Cassazione Penale, Sentenza n. 45182/2022 del 28/11/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Colonia impugnava l’ordinanza che aveva rigettato il riesame avverso la custodia in carcere disposta dal G.I.P. per i reati di detenzione e porto illegale di arma comune da sparo aggravati dalla modalità/connessone mafiosa (art. 416 bis.1 c.p.). Il ricorso articolava tre censure principali: (1) inutilizzabilità delle intercettazioni ai sensi dell’art. 270 c.p.p. perchè emerse da captazioni autorizzate per altri indagati e per altri reati; (2) insufficienza degli elementi a comprovare la finalità di "agevolazione" dell’associazione mafiosa ai sensi dell’art. 416 bis.1 c.p.; (3) erronea valutazione circa la quantità/dimestichezza dell’arma e mancata considerazione della possibilità di misure meno afflittive (arresti domiciliari) tenuto conto della presunzione ex art. 275, comma 3 c.p.p. e della vita lavorativa del ricorrente.
La decisione
La Corte ha rigettato il ricorso ritenendolo infondato o inammissibile. Sull’uso delle intercettazioni ha ritenuto applicabile una nozione sostanziale di "diverso procedimento": le captazioni erano utilizzabili perché il Colonia risultava già indagato nel filone investigativo e le conversazioni rilevavano il suo coinvolgimento nelle dinamiche camorristiche e il possesso/abitudine a girare armato. Quanto alle esigenze cautelari, la Corte ha richiamato la presunzione relativa dell’art. 275, comma 3 c.p.p. per i delitti aggravati, che, non essendo stata superata da elementi specifici nel caso concreto, giustificava la custodia in carcere. Conseguentemente il rigetto del ricorso, condanna del ricorrente alle spese processuali e comunicazione del provvedimento al direttore dell’istituto penitenziario ai sensi dell’art. 94 disp. att. c.p.p.
Norme richiamate
Divieto di utilizzazione delle intercettazioni in "diverso procedimento": la Corte interpreta la nozione di procedimento diverso in senso sostanziale, richiedendo l'assenza di nesso storico o investigativo tra i fatti; nel caso le intercettazioni sono ritenute utilizzabili perché il Colonia risultava indagato nel medesimo filone investigativo
art. 275, comma 3 cod. proc. pen.
Presunzione relativa di attualità e concretezza delle esigenze cautelari (adeguatezza della custodia in carcere) per i delitti ivi indicati; la presunzione, essendo speciale, prevale e può essere superata solo con elementi specifici che nel caso non sono stati acquisiti
Norma generale sulle misure cautelari e loro graduazione; richiamata per confronto con la presunzione speciale di cui all'art. 275, comma 3
Strumento del riesame sul provvedimento cautelare: il ricorso ex art. 309 è stato proposto e il Tribunale della Libertà ha rigettato la richiesta di riesame, decisione confermata in cassazione
Aggravante per modalità o connessione mafiosa: la Corte ha ritenuto che il possesso e l'abitudine a girare armato fossero strumentali e idonei ad agevolare l'attività dell'associazione di stampo mafioso di riferimento
Rinvio per la nozione di nesso tra reati: la valutazione del collegamento tra fatti ai fini della utilizzabilità delle intercettazioni viene ricondotta alla verifica del nesso ai sensi di questa norma
Richiamato nel ricorso in tema di collegamento investigativo; la Corte non ha ritenuto che un generico "collegamento" superasse la questione dell'utilizzabilità ove l'indagato risultava già coinvolto nel medesimo filone
Norma citata dal ricorrente in tema di motivazione/atto di riesame; la Corte ha ritenuto la motivazione del Tribunale chiara e sufficiente
art. 125 e art. 616 cod. proc. pen.
Art.125 richiamato in tema di chiusura delle conclusioni; art.616 richiamato per la condanna alle spese processuali del ricorrente
art. 94, comma 1-ter, disp. att. cod. proc. pen.
Norma procedurale per comunicazioni al direttore dell'istituto penitenziario: il provvedimento va trasmesso alla direzione per gli adempimenti previsti
Massime di principio
- Le intercettazioni autorizzate in relazione a un filone investigativo possono essere utilizzate anche per fatti emergenti durante le captazioni se l'indagato è comunque riconducibile al medesimo filone: la nozione di "procedimento diverso" è sostanziale e richiede l'assenza di nesso storico o investigativo.
- La presunzione relativa di adeguatezza della custodia in carcere prevista dall'art. 275, comma 3 c.p.p. per delitti aggravati di tipo mafioso prevale sulla regola generale di graduazione delle misure: per ottenere misure meno afflittive occorrono elementi specifici e concreti che superino tale presunzione.
- La mera esibizione di documenti attestanti attività lavorativa o dichiarazioni di buona condotta non è in genere sufficiente a escludere l'adeguatezza della custodia in carcere quando sussistono precedenti specifici, pendenze e gravi indizi di pericolosità.
- Per configurare l'aggravante di "modalità o connessione mafiosa" è necessario dimostrare che la condotta (es. possesso/porto d'arma) sia idonea o diretta ad agevolare l'associazione; captazioni ambientali che evidenzino inserimento nell'organizzazione e uso dell'arma possono essere ritenute idonee a tale valutazione.
- Chi impugna per inutilizzabilità di intercettazioni in ragione di presunti "procedimenti diversi" deve provare l'assenza di qualsiasi collegamento storico o investigativo tra le indagini originarie e il fatto emerso; la mancanza di tale prova rende difficile il successo del ricorso.
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