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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 16753/2023 del 20/04/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza di riesame che aveva confermato il sequestro preventivo disposto dal GIP sull'intero capitale sociale e patrimonio aziendale delle società Nemesis s.r.l., Eurotrasp s.r.l., Prininvest s.r.l. e Green Wind s.r.l., nonché il sequestro diretto dei beni ceduti dalla A.L.V. Principato s.r.l. (e in subordine sequestro per equivalente fino a euro 785.313). L'accusa: operazioni simulate e fraudolente di alienazione di patrimonio societario per sottrarsi al pagamento di imposte (art. 11 d.lgs. 74/2000). Il ricorrente deduceva carenza e apparenza di motivazione rispetto al fumus boni iuris in ordine alla simulazione/frode delle alienazioni e contestava la mancanza di motivazione circa la prognosi di pericolosità (rischio di dispersione/modifica del compendio sequestrato) ai sensi dell'art. 321 c.1 c.p.p.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per mancanza del requisito del concreto interesse all'impugnazione: Principato Leonardo, pur essendo indagato, non risultava titolare del capitale sociale delle società colpite dal sequestro né aveva dedotto/ allegato che beni di sua proprietà fossero stati attinti dal vincolo. Il secondo motivo (mancata motivazione sulla prognosi di pericolosità) è stato ritenuto assorbito. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e alla somma di euro 3.000 a favore della cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 23 comma 8, d.l. n. 137 del 2020

    Norma richiamata per la disciplina procedurale del trattamento del ricorso (regime speciale di trattazione).

  • art. 81 e art. 110 cod. pen.

    Riferimento alla concorso di persone nel reato; gli articoli definiscono la responsabilità per concorso e l'aggiunta di più atti nel medesimo disegno criminoso.

  • art. 11, comma 1, seconda parte, d.lgs. n. 74 del 2000

    Norma che disciplina le fattispecie di reato tributario contestate (evasione fiscale) e i relativi profili di responsabilità penale; da cui deriva l'accusa di sottrazione a obblighi tributari mediante operazioni fraudolente.

  • art. 240 e art. 321 cod. proc. pen.

    Art. 240 (sequestro preventivo) e art. 321 (misure cautelari reali) invocati per giustificare il sequestro dell'intero capitale sociale e del patrimonio aziendale quale strumento idoneo ad evitare l'aggravamento o la protrazione delle conseguenze del reato.

  • art. 12-bis d.lgs. n. 74 del 2000

    Norma sul sequestro del profitto del reato in materia tributaria, applicata per individuare i beni riconducibili al profitto delle cessioni contestate.

  • art. 322 e art. 322-bis cod. proc. pen.

    Norme specifiche sulle impugnazioni dei sequestri preventivi che individuano chi è legittimato ad impugnare le misure reali (imputato, detentore, titolare del diritto di restituzione).

  • art. 568, comma 4 e art. 591, comma 1, lett. a, cod. proc. pen.

    Norme generali sulle impugnazioni che richiedono il concreto interesse all'impugnazione: l'interesse si traduce nella prospettabilità della restituzione del bene sottoposto a vincolo.

  • art. 125, comma 3, cod. proc. pen.

    Richiamato dal ricorrente in relazione alla motivazione della prognosi di pericolo; la Corte ha ritenuto la questione assorbita sulla base dell'inammissibilità per carenza di interesse.

  • Giurisprudenza richiamata: Sez. 3, n. 9947 del 20/01/2016

    Massima interpretativa sulla necessità che chi impugna un sequestro reale dimostri la relazione propria con la cosa sottoposta a vincolo e l'esistenza di un interesse concreto alla restituzione, pena l'inammissibilità.

Massime di principio

  • Per impugnare un sequestro preventivo 'reale' è necessario non solo essere astrattamente legittimati (es. indagato) ma dimostrare un interesse concreto: occorre provare il rapporto diretto tra l'impugnante e i beni sottoposti a vincolo (titolarità, detenzione o diritto alla restituzione).
  • Il giudice della cassazione su questioni di impugnabilità verifica preliminarmente la sussistenza dell'interesse alla vittoria dell'azione restitutoria: l'assenza di allegazioni probatorie sulla titolarità/relazione con i beni comporta inammissibilità del ricorso.
  • Nelle impugnazioni di sequestri patrimoniali collegati a reati tributari, il profitto confiscabile non coincide automaticamente con l'intero importo del debito tributario: il limite del sequestro è dato dal valore dei beni sottratti alla garanzia, salvo diversamente provato.
  • Quando si deduce carenza di motivazione (fumus boni iuris o prognosi di pericolo) è essenziale che il ricorrente espliciti e documenti il nesso tra le proprie specifiche deduzioni e i beni sequestrati; mere doglianze generiche sono inefficaci se manca l'interesse processuale.
  • Il giudice deve motivare in modo specifico la prognosi di pericolosità della libera disponibilità del bene (rischio di dispersione, alterazione, alienazione) se tale profilo è decisivo per il sequestro; tuttavia, la mancata discussione di questo punto può rimanere assorbita se il ricorso è inammissibile per carenza di interesse.
  • In contesti familiari o di gruppi societari occorre distinguere chiaramente tra controllo effettivo e formale titolarità: la mera riconducibilità familiare non sostituisce la prova della titolarità del capitale sociale ai fini dell'impugnazione del sequestro.

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