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Cassazione Civile, Ordinanza n. 28292/2023 del 09/10/2023

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ACCOGLIMENTO CON RINVIO

Favorevole al ricorrente (convenuto)

La controversia

La controversia riguardava la domanda proposta da una Città Metropolitana per ottenere la restituzione di un dipinto, previa declaratoria negativa dell'esistenza di diritti altrui sul bene, oltre al risarcimento del danno. L'attrice assumeva che l'opera fosse di natura demaniale, mai sdemanializzata, e che fosse stata illegittimamente sottratta negli anni Sessanta e poi trasferita fino all'acquisto da parte del notaio nel 2014. Il convenuto, evocato in giudizio davanti al Tribunale di Bari, eccepiva l'incompetenza territoriale, sostenendo che per l'obbligazione di consegna/restituzione dovesse applicarsi l'art. 1182 c.c. e quindi il foro del luogo in cui il bene si trovava al sorgere dell'obbligazione; in ogni caso, indicava quale foro generale quello della sua residenza a Napoli. Con il ricorso per regolamento di competenza deduceva la violazione degli artt. 20 c.p.c. e 1182 c.c. per avere il giudice di merito radicato la competenza a Bari invece che a Napoli.

La decisione

La Corte ha preliminarmente respinto l'eccezione di inammissibilità del regolamento, osservando che le precedenti decisioni cautelari sulla competenza non avevano efficacia di giudicato e che l'ordinanza impugnata costituiva il primo provvedimento definitivo sulla competenza nel giudizio di merito. Nel merito, ha ritenuto fondata la censura del ricorrente: ha escluso l'applicabilità dell'art. 1182 c.c. al caso concreto, perché la domanda era una rivendica mobiliare fondata sulla pretesa proprietà demaniale del bene, non un semplice obbligo di restituzione sorto da un titolo obbligatorio venuto meno. Ha quindi affermato che, per l'azione di rivendicazione mobiliare, opera il solo foro generale delle persone fisiche o giuridiche, che nella specie coincideva con Napoli, luogo di residenza del convenuto. Ha anche rilevato che la domanda risarcitoria era accessoria rispetto alla rivendica e seguiva la stessa competenza. La Corte ha quindi accolto il ricorso, dichiarato la competenza del Tribunale di Napoli e rimesso le parti davanti a quel giudice, che dovrà decidere sul merito e sulle spese del regolamento.

Norme richiamate

  • art. 42 c.p.c.

    regolamento di competenza

    Il regolamento è ammissibile solo avverso un provvedimento definitivo sulla competenza nel giudizio di merito, non contro mere conferme di decisioni cautelari.

  • art. 47 c.p.c.

    eccezione di inammissibilità del regolamento

    L'eccezione è infondata se la decisione impugnata è il primo provvedimento definitivo sulla competenza.

  • art. 380-ter c.p.c.

    conclusioni del Pubblico Ministero

    Richiamato per il rito camerale del regolamento di competenza.

  • art. 20 c.p.c.

    foro facoltativo per le cause relative a diritti di obbligazione

    Non si applica alla rivendica mobiliare; la competenza va determinata secondo le regole ordinarie e, in particolare, il foro generale.

  • art. 1182 c.c.

    l'obbligazione di consegnare una cosa certa e determinata deve essere adempiuta nel luogo in cui si trovava la cosa quando l'obbligazione è sorta

    La norma opera quando l'obbligo di restituzione nasce dal venir meno di un titolo obbligatorio che legittimava la detenzione del bene, non quando la domanda è di rivendicazione della proprietà.

  • art. 18 c.p.c.

    foro generale delle persone fisiche

    Per la persona fisica convenuta, la competenza territoriale si radica nel luogo di residenza/domicilio, che nel caso concreto era Napoli.

  • art. 31 c.p.c.

    La competenza per la domanda accessoria segue quella della causa principale.

  • art. 32 c.p.c.

    vis attractiva della causa principale

    Le cause connesse attraggono la competenza territoriale della causa principale.

  • art. 36 c.p.c.

    La competenza della riconvenzionale segue quella della domanda principale.

  • art. 40 c.p.c.

    riunione delle cause separate

    Le cause connesse, se separate, devono essere riunite e trattate dal medesimo giudice competente per la causa principale.

Massime di principio

  • Nel giudizio di merito, il regolamento di competenza è esperibile solo contro un provvedimento che decida in modo definitivo sulla competenza; non sono impugnabili con tale rimedio le statuizioni rese in sede cautelare, prive di efficacia di giudicato.
  • Quando la domanda ha natura di rivendicazione mobiliare, la competenza territoriale si determina secondo il foro generale del convenuto e non attraverso il foro delle obbligazioni di consegna o restituzione.
  • L'art. 1182 c.c. sul luogo di adempimento dell'obbligazione di consegnare cosa certa e determinata si applica solo se la restituzione discende da un rapporto obbligatorio da cui il bene è legittimamente detenuto e poi deve essere restituito; non si estende alla domanda di rivendica fondata sul diritto di proprietà.
  • La domanda di risarcimento del danno strettamente accessoria alla domanda principale segue la competenza di quest'ultima, secondo la vis attractiva delle cause connesse.
  • In presenza di domande connesse, la competenza territoriale va radicata sulla causa principale, poiché la causa accessoria o riconvenzionale non può spostare il foro competente individuato per la domanda principale.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniCompetenzaPossesso
RamiProcesso civileDiritti reali
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiOnere della prova

Testo integrale

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