Cassazione Penale, Ordinanza n. 08137/2026 del 02/03/2026
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente (amministrazione penitenziaria)
La controversia
Un detenuto ristretto presso la casa circondariale di L'Aquila ha proposto personalmente reclamo avverso il diniego della Direzione dell'istituto a consentirgli di ricevere, tramite pacco ordinario, cibi vietati da un ordine di servizio interno adottato in ossequio a una circolare del DAP. Il giudice di sorveglianza ha qualificato la doglianza come reclamo generico, ritenendo che la pretesa non involgesse un diritto soggettivo tutelato nei rapporti con l'amministrazione penitenziaria. Il ricorrente ha contestato tale qualificazione giuridica, sostenendo la sussistenza della lesione di un diritto e quindi l'erroneità della qualificazione come reclamo generico.
La decisione
La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso, rilevando che l'impugnazione era stata proposta personalmente dal detenuto e che, nella specie, la contestazione riguardava la qualificazione giuridica della domanda contro il diniego dell'amministrazione penitenziaria. Ha quindi applicato la declaratoria de plano di inammissibilità ex art. 610, comma 5-bis, c.p.p., con condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende, non essendo emersi elementi idonei a escludere la colpa nella proposizione del ricorso.
Norme richiamate
art. 35, comma 1, n. 5, ord. pen.
La pretesa del detenuto, non riconducibile a una situazione di diritto soggettivo tutelata e non rientrante nelle previsioni di legge sulla tutela giurisdizionale, va qualificata come reclamo generico.
art. 666, comma 2, cod. proc. pen.
È richiamato per il profilo di competenza nella trasmissione degli atti alla Corte di cassazione.
art. 610, comma 5-bis, cod. proc. pen.
Consente la declaratoria di inammissibilità con procedura de plano del ricorso proposto personalmente dal detenuto.
Massime di principio
- Quando il detenuto impugna un diniego dell'amministrazione penitenziaria, il giudice deve preliminarmente verificare se la pretesa investa una posizione di diritto soggettivo e se vi sia correlazione con la condotta dell'amministrazione; in mancanza, la domanda va qualificata come reclamo generico.
- Il reclamo generico ex art. 35 ord. pen. opera per le doglianze che non rientrano nelle forme tipiche di tutela giurisdizionale previste dall'ordinamento penitenziario.
- Il ricorso proposto personalmente dal detenuto può essere dichiarato inammissibile de plano quando risulti l'erronea qualificazione dell'impugnazione e non emergano elementi idonei a escludere la colpa del ricorrente.
- In caso di inammissibilità del ricorso per colpa del ricorrente, segue la condanna al pagamento delle spese processuali e alla sanzione pecuniaria in favore della Cassa delle ammende.
Come è indicizzato
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