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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 32036/2025 del 26/09/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Squillante era stato condannato per appropriazione indebita del reddito di cittadinanza ai sensi dell'art. 4 del d.l. n. 4/2019 (conv. con legge n. 26/2019) per false dichiarazioni. Ha impugnato la sentenza per cassazione denunciando: omissione di motivazione sull'elemento soggettivo contestato in appello; mancata considerazione dell'eccezione sulla presunta ambiguità del modulo di domanda (in particolare riguardo alla dichiarazione sulla sussistenza di misure cautelari personali); e vizio di motivazione per presunta incertezza normativa che avrebbe impedito di comprendere i requisiti per ottenere il beneficio.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto i motivi generici e privi di specificità: la normativa (in particolare l'art. 2, comma 1, lett. c-bis del d.l. n. 4/2019) è sufficientemente chiara nel considerare ostativa la sussistenza di misure cautelari personali, sicché l'elemento soggettivo della frode sussiste; l'ignoranza dei requisiti è scusabile solo se inevitabile ai sensi dell'art. 5 c.p.; inoltre il ricorrente non ha indicato parti precise del modulo o del testo normativo sull'oscurità dedotta. Conseguentemente, il ricorso è dichiarato inammissibile, il ricorrente è condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di € 3.000,00 alla Cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • d.l. n. 4 del 2019 (conv. con legge n. 26 del 2019), art. 4

    Norma che configura il reato per l'appropriazione indebita del reddito di cittadinanza ottenuto mediante false dichiarazioni; la condanna del ricorrente si fonda su tale disposizione.

  • d.l. n. 4 del 2019, art. 2, comma 1, lett. c-bis

    Prevede che la mancata sottoposizione a misura cautelare personale è requisito informativo per l'accesso al beneficio; la Corte ha ritenuto il testo sufficientemente chiaro da escludere l'ignoranza inevitabile e quindi integra l'elemento soggettivo della frode se false sono le dichiarazioni.

  • d.l. n. 4 del 2019, art. 7

    Richiamato come disciplina collegata al reato; l'art. 2 integra la disciplina del reato ricompreso nell'art. 7 del decreto.

  • codice penale, art. 5

    Regime dell'ignoranza delliceità della norma: l'ignoranza è scusabile solo se inevitabile; la Corte ha applicato questo principio per escludere la scusabilità dell'ignoranza del ricorrente.

  • codice di procedura penale, art. 616

    Stabilisce le conseguenze in caso di declaratoria di inammissibilità del ricorso; la Corte ha disposto il pagamento delle spese e il versamento di una somma alla Cassa delle ammende (fissata in € 3.000,00).

  • Sentenza Corte costituzionale 13 giugno 2000, n. 186

    Riferimento utilizzato per valutare la responsabilità della parte nella determinazione della causa di inammissibilità; la Corte ha ritenuto non sussistenti elementi che giustificassero l'esclusione della condanna al versamento, applicando il principio richiamato.

Massime di principio

  • I motivi di cassazione devono essere specifici e indicare esattamente le parti di norma o di atti (es. parti del modulo) contestate; la genericità porta all'inammissibilità.
  • L'ignoranza della norma extrapenale che esclude il beneficio (es. requisiti per il reddito di cittadinanza) è scusabile solo se inevitabile: soglia probatoria elevata ai sensi dell'art. 5 c.p.
  • Se il testo normativo è chiaro (come ritenuto per l'art. 2, comma 1, lett. c-bis), il richiedente è presumibilmente consapevole dell'ostatività e la falsa dichiarazione integra il dolo richiesto per il reato.
  • Per contestare l'ambiguità di un modulo o di una disposizione amministrativa è necessario indicare quale parte sia oscura e in che modo abbia concretamente impedito la comprensione; altrimenti la censura è generica.
  • In caso di inammissibilità del ricorso il giudice può imporre le spese e il pagamento alla Cassa delle ammende; la giurisprudenza costituzionale è richiamata per valutare l'eventuale esenzione da tali oneri, ma la prova della mancanza di colpa è a carico del ricorrente.

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