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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 6727/2025 del 18/02/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorso denunciava che la Corte di appello aveva dichiarato inammissibile la richiesta di applicazione di una pena sostitutiva ai sensi dell'art. 20-bis cod. pen. e della legge n. 689/1981, perché la richiesta era stata ribadita in udienza da un sostituto del difensore privo di procura speciale. Il difensore dell'imputato sosteneva invece che la richiesta era stata correttamente formulata nei motivi aggiunti depositati da un procuratore speciale munito di procura speciale, per cui l'istanza non poteva essere rigettata per illegittimità del soggetto proponente.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato. Ha chiarito che la riforma (art. 95 d.lgs. n. 150/2022 e art. 20-bis cod. pen.) è applicabile ai processi in corso e che l'applicabilità delle pene sostitutive in appello richiede una richiesta dell'imputato (anche tramite motivi nuovi o in udienza). Ha inoltre precisato che, se la procura speciale era già stata utilizzata dal procuratore speciale nel deposito dei motivi aggiunti per chiedere la pena sostitutiva, la successiva ribadizione in udienza da parte di un sostituto privo di procura speciale non poteva giustificare il rigetto dell'istanza, perché l'atto per cui la procura speciale era stata conferita era già stato compiuto. Per questi motivi la sentenza impugnata è stata annullata limitatamente alla questione dell'applicazione dell'art. 20-bis cod. pen., e la causa è stata rinviata ad altra sezione della Corte di appello di Lecce per nuovo giudizio.

Norme richiamate

  • art. 20-bis cod. pen.

    Indica le tipologie di pene sostitutive applicabili alle pene detentive brevi (semilibertà sostitutiva, detenzione domiciliare sostitutiva, lavoro di pubblica utilità, pena pecuniaria). La Corte ha valutato l'applicabilità di queste disposizioni in appello se l'imputato ne abbia fatto richiesta.

  • d.lgs. n. 150 del 2022, art. 95

    Stabilisce la retroattività della riforma ("riforma Cartabia") sulle pene sostitutive ai processi in corso alla data di entrata in vigore; deve essere contemperata col principio devolutivo dell'art. 597 c.p.p.

  • legge n. 689 del 1981

    Disciplina le pene sostitutive concretamente applicabili (richiamata dall'art. 20-bis cod. pen.).

  • art. 597, comma 1, cod. proc. pen.

    Principio devolutivo: per emettere una pronuncia diversa in appello rispetto al primo grado è necessaria la relativa richiesta dell'imputato; la Corte ricorda che la domanda di applicazione della pena sostitutiva deve essere effettivamente avanzata dall'imputato (anche tramite motivi aggiunti o in udienza).

  • art. 585, comma 4, cod. proc. pen.

    Consente di proporre motivi nuovi (motivi aggiunti) in appello quando ancora possibile; la Corte segnala che la richiesta può essere formulata anche con questo strumento.

  • art. 545-bis cod. proc. pen.

    Stabilisce che il consenso alla pena sostitutiva diversa da quella pecuniaria deve essere prestato personalmente dall'imputato o da un procuratore speciale; la Corte precisa che tale consenso può essere già stato espresso mediante atto depositato dal procuratore speciale.

  • art. 593, comma 3, cod. proc. pen.

    Rilevante perché la sentenza che riconosce la sostituzione della pena è inappellabile; giustifica la necessità del consenso consapevole dell'imputato.

  • art. 4 CEDU

    Richiamato in relazione al divieto di lavori forzati/obbligatori, motivo per cui per il lavoro di pubblica utilità è necessario il consenso dell'imputato.

Massime di principio

  • La richiesta di applicazione di pene sostitutive in appello deve provenire dall'imputato; può essere proposta nei motivi di gravame, con motivi aggiunti (art. 585 c.p.p.) o, al più tardi, in udienza di discussione.
  • Il consenso alla pena sostitutiva (diversa da quella pecuniaria) deve essere prestato personalmente dall'imputato o tramite procuratore speciale: se il procuratore speciale ha già formulato e depositato la richiesta, la successiva reiterazione in udienza da parte di un sostituto privo di procura speciale non legittima automaticamente il rigetto dell'istanza.
  • La riforma sulle pene sostitutive (d.lgs. n. 150/2022, art. 95) si applica ai processi in corso alla data di entrata in vigore; tuttavia la sua applicazione in sede d'appello è subordinata alla presentazione della relativa istanza da parte dell'imputato.
  • Se la procura speciale è stata validamente esercitata mediante atto scritto depositato (es. motivi aggiunti contenenti il consenso), il giudice deve valutare l'istanza senza rigettarla per mere carenze formali del difensore intervenuto in udienza.
  • In caso di rigetto giudicato illegittimo della richiesta di pena sostitutiva per questioni di legittimazione del difensore, è possibile ottenere l'annullamento parziale e il rinvio per un nuovo esame della richiesta.

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