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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 45858/2022 del 02/12/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Ricorso in cassazione avverso la conferma, in sede di appello, della condanna inflitta dopo giudizio abbreviato per i reati indicati nei capi: proteste per violazione del diritto di difesa per mancata assunzione della deposizione del teste Massimo Giammanco (art. 441, comma 5 c.p.p.) e censura sulla configurabilità del reato di resistenza a pubblico ufficiale (art. 337 c.p.) sostenendo che la condotta fu mera resistenza passiva e che le lesioni subite derivarono da autodifesa rispetto all'aggressione degli agenti; dedotta altresì, in subordine, la prescrizione del reato.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto infondato il primo motivo: la revoca dell'escussione del teste disposta in primo grado è stata motivata come superflua dal giudice del merito alla luce della successiva condotta dell'imputato in caserma, perciò non è stata ravvisata violazione del diritto di difesa. Il secondo motivo è stato dichiarato inammissibile perché confutativo (riesame degli elementi di fatto non consentito in sede di legittimità). Tuttavia la Suprema Corte ha rilevato che il reato contestato ai sensi dell'art. 337 cod. pen. si è estinto per prescrizione (maturata il 29/02/2022) e perciò ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata quanto a quel capo. Ha disposto la trasmissione degli atti alla Corte di appello di Bari per la rideterminazione della pena in relazione al residuo reato (capo B).

Norme richiamate

  • art. 441, comma 5, cod. proc. pen.

    art. 441, comma 5, cod. proc. pen.

    Nel giudizio abbreviato il giudice che abbia disposto d'ufficio l'escussione di un teste può legittimamente revocare tale ordinanza quando ritenga la prova superflua; la revoca motivata non integra di per sé violazione del diritto di difesa.

  • art. 337 cod. pen.

    Il reato di resistenza a pubblico ufficiale si configura quando vi sia violenza o minaccia posta in essere per opporsi all'ufficio; è sufficiente la violenza sulle cose se diretta a opporsi all'operato del pubblico ufficiale; non configura reato la mera resistenza passiva. Nel caso di specie la Corte territoriale ha ritenuto sussistente la violenza (anche sulle cose) e atti di autolesionismo non riconducibili a difesa dagli agenti.

  • art. 612 cod. pen.

    Norma riferita al capo residuo (menzionata tra le imputazioni originali); la Corte ha disposto la rideterminazione della pena in relazione al residuo reato non estinto per prescrizione.

  • art. 23, comma 8, d.l. 28 ottobre 2020 n. 137

    art. 23, comma 8, d.l. 28 ottobre 2020 n. 137

    Norma emergenziale che ha consentito la trattazione scritta del procedimento in Cassazione in alternativa alla discussione orale, applicata qui per la trattazione del ricorso.

  • art. 7 d.l. 23 luglio 2021, n. 105

    art. 7 d.l. 23 luglio 2021, n. 105

    Norma integrativa in materia di procedura scritta in Cassazione; ha consentito la decisione sul ricorso per via scritta in assenza di richiesta di discussione orale.

  • Giurisprudenza citata (Sez. 3, n. 15943 del 27/01/2006, Zeno)

    Sez. 3, n. 15943 del 27/01/2006, Zeno

    Principio secondo cui il giudice può revocare l'escussione di un teste disposta d'ufficio quando ritenga la prova superflua, anche nel rito abbreviato.

  • Giurisprudenza citata (Sez. 6, n. 6069 del 13/01/2015, Malcangi)

    Sez. 6, n. 6069 del 13/01/2015, Malcangi

    Consolidato principio che per la configurabilità della resistenza a pubblico ufficiale non è necessario che la violenza sia esercitata sulla persona del pubblico ufficiale; la violenza sulle cose è idonea se finalizzata a opporsi all'ufficio; va tuttavia esclusa quando la condotta si limiti alla mera resistenza passiva.

Massime di principio

  • Nel giudizio abbreviato il giudice ha discrezionalità a revocare l'escussione di un teste dichiarata superflua; tale revoca, se adeguatamente motivata, non configura violazione del diritto di difesa.
  • La Suprema Corte non riesamina i fatti né riformula la valutazione probatoria: i motivi che si limitano a chiedere diversa valutazione degli elementi probatori sono inammissibili come confutativi.
  • Per la configurabilità del reato di resistenza a pubblico ufficiale è sufficiente la violenza sulle cose se utilizzata per opporsi all'azione del pubblico ufficiale; la mera resistenza passiva non integra il reato.
  • L'eccezione di prescrizione, quando risulti maturata, determina l'annullamento senza rinvio della condanna per il reato estinto; i residui capi di imputazione sopravvivono e la Corte di merito dovrà rideterminare la pena.
  • Le procedure scritte previste dai decreti-legge emergenziali (art. 23 d.l. 137/2020 e art. 7 d.l. 105/2021) possono essere utilizzate per la trattazione dei ricorsi in Cassazione in assenza di richiesta di discussione orale.

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