Salta al contenuto
ordinanza_penale

Cassazione Penale, Ordinanza n. 26959/2026 del 16/07/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (parte civile)

La controversia

La sentenza di appello aveva confermato, in esito a giudizio abbreviato, la condanna dell'imputato per due episodi commessi il 13 luglio 2023 qualificati come rapina impropria. Il difensore ha proposto ricorso per cassazione deducendo: 1) violazione di legge per omessa riqualificazione della condotta come esercizio arbitrario delle proprie ragioni, assumendo che la persona offesa avesse riconosciuto l'esistenza di un debito tra le parti e che, secondo prassi, tale debito venisse estinto mediante dazione di merce; 2) errata qualificazione giuridica del fatto; 3) mancata valutazione della scriminante di cui all'art. 51 c.p. o, quantomeno, dell'errore putativo ex art. 47 c.p., nonché omessa valutazione dell'elemento soggettivo del reato. Le parti civili hanno depositato memoria con controdeduzioni e richiesta di liquidazione delle spese del grado.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto i motivi non specifici perché consistenti nella mera riproposizione di doglianze già dedotte in appello e già disattese con motivazione congrua, logica e conforme ai principi di diritto. Ha quindi confermato la qualificazione della condotta come rapina, escludendo la riqualificazione in esercizio arbitrario delle proprie ragioni e l'applicabilità della scriminante di cui all'art. 51 c.p. o dell'errore putativo di cui all'art. 47 c.p. Ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di euro 3.000 alla Cassa delle ammende. Ha inoltre rigettato la richiesta delle parti civili di liquidazione delle spese del grado, perché la relativa memoria è stata depositata oltre il termine di legge di 15 giorni previsto dall'art. 611, comma 1, c.p.p. e comunque non si trattava di memoria di replica.

Norme richiamate

  • art. 628, comma 2, c.p.

    La condotta contestata è stata correttamente qualificata come rapina impropria; la qualificazione è stata confermata dai giudici di merito e non superata dalle deduzioni difensive.

  • art. 393 c.p.

    Non era configurabile l'esercizio arbitrario delle proprie ragioni in luogo della rapina, secondo la valutazione dei giudici di merito richiamata dalla Corte.

  • art. 51 c.p.

    La scriminante dell'adempimento di un dovere o dell'esercizio di un diritto è stata esclusa sulla base della motivazione di merito.

  • art. 47 c.p.

    È stata esclusa anche la rilevanza dell'errore putativo invocato dalla difesa.

  • art. 611, comma 1, c.p.p.

    La richiesta di liquidazione delle spese delle parti civili è stata rigettata perché proposta oltre il termine di 15 giorni e non qualificabile come memoria di replica.

Massime di principio

  • È inammissibile il ricorso per cassazione che si limiti a reiterare censure già formulate in appello senza confrontarsi in modo specifico con la motivazione della sentenza impugnata.
  • La riqualificazione di una condotta da rapina a esercizio arbitrario delle proprie ragioni richiede una verifica rigorosa dei presupposti fattuali e giuridici; non può essere accolta quando la motivazione di merito esclude congruamente l'ipotesi alternativa.
  • Le scriminanti di cui agli artt. 51 e 47 c.p. devono trovare fondamento in una ricostruzione fattuale plausibile e specificamente dimostrata; in difetto, la qualificazione del fatto e la valutazione dell'elemento soggettivo restano ferme.
  • Nel giudizio di cassazione, le domande accessorie delle parti civili soggiacciono ai termini e alle forme previste dall'art. 611 c.p.p.; la loro tardività comporta il rigetto della richiesta.
  • La conferma della qualificazione giuridica del fatto da parte dei giudici di merito può implicare, per implicito, anche il rigetto delle censure sull'elemento soggettivo quando tali doglianze coincidono con quelle sulla tipicità della condotta.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniRapina
RamiProcesso penaleDelitti contro il patrimonio
IstitutiInutilizzabilità della prova

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.