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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 31602/2026 del 19/08/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ACCOGLIMENTO SENZA RINVIO

Favorevole al ricorrente (imputato)

La controversia

Il Tribunale monocratico aveva dichiarato l'imputato responsabile della contravvenzione di cui all'art. 660 c.p., per avere commesso atti qualificati come petulanti ai danni della persona offesa, e lo aveva condannato a 200 euro di ammenda, oltre al risarcimento del danno in favore della parte civile, subordinando la sospensione condizionale della pena a tale pagamento. Con il ricorso per cassazione l'imputato deduceva: 1) violazione dell'art. 660 c.p. e vizio di motivazione, sostenendo che mancava l'elemento della petulanza, perché il fatto sarebbe consistito in un episodio isolato, estemporaneo e non in una condotta pressante, ripetitiva e insistente; 2) violazione dell'art. 131-bis c.p. e vizio di motivazione, contestando il diniego della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto, che il giudice di merito avrebbe fondato su valutazioni di riprovevolezza morale e sociale della condotta invece che sull'obiettiva esiguità dell'offesa, e rilevando una presunta contraddittorietà rispetto alla pena irrogata e al modesto importo del risarcimento, nonché alla giovane età dell'imputato e alle scuse presentate prima del dibattimento.

La decisione

La Corte di cassazione ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata perché la contravvenzione contestata era estinta per intervenuta remissione di querela, validamente proposta dalla persona offesa e accettata dall'imputato. Ha ritenuto che non emergessero altre cause di proscioglimento più favorevoli ex art. 129, comma 2, c.p.p. e ha eliminato le statuizioni civili, travolte dall'estinzione del reato. Ha inoltre condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • art. 660 c.p.

    La contravvenzione è stata ritenuta procedibile a querela e poi estinta per remissione della querela validamente presentata e accettata.

  • art. 131-bis c.p.

    Il ricorrente lo invocava per la particolare tenuità del fatto, ma la decisione non vi entra nel merito perché il reato viene dichiarato estinto per remissione di querela.

  • art. 129, comma 2, c.p.p.

    In presenza di estinzione del reato per remissione di querela, la Corte deve verificare se emergano cause di proscioglimento più favorevoli, ma qui ha escluso che vi fossero elementi per farlo.

  • art. 340, comma 4, c.p.p.

    In mancanza di diversa pattuizione, le spese processuali sono poste a carico del querelato.

Massime di principio

  • Quando, nel giudizio di cassazione, interviene una valida remissione di querela accettata dall'imputato, il reato si estingue e la Corte deve pronunciare annullamento senza rinvio.
  • L'estinzione del reato per remissione di querela travolge le statuizioni civili collegate alla condanna penale, anche se il ricorso presenti profili di inammissibilità.
  • Prima di dichiarare l'estinzione, la Corte deve verificare ex art. 129, comma 2, c.p.p. se risultino evidenti cause di proscioglimento più favorevoli; in assenza di esse, prevale la causa estintiva sopravvenuta.
  • In difetto di diversa regolazione tra le parti, le spese processuali restano a carico del querelato quando il reato si estingue per remissione di querela.

Come è indicizzato

MaterieResistenza e oltraggio a pubblico ufficiale
RamiReati contro la PA
IstitutiPrescrizione del reato

Testo integrale

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