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Cassazione Civile, Ordinanza n. 34856/2024 del 29/12/2024

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ACCOGLIMENTO CON RINVIO

Favorevole al ricorrente (cessionario)

La controversia

La cessionaria in blocco di crediti derivanti da un mutuo fondiario stipulato nel 2010 aveva proposto opposizione allo stato passivo del fallimento, chiedendo l'ammissione di due importi, uno in collocazione ipotecaria e uno in chirografo. Il tribunale aveva respinto l'opposizione ritenendo che il finanziamento erogato superasse l'80% del valore dei beni ipotecati e che, per tale ragione, il contratto di mutuo fondiario fosse nullo. Con il ricorso per cassazione la società mandataria ha denunciato la violazione e falsa applicazione dell'art. 1418 c.c., dell'art. 38 T.U.B. e dell'art. 1 della deliberazione CICR 22 aprile 1995, sostenendo che il superamento del limite di finanziabilità non integra nullità del contratto in assenza di una norma imperativa che la preveda.

La decisione

La Corte ha accolto il primo motivo di ricorso, dichiarando assorbiti gli altri. Ha cassato il decreto del tribunale di Catania e ha rinviato la causa al medesimo tribunale, in diversa composizione, anche per la liquidazione delle spese del giudizio di legittimità. La decisione si fonda sull'orientamento delle Sezioni Unite secondo cui il limite di finanziabilità dell'art. 38, comma 2, T.U.B. non è elemento essenziale del contratto né norma posta a presidio della sua validità, ma regola di vigilanza prudenziale la cui violazione non comporta nullità del mutuo erogato.

Norme richiamate

  • art. 1418 c.c.

    è stata invocata come norma sulla nullità contrattuale, ma la Corte ha escluso che la sua disciplina possa essere applicata al superamento del limite di finanziabilità del mutuo fondiario, mancando una violazione di norma imperativa che determini nullità

  • art. 38 T.U.B.

    il limite di finanziabilità ivi previsto non è elemento essenziale del contratto né presidio della sua validità, ma un parametro di vigilanza prudenziale; la sua violazione non determina nullità del mutuo

  • art. 1 della deliberazione CICR del 22/4/1995

    è stata richiamata insieme all'art. 38 T.U.B. per il limite di finanziabilità, ma non è stata ritenuta idonea a fondare la nullità del contratto per il superamento di tale limite

  • art. 360 n. 3 c.p.c.

    è stato utilizzato quale parametro del motivo di ricorso per dedurre violazione di legge

Massime di principio

  • Nel mutuo fondiario il superamento del limite di finanziabilità previsto dalla disciplina di vigilanza bancaria non comporta di per sé la nullità del contratto, salvo che una specifica norma imperativa colleghi a tale violazione quella sanzione.
  • Il limite di finanziabilità del mutuo fondiario ha natura di regola prudenziale posta a tutela della stabilità patrimoniale dell'ente finanziatore e del contenimento del rischio creditizio, non di elemento essenziale della validità negoziale.
  • Quando il giudice di merito qualifica nullo un mutuo fondiario solo perché l'importo erogato eccede la percentuale massima di finanziabilità, la decisione è censurabile per violazione di legge se non considera la natura non imperativa della disciplina violata.

Come è indicizzato

MaterieAccertamento del passivoMutuoOpposizioni esecutive
RamiFallimentare / Crisi d'impresaBancario e finanziarioProcesso civile
IstitutiNullità

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