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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 5873/2023 del 10/02/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti impugnano la sentenza della Corte d'appello di Reggio Calabria che aveva confermato e in parte riformato la decisione di primo grado. Le censure principali riguardano: il travisamento nell'attribuzione delle utenze telefoniche e nell'interpretazione dei colloqui intercettati; la mancata prova dell'affectio societatis e della stabilità dell'associazione a delinquere; la qualificazione di taluni fatti come tentativo piuttosto che come reato impossibile o come atti prodromici; la mancata applicazione o errata motivazione rispetto ad aggravanti (tra cui la transnazionalità ex legge n.146/2006) e l'omessa o generica motivazione in ordine al diniego delle circostanze attenuanti generiche e alla determinazione della pena; in relazione a Sosa, si contesta anche l'identificazione e la fondatezza delle declarazioni del collaboratore Bellandi e dei riconoscimenti dei corrieri.

La decisione

La Corte di Cassazione ha respinto nella quasi totalità i ricorsi sui profili di merito: ha ritenuto legittima l'attribuzione delle utenze e coerente l'interpretazione delle intercettazioni operata dai giudici di merito; ha confermato l'esistenza e l'operatività delle associazioni dedite all'importazione di ingenti quantitativi di cocaina e la responsabilità penale degli imputati per i reati loro ascritti (tra cui reati associativi, vari tentativi e importazioni), nonché l'applicabilità dell'aggravante di transnazionalità. Tuttavia la Corte di Cassazione ha accolto parzialmente i ricorsi limitatamente ai profili di determinazione della pena per alcuni imputati (Pepé Ferdinando, Sosa Lino Andres e Zangari Rosario): ha annullato (senza rideterminatezza) la parte della sentenza relativa al calcolo della pena e al rigetto/quantificazione delle attenuanti generali per difetto di motivazione specifica e per omissione di adeguata individualizzazione degli aumenti (es. per continuazione e aggravanti) e ha rinviato ad altra sezione della Corte d'appello di Reggio Calabria per nuovo giudizio sul trattamento sanzionatorio. Per il resto le condanne e le qualificazioni sostanziali sono state confermate; molte censure sono state ritenute inammissibili o infondate.

Norme richiamate

  • D.P.R. 309/1990 (Testo unico stupefacenti), art. 74

    La norma è stata richiamata per la riqualificazione di taluni reati-fine; i giudici di merito hanno applicato la riqualificazione prevista dal comma 2 rispetto ai fatti contestati.

  • D.P.R. 309/1990 (Testo unico stupefacenti), art. 73

    commi 5 e 6 citati nel motivo

    I giudici hanno valutato la rilevanza delle quantità e delle modalità di importazione ai fini della sussistenza delle ipotesi aggravate e della possibile applicazione delle ipotesi più lievi; la Corte ha ritenuto che, in presenza di sequestri e di c.d. "droga parlata", non fosse il caso di qualificare come "lieve".

  • Legge 16 marzo 2006, n. 146, art. 4 (ora art. 61-bis c.p.)

    L'aggravante di transnazionalità è stata ritenuta applicabile ai reati-fine legati all'associazione dedita al narcotraffico: la Corte conferma che l'aggravante può operare anche rispetto ai reati-fine commessi da un'associazione che agisca su più Stati.

  • Codice penale, art. 56

    comma 3 citato dalla difesa

    La difesa invocava la desistenza volontaria; la Corte ha richiamato il principio ma ha ritenuto che i fatti e le trattative intercettate configurassero un tentativo rilevante e non una desistenza volontaria.

  • Codice penale, art. 63

    Il criterio moderatore (art. 63, comma 4) deve essere valutato e motivato dal giudice; la Corte ha ritenuto che la mancata motivazione articolata sul calcolo della pena e sull'applicazione del criterio moderatore giustificasse l'annullamento limitato del trattamento sanzionatorio.

Massime di principio

  • Le intercettazioni e i servizi di osservazione, se adeguatamente corroborati da riscontri (incontri, sequestri, viaggi, trasferimenti di denaro), possono legittimamente consentire al giudice di desumere l'esistenza di un'associazione finalizzata al traffico di stupefacenti anche in assenza di un atto scritto di "affectio societatis"; il sindacato in Cassazione è limitato e richiede manifesta illogicità per prevalere.
  • Il tentativo di importazione è configurabile quando dalle trattative emergano atti concreti e univoci idonei a realizzare l'accordo (contatti ripetuti, trasferte, incontri con fornitori, versamenti/acconti, individuazione di corrieri): non si ricorre al reato impossibile salvo inesistenza originaria dell'oggetto in re.
  • La qualificazione della transnazionalità (aggravante) può trovare applicazione anche nei confronti dei reati-fine di un'associazione, quando l'attività criminale si svolge o è organizzata su più Stati e è dimostrata la capacità di procurare forniture e canali internazionali.
  • Le eccezioni generiche circa la incompletezza o la mancata acquisizione di specifici file/intercettazioni sono, in Cassazione, spesso inammissibili se non corredate dall'indicazione puntuale degli atti e della rilevanza di ciascun elemento mancante.
  • La determinazione della pena richiede motivazione puntuale e individualizzata: il giudice deve esplicitare la pena base, motivare gli eventuali scostamenti dal minimo/medio edittale, giustificare l'applicazione delle aggravanti, di eventuali aumenti per continuazione e l'eventuale esclusione o negazione delle attenuanti generiche; la mancata specificazione può comportare annullamento e rinvio.
  • Per contestare l'attribuzione di utenze o l'identificazione di persone sulla base di elementi tecnici, la difesa deve proporre censure specifiche e circostanziate; mere affermazioni generiche di "travisamento" risultano, salvo elementi nuovi e concreti, difficilmente idonee a vincere il convincimento del giudice di legittimità.

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