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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 49256/2022 del 27/12/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione della sentenza di patteggiamento che ha disposto la confisca di telefonini e dispositivi informatici sequestrati. Il ricorrente deduce violazione dell'art. 240 c.p.p. e carenza di motivazione: il giudice non avrebbe spiegato se i beni furono utilizzati o destinati alla commissione del reato ovvero se costituissero prodotto o profitto del reato.

La decisione

La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha riconosciuto che, sebbene in materia di patteggiamento l'impugnazione sulla confisca sia ammessa entro limiti speciali, la motivazione del giudice, pur stringata, è stata sufficiente: il provvedimento ha indicato che la confisca è stata disposta ai sensi dell'art. 240, comma 1, c.p.p., in quanto i telefonini e i supporti informatici risultavano "cose utilizzate per commettere il reato"; da ciò si ricava il nesso di strumentalità con la condotta di cessione contestata. Conseguentemente il ricorso è inammissibile e il ricorrente è condannato alle spese processuali e al versamento di euro 3.000 alla cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 240 cod. proc. pen.

    Consente la confisca facoltativa di cose utilizzate per commettere il reato; la Corte ha ritenuto necessario il nesso di strumentalità concreto fra cosa e reato, non richiedendo l'indispensabilità dell'oggetto.

  • art. 448, comma 2-bis cod. proc. pen.

    Stabilisce limiti all'impugnabilità in Cassazione della sentenza di patteggiamento; la Corte precisa che, se la misura (es. confisca) è oggetto dell'accordo, il ricorso per cassazione è ammesso nei limiti di tale norma, altrimenti è ricorribile per vizio di motivazione ai sensi dell'art.606 c.p.p.

  • art. 606 cod. proc. pen.

    Disciplina i motivi di impugnazione per vizio di motivazione; richiamata come parametro generale quando la confisca non rientra nei limiti dell'accordo di patteggiamento.

  • art. 73, comma 5, D.P.R. 309/1990

    Norma sostanziale richiamata nel capo d'imputazione (delitti relativi agli stupefacenti) per i reati oggetto del patteggiamento.

  • Giurisprudenza (Sez. U., Savin; Sez. 2, Fortuna e altre pronunce)

    Sez. U. 21368/2019; Sez. 2 n.13915/2022; Sez. 2 n.10619/2020

    Principi consolidati: la sentenza di patteggiamento che applica una misura di sicurezza/confisca è ricorribile entro limiti specifici; l'obbligo motivazionale del giudice nella sentenza di patteggiamento è parametrato alla natura negoziale dell'atto e può essere più sintetico, purché risulti il nesso di strumentalità concreto fra bene e reato.

Massime di principio

  • In caso di patteggiamento il giudice deve motivare la confisca, ma la motivazione può essere più sintetica rispetto al processo ordinario, purché emerga con sufficiente chiarezza il nesso di strumentalità fra il bene e la commissione del reato.
  • La confisca facoltativa ex art. 240 c.p.p. richiede l'accertamento concreto di un rapporto strumentale tra l'oggetto e il reato; non è necessario dimostrare che l'oggetto sia stato 'indispensabile' per la commissione del reato.
  • L'impugnabilità in Cassazione delle sentenze di patteggiamento è regolata dall'art. 448, comma 2-bis: se la misura (es. confisca) è parte dell'accordo, il ricorso è ammesso nei limiti ivi previsti; altrimenti i vizi sono esaminati secondo le regole generali sul vizio di motivazione (art. 606 c.p.p.).
  • Una motivazione anche breve che dichiari chiaramente che i beni sono stati utilizzati per commettere il reato può essere considerata idonea a giustificare la confisca in sede di patteggiamento.
  • L'inammissibilità del ricorso può comportare condanne alle spese e sanzioni pecuniarie (es. versamento alla cassa delle ammende).

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