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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 29133/2024 del 18/07/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale di Ancona che aveva rigettato l'istanza di riesame contro il decreto di perquisizione e sequestro probatorio emesso dal pubblico ministero nei confronti di Shao Liwei. Il ricorrente contestava: 1) la mancanza dei presupposti per il sequestro e la finalità "puramente esplorativa" del decreto; 2) l'assenza di indicazione della condotta illecita con i relativi elementi essenziali; 3) l'omessa motivazione sul vincolo di pertinenzialità tra beni sequestrati e fatto di reato; 4) la violazione dei criteri di adeguatezza e proporzionalità nel sequestro indiscriminato di dispositivi informatici senza criteri di selezione e senza considerare misure meno invasive.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso infondato. Ha ritenuto che: il decreto del pubblico ministero non fosse meramente esplorativo poiché si innestava su indagini già emerse relative a fatture per operazioni inesistenti; il provvedimento richiamava informative e un precedente sequestro preventivo relativi all'indagata Hu Chunhui, con la quale il ricorrente aveva stretti rapporti, da cui discendeva la pertinenzialità dei beni sequestrati; la mancanza di una formale contestazione delle fattispecie non ne compromette la legittimità quando il decreto richiama sufficienti elementi di fatto emersi dalle indagini; quanto ai dispositivi informatici, la Corte ha ritenuto legittimo un sequestro esteso purché il decreto indichi i criteri di selezione, limiti temporali e la finalità probatoria, condizioni che nel caso concreto erano soddisfatte (criteri di selezione indicati e limite al tempo necessario per la copia forense). Di conseguenza, l'ordinanza del Tribunale di Ancona è stata confermata e il sequestro ritenuto legittimo.

Norme richiamate

  • art. 253 cod. proc. pen.

    Il giudice ha ritenuto che il decreto di perquisizione e sequestro contenesse sufficienti riferimenti di fatto e norme per individuare la finalità probatoria e la pertinenzialità dei beni, escludendo l'illegittimità per mera assenza di formale contestazione del reato

  • art. 275 cod. proc. pen.

    presente negli argomenti giurisprudenziali

    I principi di adeguatezza, proporzionalità e gradualità applicabili alle misure cautelari personali devono essere valutati anche per le misure reali; il sequestro probatorio deve rispettare questo bilanciamento

  • art. 611, comma 1-bis, cod. proc. pen. e art. 23, comma 8, d.l. 28/10/2020 n.137 (conv. in L. 18/12/2020 n.176)

    presente negli atti procedurali

    Norme procedurali che consentono la trattazione con contraddittorio scritto quando le parti non richiedono la discussione orale; il procedimento è stato trattato con contraddittorio scritto

  • art. 8 d.lgs. n. 74 del 2000

    presente negli atti (violazioni contestate poi con fermo)

    Riferimento alla normativa fiscale su cui si fondano le ipotesi di utilizzo ed emissione di fatture per operazioni inesistenti; elementi di indagine hanno collegato le attività contabili sequestrate a tali violazioni

  • art. 110 e art. 648-ter cod. pen.

    presente negli atti (reati richiamati)

    Riferimento alle fattispecie penali richiamate nel contesto investigativo: concorso e ricettazione/altre fattispecie richiamate nel fascicolo, utilizzate per motivare la ricerca probatoria

  • Convenzione europea dei diritti dell'uomo, Protocollo n.1 (diritto di proprietà) e giurisprudenza CEDU

    citazione giurisprudenziale nella motivazione

    La Corte ricorda che le limitazioni al diritto di proprietà per finalità pubbliche devono rispettare un equo bilanciamento e la proporzionalità; principi rilevanti nella valutazione del sequestro probatorio

Massime di principio

  • Un sequestro probatorio non è "puramente esplorativo" se è fondato su notizie di reato già emerse negli atti (informative, precedenti sequestri, elementi investigativi): in tal caso può essere legittimamente disposto anche su terzi in stretti rapporti con gli indagati
  • La mancanza di una formale e completa contestazione del reato nel decreto non invalida automaticamente il sequestro quando il provvedimento contiene riferimenti sufficienti agli elementi di fatto e agli atti investigativi che giustificano la ricerca probatoria
  • La pertinenzialità tra beni sequestrati e condotta illecita può essere desunta dalla relazione funzionale dei documenti e dei dispositivi con il reato oggetto d'indagine, soprattutto se emergono collegamenti con più soggetti e più compendi documentali
  • Il sequestro di dispositivi informatici può essere esteso e comprendere una massa di dati, ma il decreto deve motivare la necessità dell'approccio onnicomprensivo, indicare i criteri di selezione dei dati, prevedere limiti temporali e garantire la copia forense nel più breve tempo possibile per rispettare i principi di proporzionalità e adeguatezza
  • Il tribunale del riesame e la Cassazione non possono decidere sulla colpevolezza: il controllo è di compatibilità tra fattispecie concreta e normativa e di adeguatezza della motivazione, non un anticipato giudizio di merito sugli indizi di responsabilità
  • Se il soggetto sottoposto a sequestro ritiene il trattenimento dei beni o dei dati sproporzionato o non conforme ai criteri indicati, può chiedere la restituzione e avvalersi dei rimedi impugnatori; il tempo di trattenimento deve essere limitato a quanto necessario per le operazioni tecniche

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