazione è stata posta in discussione in sede di impugnazione, ma la decisione finale di Cassazione è stata presa sulla base del divieto di doppio giudizio e non su merito della qualificazione del reato

  • art. 376 c.p.

    Ritrattazione della testimonianza

    Richiamata dal difensore come possibile causa di esclusione di responsabilità per alcune dichiarazioni rettificate; la Corte affronta la questione prevalentemente sul piano del bis in idem piuttosto che sull'applicazione autonoma dell'istituto della ritrattazione

  • art. 530, comma 2, c.p.p.

    Motivazione della decisione di condanna/assoluzione (riferimento procedurale)

    Richiamato nel motivo relativo alla presunta insufficiente motivazione della sentenza impugnata: la censura riguardava l'assenza di esplicita indicazione delle ragioni di colpevolezza e la valutazione delle contraddizioni del teste anziano

  • art. 649 c.p.p.

    Divieto di secondo giudizio (bis in idem)

    Norma applicata dalla Corte di Cassazione come principio decisivo: il giudicato definitivo su un fatto storico impedisce una successiva iniziativa penale sul medesimo fatto nella sua dimensione storico-naturalistica, con annullamento senza rinvio quando il controllo non richiede nuovi accertamenti di fatto

Massime di principio

  • Il divieto di secondo giudizio (art. 649 c.p.p.) si applica al "fatto" nella sua dimensione storico-naturalistica: se esiste un giudicato definitivo che riguarda lo stesso fatto, una successiva azione penale sul medesimo fatto è preclusa anche se la sua qualificazione giuridica differisse
  • In Cassazione l'eccezione di bis in idem può essere proposta anche presentando documentazione sopravvenuta che dimostri un giudicato irrevocabile; la Corte valuta se la questione sia risolvibile senza nuovi accertamenti di fatto per annullare senza rinvio
  • Quando il giudicato definitivo copre sostanzialmente gli stessi temi di fatto (tenore letterale e materiale dei temi d'accusa sovrapponibili), il vizio da rilevare è un "error in procedendo" suscettibile di correzione in sede di legittimità
  • Le censure sulla motivazione (es. valutazione di memoria, età o rilevanza delle dichiarazioni) non escludono l'efficacia di un giudicato sopravvenuto: l'intervento di un'assoluzione irrevocabile prevale e comporta la chiusura della successiva iniziativa penale sullo stesso fatto
  • Per soluzioni analoghe, è fondamentale verificare la cronologia delle pronunce e l'irreversibilità del provvedimento sopravvenuto; la parte difensiva deve documentare l'esistenza del giudicato definitivo per far valere il bis in idem

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