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Sentenza

Sentenza n. 346/2026 - Brescia, Sezione 1

per l'annullamento - del decreto del Questore di Bergamo di data 6 maggio 2022, notificato il 16 maggio 2022, con il quale è stato revocato il permesso di soggiorno di lungo periodo, ed è stata comunicata la possibilità di ottenere un permesso di soggiorno ordinario;

Giustizia amministrativa202200592

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lombardia - Brescia, Sez. ISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: decreto del Questore di Bergamo di revoca del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo, con comunicazione della possibilità di ottenere un permesso di soggiorno ordinario

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (cittadino straniero)

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente ha impugnato la revoca del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo, rilasciato nel 2007, disposta in ragione di una condanna penale irrevocabile per il delitto di atti persecutori. Ha dedotto, da un lato, la violazione dell'art. 10-bis l. n. 241/1990, sostenendo che l'amministrazione non avesse considerato le osservazioni presentate nel procedimento; dall'altro, la violazione dell'art. 9 d.lgs. n. 286/1998, lamentando che il provvedimento fosse fondato su un automatismo tra condanna penale e perdita del titolo, senza una valutazione individualizzata della pericolosità sociale e della situazione personale. In particolare, il ricorrente ha evidenziato il radicamento ultraventennale in Italia, la presenza di figli minori, l'inserimento familiare e lavorativo, l'assenza di reiterazione delittuosa e l'assenza di un pericolo attuale per la collettività. Ha inoltre richiamato una precedente sentenza del TAR che aveva annullato un primo provvedimento di revoca per violazione delle garanzie partecipative.

La decisione

Il TAR ha accolto congiuntamente i motivi e annullato il decreto di revoca. L'art. 9, comma 4, d.lgs. n. 286/1998, letto insieme al comma 7, non consente di fondare il diniego o la revoca del permesso UE per soggiornanti di lungo periodo sul solo dato della condanna penale. È necessario un giudizio concreto sulla pericolosità per l'ordine pubblico o la sicurezza dello Stato, accompagnato da una motivazione articolata che consideri la gravità concreta del reato, le modalità della condotta, l'entità della pena e gli ulteriori elementi rilevanti, nonché la durata del soggiorno e l'inserimento sociale, familiare e lavorativo dello straniero. Nel caso concreto, il Questore aveva valorizzato esclusivamente la condanna, omettendo ogni valutazione sulla concreta gravità del fatto e sul complessivo radicamento dell'interessato. È stato pertanto ravvisato un difetto di motivazione. L'annullamento è disposto salvo il riesercizio del potere amministrativo nei limiti indicati dalla sentenza e dall'art. 10-bis l. n. 241/1990. Le spese di lite sono state integralmente compensate per la particolarità della controversia.

Norme richiamate

  • art. 9, comma 4, d.lgs. n. 286/1998

    Il permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo non può essere rilasciato agli stranieri pericolosi per l'ordine pubblico o la sicurezza dello Stato. [...] Ai fini dell'adozione di un provvedimento di diniego di rilascio del permesso di soggiorno di cui al presente comma il questore tiene conto altresì della durata del soggiorno nel territorio nazionale e dell'inserimento sociale, familiare e lavorativo dello straniero.

    Il diniego e la revoca del permesso UE per soggiornanti di lungo periodo richiedono un giudizio concreto di pericolosità e una motivazione individualizzata; la sola esistenza di condanne penali non determina automaticamente la perdita del titolo.

  • art. 9, comma 7, d.lgs. n. 286/1998

    Il permesso è revocato quando mancano o vengono a mancare le condizioni per il rilascio.

    La revoca presuppone l'accertamento della sopravvenuta mancanza delle condizioni sostanziali per il rilascio, da effettuare alla luce dei criteri di valutazione individualizzata previsti dal comma 4.

  • art. 10-bis l. n. 241/1990

    L'eventuale riesercizio del potere successivo all'annullamento deve avvenire nel rispetto delle garanzie partecipative previste dal preavviso di rigetto e della valutazione delle osservazioni dell'interessato.

Massime di principio

  • La revoca del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo non può essere adottata per il solo fatto che lo straniero abbia riportato una condanna penale; occorre accertare in concreto la pericolosità per l'ordine pubblico o la sicurezza dello Stato.
  • Nel valutare la revoca di un permesso UE per soggiornanti di lungo periodo, l'amministrazione deve considerare e motivare, oltre alla condanna, la concreta gravità del reato, le modalità della condotta, l'entità della pena e ogni altro elemento rilevante ai fini della pericolosità sociale.
  • La motivazione della revoca deve valutare il complessivo inserimento dello straniero, considerando almeno la durata del soggiorno nel territorio nazionale e l'inserimento sociale, familiare e lavorativo; l'omissione di tale valutazione integra difetto di motivazione.
  • L'annullamento giudiziale della revoca non impedisce il riesercizio del potere, ma impone all'amministrazione di procedere nuovamente nel rispetto dei limiti conformativi della decisione e delle garanzie partecipative previste dall'art. 10-bis l. n. 241/1990.

Come è indicizzato

MateriePermesso di soggiornoPartecipazione al procedimentoMotivazione del provvedimento
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcedimento amministrativo
SottomaterieDiniego e revoca per precedenti penaliLegami familiari e radicamento
IstitutiDifetto di motivazioneDiscrezionalità amministrativa e tecnicaPartecipazione procedimentaleEffetto conformativo e riedizione del potere

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