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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 42663/2023 del 19/10/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza che aveva applicato la disciplina del reato continuato tra sentenze emesse dalla Corte d'appello di Napoli (27/05/2020) e dalla Corte d'appello di Roma (12/02/2018). Il ricorrente deduceva violazione di legge e illogicità della motivazione relativamente al calcolo della pena complessiva, segnatamente per l'incremento riconosciuto al reato-satellite risultante dalla sentenza della Corte d'appello di Roma, denunciando l'assenza di una motivazione specifica e l'omessa esplicitazione dei criteri adottati per quantificare l'aumento di pena

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato. Ha annullato l'ordinanza impugnata limitatamente al profilo del trattamento sanzionatorio e ha disposto il rinvio alla Corte d'appello di Napoli, per nuovo giudizio in diversa composizione (a norma della sentenza Corte cost. n.183/2013), affinché venga esplicitata e motivata in modo puntuale la ragione dell'incremento di pena applicato al reato-satellite di cui alla sentenza del 12/02/2018. Gli altri profili del provvedimento non sono stati riformati

Norme richiamate

  • D.P.R. 309/1990, art. 73

    Norma sostanziale sui delitti relativi a sostanze stupefacenti; citata per identificare la natura dei reati valutati e le pene inflitte nelle sentenze presidiate

  • D.P.R. 309/1990, art. 74

    Norma che disciplina, tra l'altro, il concorso di reati in materia di stupefacenti; richiamata per il quadro fattuale delle condanne oggetto di continuazione

  • Codice penale, art. 31

    Stabilisce il limite legale per l'aumento delle pene nella continuazione (il triplo della pena-base). La Corte ha ricordato che il rispetto formale di tale limite non esime il giudice dall'obbligo di motivare specificamente ogni incremento per i reati-satellite

  • Corte costituzionale, sent. n.183/2013

    Richiama l'obbligo di rinnovazione del giudizio in diversa composizione del giudice dell'esecuzione quando la Cassazione annulli l'ordinanza, per garantire imparzialità e corretto riesame

  • Giurisprudenza della Corte di Cassazione (Sez. U, n. 47127/2021, Pizzone e altre pronunce richiamate)

    Principio consolidato che il giudice dell'esecuzione deve individuare il reato più grave, stabilire la pena-base e motivare distintamente l'aumento di pena per ciascun reato-satellite, in misura tale da permettere il controllo della proporzione tra le pene e l'esclusione di un cumulo materiale surrettizio

Massime di principio

  • Il giudice che ridetermina la pena per reato continuato deve indicare il reato più grave, fissare la pena-base e motivare separatamente l'aumento attribuito a ciascun reato-satellite
  • La mera osservanza del limite legale (es. il triplo della pena-base) non esonera il giudice dall'obbligo di fornire una motivazione specifica e comprensibile per ogni incremento applicato
  • La motivazione deve consentire di verificare la proporzionalità degli aumenti rispetto alle singole fattispecie satelliti e rispetto agli altri illeciti accertati, per escludere un cumulo materiale di pene
  • La mancanza di motivazione sugli incrementi può determinare l'annullamento dell'atto e il rinvio ad altro giudice dell'esecuzione, ai sensi della giurisprudenza costituzionale
  • In situazioni analoghe, il difensore deve contestare puntualmente l'entità degli aumenti non motivati; il giudice dell'esecuzione, sul rinvio, dovrà esplicitare i criteri di quantificazione adottati

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