Cassazione Penale, Sentenza n. 24112/2022 del 22/06/2022
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione in cassazione dell'ordinanza del Tribunale di Pescara che non convalidava l'arresto in flagranza per i reati indicati (ex artt. 99, 56, 624-bis, 625, co. 1, n. 2, c.p.). Il Procuratore ha denunciato violazione di legge con riferimento agli artt. 381 e 382 c.p.p., sostenendo che sussistesse lo stato di flagranza o, in alternativa, di quasi-flagranza al momento dell'arresto.
La decisione
Il ricorso è stato dichiarato inammissibile perché manifestamente infondato. La Corte ha confermato che non sussisteva la flagranza e neppure la quasi-flagranza: l'arresto è stato attuato dagli operanti sulla base delle indicazioni fornite da terzi (Silvestri e Di Marco) e della vittima/segnalazione dalla videosorveglianza, senza che gli agenti avessero una immediata e autonoma percezione delle tracce del reato collegabili in modo inequivoco all'indiziato. Pur essendovi stato un inseguimento compiuto da un terzo (Silvestri), tale inseguimento si era interrotto e non vi era continuità tale da integrare la quasi-flagranza; quindi la non convalida dell'arresto è corretta.
Norme richiamate
Definisce unitariamente lo stato di flagranza distinguendo flagranza e quasi-flagranza; la quasi-flagranza richiede l'immediata e autonoma percezione, da parte di chi procede all'arresto, di tracce del reato e del loro collegamento inequivocabile con l'indiziato.
Richiamato nella doglianza del ricorrente come norma procedurale rilevante per i vizi denunciati; la Corte ha ritenuto che non vi sia violazione di legge ai sensi di detta norma poiché i presupposti di flagranza/quasi-flagranza non sussistevano.
artt. 99, 56, 624-bis, 625, co. 1, n. 2, c.p.
Norme penali richiamate per definire i reati contestati nel procedimento di merito; la decisione di inammissibilità riguarda l'assenza di condizioni di flagranza rispetto all'arresto, non la valutazione del fatto sostanziale.
Giurisprudenza della Corte di Cassazione (orientamenti su flagranza e quasi-flagranza)
Richiamati numerosi precedenti che precisano: la quasi-flagranza sussiste solo se l'arresto segue immediatamente l'intervento scaturito dalla diretta percezione delle tracce del reato; non è sufficiente l'informazione resa da vittime o terzi a meno che non sussista continuità temporale e percettiva fino all'arresto.
Massime di principio
- La flagranza richiede che l'autore venga colto nell'atto stesso di commettere il reato o che vi sia stretta contiguità temporale tra condotta e intervento degli operanti.
- La cosiddetta quasi-flagranza si configura solo se gli operanti hanno una immediata e autonoma percezione delle cose o delle tracce del reato e del loro collegamento inequivocabile con l'indiziato; informazioni esclusivamente fornite da vittime o terzi non bastano.
- Se un privato o una vittima inseguono il sospetto, la continuità dell'inseguimento fino all'arrivo della polizia può integrare la condizione di quasi-flagranza, ma l'interruzione del contatto o la perdita di vista del sospetto interrompe tale continuità e impedisce la configurazione della quasi-flagranza.
- L'arresto operato sulla base di segnalazioni ricevute dalla centrale, senza percezione autonoma da parte degli agenti delle tracce del reato, è vulnerabile e può non essere convalidato dal giudice.
- Nelle valutazioni di legittimità il rispetto della distinzione tra percezione autonoma degli operanti e semplice acquisizione di informazioni da terzi è decisivo: il requisito temporale della 'immediatezza' e della 'assenza di soluzione di continuità' è centrale.
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