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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 33144/2023 del 29/11/2023

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Contestazione dell'accisa e delle sanzioni per prodotti energetici detenuti in regime di sospensione d'imposta e spediti nel 2013 verso l'estero: l'Ufficio ha ritenuto che non fosse stata comprovata la conclusione della procedura di trasferimento (mancata nota di ricevimento/e-AD), configurando uno svincolo irregolare dal deposito fiscale e quindi l'immissione in consumo con conseguente esigibilità dell'accisa. La CTR aveva ritenuto trattarsi di cessioni intracomunitarie verso la Polonia e aveva dato rilievo al fatto che la contribuente non avrebbe avuto interesse a dissimulare la cessione.

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto i motivi 1, 3 e 4 del ricorso e rigettato il secondo. Ha ritenuto che la Corte territoriale non avesse adeguatamente valutato l'applicazione del regime EMCS e l'obbligo dello speditore di seguire la procedura informatizzata e procurarsi la prova ufficiale della ricezione (nota di ricevimento o attestazioni ufficiali secondo gli artt. 6 commi 11-12 TUA). Ha inoltre confermato che la prova alternativa non può essere costituita da meri documenti privati. La sentenza impugnata è cassata e la causa rinviata alla Commissione Tributaria Regionale della Lombardia per nuovo esame e per decidere sulle spese di legittimità.

Norme richiamate

  • d.lgs. n. 504 del 1995 (Testo Unico Accise), art. 6

    Disciplina la circolazione dei prodotti sottoposti ad accisa in regime sospensivo e prevede l'uso del documento amministrativo elettronico (e-AD) e la chiusura della circolazione tramite nota di ricevimento o nota di esportazione ovvero, in casi eccezionali, tramite attestazioni ufficiali

    La Corte interpreta l'art. 6 nel senso che lo speditore ha l'onere di seguire la procedura EMCS e di procurarsi prova ufficiale della conclusione della circolazione; in mancanza della nota di ricevimento telematica, la conclusione può essere certificata solo tramite le attestazioni ufficiali previste dai commi 11 e 12 o altri mezzi ufficiali autorizzati

  • d.lgs. n. 504 del 1995 (Testo Unico Accise), art. 2, comma 2

    Svincolo irregolare dal regime di sospensione equivale a immissione in consumo

    Lo svincolo irregolare comporta l'esigibilità dell'accisa; se non è dimostrata la corretta chiusura della procedura, il prodotto è considerato immesso in consumo

  • d.lgs. n. 504 del 1995, art. 7

    Richiamato nei motivi di ricorso in relazione alla responsabilità dello speditore: la Corte valorizza la funzione delle norme che individuano responsabilità e obblighi nel regime sospensivo, confermando il ruolo attivo dello speditore nel controllo della destinazione

  • art. 2697 c.c. (onere della prova)

    La Corte precisa che l'onere di provare la corretta conclusione della circolazione grava sul soggetto speditore che ha la responsabilità di seguire e documentare la procedura; non è sufficiente invocare che l'Amministrazione dovrebbe dimostrare qualcosa in più quando la procedura non è stata regolarmente eseguita

  • Regolamento (CE) n. 684/2009 (EMCS)

    Istituisce il documento amministrativo elettronico (e-AD) per il controllo delle spedizioni in sospensione d'imposta

    Il sistema EMCS è il quadro normativo europeo che impone tracciamento informatizzato e costituisce la fonte primaria per determinare la conclusione della circolazione; la normativa comunitaria rafforza l'esigenza di prova ufficiale e tracciabile

  • Direttiva 2008/118/CE e Direttiva 92/12/CEE

    Riferimenti comunitari che definiscono il concetto di immissione in consumo e il regime sospensivo; la giurisprudenza comunitaria (cfr. van de Water e Silcompa) è richiamata per confermare che lo svincolo irregolare implica immissione in consumo

  • Regolamento (CEE) n. 2454/93, art. 793 par. 2

    Richiamato quale riferimento tecnico per la nota di esportazione e il visto di uscita doganale necessari a certificare l'uscita dal territorio comunitario

Massime di principio

  • In regime EMCS lo speditore/depositario è tenuto a seguire la procedura informatizzata (e-AD) e a procurarsi la prova ufficiale della ricezione o dell'uscita dal territorio comunitario; l'assenza di tale prova può comportare lo svincolo irregolare e l'immissione in consumo con esigibilità dell'accisa
  • La mancanza della nota di ricevimento telematica non giustifica automaticamente l'innocuità dell'irregolarità: è possibile utilizzare prove alternative solo se previste dagli artt. 6 commi 11-12 del TUA e consistono in attestazioni ufficiali rilasciate dalle Autorità competenti, non in documenti privati
  • Gli operatori non possono invocare l'assenza di 'interesse a dissimulare' per eludere l'obbligo di tracciamento: anche nelle cessioni intracomunitarie la procedura e le relative formalità devono essere rispettate e provate
  • L'onere di provare la corretta chiusura della circolazione grava sul soggetto che effettua la spedizione; l'Amministrazione può chiedere il pagamento dell'accisa se la procedura non è stata regolarmente conclusa e non esistono prove ufficiali contrarie
  • In caso di malfunzionamenti del sistema informatizzato, la normativa prevede modalità alternative (documento cartaceo temporaneo e successiva integrazione nel sistema, o attestazioni ufficiali); tali eccezioni devono essere adeguatamente documentate e comprovate

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